Sul caso Motta, una interrogazione parlamentare

Un’interrogazione parlamentare perché non vada nel dimenticatoio il famigerato caso Motta, lo scandalo che travolse il gotha dell’otorinolaringoiatria italiana. La vicenda risale al 1988, quando Gaetano Motta (Seconda Università di Napoli), a 32 anni, diventò ordinario grazie ad un concorso gestito illecitamente dal padre Giovanni, uno dei baroni della disciplina in Italia, come ha acclarato la magistratura in diversi gradi di giudizio. In pratica, Motta padre ed altri suoi colleghi sono stati accusati di aver truccato i verbali d’esame della tornata concorsuale. Tant’è che nel 2001 una sentenza della Cassazione ha reso definitiva la condanna di Motta ad un anno ed otto mesi. L’anno successivo, il Consiglio di Stato ha, inoltre, chiarito che il Ministero avrebbe potuto rimuovere dalla cattedra Motta figlio.    
Ora, datata 3 marzo 2006, risolleva il caso l’interrogazione del senatore Luigi Marino dei Comunisti Italiani.
Ecco il testo dell’interrogazione a risposta scritta presentata al Presidente del Consiglio dei Ministri ed ai Ministri dell’Università e della Salute.
Le premesse:
“Il concorso a Cattedre di Otorinolaringoiatria, bandito dal MURST nel 1988, già oggetto finora di molteplici interrogazioni parlamentari da parte di varie forze politiche (De Notaris ed altri, Senato 28/9/1995; Baiamonte ed altri, Camera dei Deputati, 17/11/1997; Marino e Pagano, Senato 28/11/2001; Colasio, Camera 5/11/2002), dovrebbe essere giunto all’epilogo in quanto attualmente la vicenda ha superato tutti i gradi di giudizio; più precisamente:
• Sentenza: Tribunale Penale di Roma n° 4146/1996 del 7/6/1999;
• Sentenza: Corte di Appello Penale di Roma n° 1478/2000 dell’1/12/2000;
• Sentenza: Corte di Cassazione Penale di Roma n° 1732/2001 del 5/11/2001;
• Parere-decisione: Consiglio di Stato n° 375/2002 del 20/3/2002 (che – alla richiesta del MURST sulla possibilità di mantenere sul posto i “vincitori” del concorso del 1988 in attesa del suo rifacimento – risponde a pag. 4: “tale assunto non può essere condiviso”);
• Sentenza: Corte di Cassazione Penale di Roma n° 1324/2003 del 28/3/2003;
• Ordinanza di Annullamento del concorso del 1988: Corte di Appello Penale di Roma dell’08/10/2004;
• Sentenza: TAR Campania n° 15722/2005 del 7/7/2005 che, conferma l’annullamento del concorso del 1988, per quanto riguarda la decadenza dal ruolo del Prof. Gaetano MOTTA, con effetto immediato “accogliendo il ricorso e, per l’effetto, dichiarando l’obbligo delle intimate amministrazioni, secondo le rispettive competenze, di provvedere sull’atto di diffida e messa in mora notificato in data 26/3/2005”.
• Sentenza: Corte di Cassazione Penale di Roma del 30/11/2005 (sul ricorso n° 23708/2005) che conferma l’annullamento degli atti del concorso del 1988 stabilito dall’Ordinanza della Corte Penale di Appello di Roma dell’8/10/2004;
• Consiglio di Stato (Sezione VII) n° 10635/2005, in data 7/2/2006, che nega la “sospensiva” della sentenza del TAR Campania e, quindi, obbliga il MURST ad “annullare” immediatamente il concorso a Cattedre di Otorinolaringoiatria del 1988;
– in particolare il Tribunale Penale di Roma la Corte di Appello Penale di Roma e la Corte di Cassazione Penale,  hanno emesso condanne, per il concorso a cattedre di Otorinolaringoiatria del 1988, per reati penali (che vanno, seppur con responsabilità differenziate fra i vari condannati, dall’abuso d’ufficio al falso ideologico ecc), con conseguente annullamento amministrativo del concorso da parte del Consiglio di Stato decisione n° 375 del 20/3/2002, del TAR Campania e, recentemente, ancora del Consiglio di Stato .
Tale sconcertante vicenda occupa ormai da diversi anni le cronache di importanti quotidiani e periodici italiani (….) con risalto anche su autorevoli testate internazionali (…)su “Cassazione Penale” (…) su “Università Oggi” (….), organo ufficiale del Sindacato C.I.P.U.R. (Coordinamento Intersedi Professori Universitari di ruolo), nonché su alcuni libri di larga diffusione (…)
Il Senatore Marino chiede:
– Perché sinora le precedenti interrogazioni siano rimaste prive di risposta e di provvedimenti conseguenziali da parte dei Ministri ai quali erano state rivolte;
– Quali siano stati i motivi che hanno indotto il MURST a non costituirsi parte civile nei processi penali svoltisi ed a non applicare successivamente il disposto dei giudicati intervenuti;
– Quali iniziative intendano adottare per l’attuazione finalmente delle citate sentenze penali ed amministrative, in osservanza  della decisione del Consiglio di Stato nonché delle altre citate sentenze della Corte di Cassazione Penale; 
– Quali iniziative vogliano intraprendere per accertare i motivi che hanno indotto le Autorità accademiche a non prendere provvedimenti nei confronti di coloro che sono stati condannati con sentenze passate in giudicato.
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