Suor Orsola: “il numero degli iscritti è compatibile con una buona didattica”

Il numero programmato è la regola per molti dei Corsi di Laurea dell’Università Suor Orsola Benincasa. Una scelta volta ad assicurare che gli spazi e le risorse destinate agli studenti siano davvero adeguati alle loro esigenze. Limitare l’accesso significa infatti scongiurare il pericolo del sovraffollamento, garantire equilibrio tra il numero degli studenti e quello dei docenti, consentire che l’affluenza alle strutture sia sostenibile e proficua. Il Suor Orsola ha raccolto l’eredità del Magistero ma non si è limitata semplicemente a portarne avanti la tradizione, avendo invece attivato ben tre Facoltà: Scienze della Formazione, Lettere e Giurisprudenza. Di buoni motivi per scegliere di iscriversi ad una di queste Facoltà ce ne sono tanti, come spiega il Preside della Facoltà di Lettere, prof. Piero Craveri. “La nostra università ha un livello di rigore commisurato a una struttura che lo rende possibile senza determinare uno svantaggio per gli studenti. Il numero degli iscritti, anche quando i corsi di laurea non prevedono che sia programmato, continua ad essere compatibile con una buona didattica – dice- L’offerta formativa dell’ateneo è molto ben articolata e ad oggi abbiamo 70 docenti interni stabilizzati. Anche quando ci rivolgiamo a docenti esterni poi, puntiamo solo ai più alti livelli scientifici. L’organizzazione dei corsi è molto curata, e per quanto riguarda le attività di laboratorio, la loro consistenza sta aumentando notevolmente. Faccio un esempio riferendomi alla mia facoltà: il Corso di Laurea specialistica in Archeologia ha numerosi cantieri aperti, da Creta a Pantelleria a Pompei. Lo stesso dicasi per il corso di laurea in Diagnostica e Restauro”. 
La Facoltà di Lettere attiva quattro Corsi di Laurea: Diagnostica e Restauro, Conservazione dei beni culturali, Lingue e letterature straniere e Turismo per i beni culturali. Solo il primo è a numero chiuso, e quest’anno si articola in modo diverso rispetto al passato. Forte dell’esperienza già maturata nel settore della formazione per la diagnostica e il restauro, l’Ateneo ha attivato il Corso in ‘Operatore dei beni culturali: diagnostica e restauro’, aperto ad un massimo di 80 studenti, quaranta per ciascuno dei due iter formativi che lo caratterizzano, uno dedicato alle specialità nel settore del patrimonio dei beni culturali archeologici, l’altro incentrato sulle problematiche restaurative del patrimonio dei beni storico-artistici (gli studenti che intendono immatricolarsi devono compilare la scheda di ammissione che trovano allegata alla guida pubblicata sul sito www.unisob.it e presentarla entro il 30 settembre presso gli sportelli della segreteria studenti). Le prove di selezione consisteranno in una prova orale e, nel caso in cui il numero dei candidati sia superiore a 80, in una prova preliminare scritta. Piuttosto elevato l’importo delle tasse per l’iscrizione a questo Corso, per via dei numerosi laboratori tecnici da seguire e delle delicate attrezzature che si prevede vengano utilizzate. Si parte da un minimo di 5.570 euro l’anno.
Il Corso forse più noto della Facoltà di Lettere, quello in Conservazione dei beni culturali, dallo scorso anno è ad accesso libero. “Siamo stati i primi in Italia ad attivarlo –  sottolinea il Preside- Oggi abbiamo una concorrenza che prima non esisteva, dato che Corsi simili sono recentemente nati anche in altri atenei. Nonostante questo, il numero dei nostri immatricolati è rimasto stabile: circa 200 all’anno. Corrisponde al tetto che avevamo stabilito ai tempi del numero chiuso, per cui è venuta meno la necessità di svolgere la prova d’accesso”. Conservazione dei beni culturali fornisce una preparazione specifica per l’inserimento in enti pubblici e privati e in organizzazioni culturali, oltre che per l’insegnamento. Quattro gli indirizzi disciplinari tra cui scegliere: storico-artistico, paesaggistico-ambientale, demo-etno-antropologico, valorizzazione e catalogazione dei centri storici. 
Soppressione del numero chiuso anche per il Corso di Laurea in Turismo per i beni culturali, che ha sede a Pomigliano presso il Palazzo dell’Orologio, e che forma i futuri manager del turismo. Altro fiore all’occhiello della Facoltà di Lettere, sempre ad accesso libero, è il corso di laurea in Lingue e letterature straniere, un vanto per il Preside, che puntualizza: “molte volte si esce dall’università senza saper davvero parlare una lingua straniera. Da noi questo non accade”. 
Sara Pepe
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