Sviluppo sostenibile, la testimonianza di tre sindaci brasiliani

La Provincia di Napoli chiama Aiesec. Nell’ambito della cooperazione Brasile-Italia che porta avanti l’Assessorato alla Pace, Cooperazione Internazionale, Immigrazione della Provincia di Napoli, si è svolto all’Università Parthenope lo scorso 23 maggio un convegno sul tema dello sviluppo sostenibile in Amazzonia. Protagonisti tre sindaci di comunità amazzoniche (più Rodrigo Peixoto, del Museu Goeldi/CNPq), organizzatori i giovani dell’Aiesec, associazione studentesca internazionale da sempre attenta alle problematiche della cooperazione e dello sviluppo. Hanno dato il benvenuto agli ospiti brasiliani il prof. Vincenzo Pepe e il prof. Franco Garbaccio, sono intervenute le dott. Rossella Canestrino e Sara Ianuario, quest’ultima con una brillante relazione su un argomento di grande attualità, il Commercio equo e solidale. 
Conceicao do Araguaia, Abaetetuba, Santarém: luoghi caratterizzati da realtà naturali sorprendenti, condizioni economiche estremamente difficili, infrastrutture mancanti o insufficienti. I loro sindaci, Alvaro Xavier, Luiz Lopes, Maria do Carmo Martins, hanno illustrato situazioni di grande complessità finanche negli aspetti più banali della vita quotidiana. Maria do Carmo Martins, sindaco di Santarém, ha mostrato alcune diapositive e sorridendo ha commentato le immagini di una strada asfaltata solo per metà. “La strada della speranza!”, ha esclamato, volendo porre l’accento sul grave problema del sistema viario, praticamente inesistente. Le strade, non asfaltate, sono sommerse dal fango per sei mesi all’anno e il trasporto avviene grazie a barche e omnibus. Nonostante questo, stesso sorriso e stessa coinvolgente energia, il sindaco ha concluso il suo intervento dicendo: “Santarém aspetta tutti voi!”. Sì, perché lo sviluppo di queste zone passa anche e soprattutto per il turismo. Turismo ecologico e responsabile, quello di cui è stato invitato a parlare il prof. Franco Garbaccio, docente di Statistica del Turismo al Parthenope. Un intervento ricco e significativo. Dopo aver ringraziato l’Aiesec “che offre sempre occasioni per meditare sulle vicende di questo mondo”, il professore si è soffermato sul significato dell’espressione ‘turismo eco-responsabile’. Un’invenzione banale? Può darsi sia proprio così. “Ogni tanto qualcuno inventa l’aria fritta”, ha detto scherzoso il prof. Garbaccio, “cosa vuol dire turismo eco-responsabile? Fa parte dell’ampia gamma dei consigli inutili. Ai bambini si dice di stare buoni, agli studenti si dice di studiare, e ai turisti basterebbe raccomandare di essere più civili”. Altra cosa è il turismo sostenibile. “Il turismo non è altro che lo spostamento di masse di persone da un paese ad un altro. Il problema è quello di misurare la capacità di carico. Se quest’aula è progettata per 300 persone non posso farcene entrare mille. La stessa cosa avviene per il turismo. Per questo il turismo non si può sviluppare senza le attrezzature chiamate turistiche”. Secondo il professore i brasiliani godono del “vantaggio del ritardo”, nel senso che possono imparare dai nostri errori. Garbaccio ha poi ricordato cosa vuol dire oggi turismo, dopo che Giovanni Paolo II lo ha definito un segno dei tempi il cui fine ultimo non è un vantaggio economico, bensì un servizio alla persona umana, e dopo che l’Unione Europea lo ha dichiarato un diritto di tutti i cittadini. “Ecco allora fiorire il turismo sociale, quello degli scambi culturali e dei corsi Erasmus per giovani, che sono anch’essi una forma di turismo”. 
Anche gli stage internazionali organizzati dall’Aiesec possono dunque essere considerati tali. Si tratta dello strumento con cui, come hanno ricordato Luigi Masucci ed Enzo Busiello, l’associazione studentesca può portare il proprio contributo alla cooperazione Brasile-Italia. Un modo per associare la teoria alla pratica, per vivere la diversità, per scoprire le proprie potenzialità. Aiesec è presente in quasi tutto il mondo e gemellaggi con i suoi comitati presenti in Brasile sono senz’altro possibili. Manuela Marani, collaboratrice dell’assessore provinciale alla Pace e alla Cooperazione Isadora D’Aimmo, ha sottolineato che l’opera di sensibilizzazione sui problemi della cooperazione internazionale va fatta puntando proprio su scambi di questo tipo. “Lavoriamo sul tema da diversi anni -ci ha detto- la delegazione di sindaci brasiliani qui presente è la seconda che riceviamo nell’arco di pochi mesi. Anche una nostra delegazione si muoverà presto alla volta dell’Amazzonia”.
Sara Pepe
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