Studi umanistici: “una scelta al passo con i tempi”

Il prof. Piero Craveri è il Preside della Facoltà di Lettere. In realtà è più di un preside e più di un docente universitario: con lui si comincia parlando dell’offerta formativa della facoltà e si finisce discorrendo sul ruolo delle discipline umanistiche nella società contemporanea. Si conversa col professore in uno scambio di idee e banalmente ci si rammenta che la classe non è acqua e la cultura nemmeno. Siamo di fronte al figlio di Elena Croce, primogenita di Benedetto Croce. E siamo di fronte a una facoltà di studi sui beni culturali dal carattere unico. “E’ pensata in termini prettamente umanistici – spiega il Preside- anche se i beni culturali hanno due anime, una filosofica e una scientifica. L’impostazione della nostra facoltà ha sempre dato prevalenza alla prima e mai come oggi questa scelta si dimostra al passo con i tempi. L’attuale dibattito sui beni culturali tende a mettere in discussione la supremazia delle discipline tecnico-scientifiche, recentemente c’è stato un importante intervento del Settis proprio a questo proposito”. Dei quattro Corsi di Laurea attivi, il prof. Craveri parla con entusiasmo e passione. Sottolinea le specificità degli indirizzi in cui si articola il corso in Conservazione dei beni culturali, il primo a nascere in Italia quindici anni fa. Beni archeologici, beni demoetnoantropologici, beni mobili e artistici, beni paesaggistici e ambientali: queste le opzioni che si presentano alle aspiranti matricole di Conservazione. “Ciascuno degli indirizzi ha il suo sbocco in una specialistica e offre una formazione d’eccellenza. Il nostro primo obiettivo è quello di individuare il bene culturale in termini storico-critici, sul piano pratico poi ci avvaliamo di una articolata rete sia campana che ultracampana di relazioni con enti e strutture dove gli studenti possono svolgere stage e tirocini”. Descrive con orgoglio le linee guida del Corso in Lingue e culture moderne, “dove si impara davvero a parlare almeno la lingua principale che si è scelta e dove l’esame di laurea viene sostenuto in lingua”. Inglese, Francese, Spagnolo, Tedesco, Russo e Portoghese: queste le lingue tra cui è possibile scegliere. “Prima insegniamo a parlare, poi insegniamo a parlare nelle varie direzioni. Le specialistiche infatti sono orientate verso settori diversi di attività: la lingua straniera nella traduzione letteraria, nel cinema, nel mondo degli affari”. Esprime soddisfazione per il felice destino del giovanissimo corso in Turismo per i beni culturali, che ha sede a Pomigliano d’Arco. “Il numero delle matricole è aumentato, siamo in espansione perché i giovani si rendono conto che quello del turismo è un comparto importante, ormai tutte le comunità locali hanno vocazione turistica. Il nostro Corso è congegnato in maniera tale da rafforzare la preparazione tecnico-economica e manageriale degli allievi. Inoltre, abbiamo stipulato convenzioni con gli Enti Provinciali del Turismo per stage e tirocini. Quanto al post laurea triennale, invece di attivare un corso di laurea specialistica in turismo, che ci sembrava ripetitivo, abbiamo pensato di individuare uno sbocco nella specialistica linguistica. Del resto, a Turismo per i beni culturali si studiano due lingue straniere”. L’aspetto di eccellenza del Corso in Diagnostica e restauro pare quasi scontato: “internamente al Suor Orsola avevamo già un patrimonio artistico su cui far lavorare gli studenti di restauro, una ricchezza cui si affiancano numerosi cantieri e laboratori in Italia e all’estero”. 
Come si orientano i neodiplomati davanti a questo panorama formativo e, soprattutto, qual è il loro approccio all’offerta prescelta? “L’università è diventata uno scalino difficile per loro ma anche per noi professori – risponde il Preside – c’è una difficoltà di dialogo basata su una carenza di formazione che non dipende dai ragazzi. Il livello della scuola media superiore si è abbassato e questo crea ovviamente dei problemi. Pensiamo agli studi di Archeologia: come si può sfuggire al latino? Si cerca di sopperire come si può, ad esempio con corsi di sostegno. Abbiamo anche perfezionato i servizi di segreteria e di orientamento. Ecco, il mio consiglio è di cercare di avvantaggiarsene il più possibile”.
Sara Pepe
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