Teledidattica, un Master in collaborazione tra dieci facoltà di Medicina

L’innovazione al servizio della medicina e dell’università. Al via il nuovo Master in Teledidattica applicata alla medicina. Un progetto innovativo, mai sperimentato fino ad ora in Italia, che nasce da dieci Facoltà di Medicina, appartenenti ad altrettante regioni italiane. Tutte unite in questo primo grande progetto multimediale. “Siamo orgogliosi di questa iniziativa- ha spiegato il Preside prof. Francesco Rossi- In questi anni, abbiamo fatto notevoli passi in avanti. Venti Corsi di Laurea, più di cinquanta Scuole di Specializzazione, ed ora questo nuovo Master, che, nonostante le innumerevoli difficoltà – di struttura, costi e gestione- non potrà far altro che potenziare ancor di più la nostra offerta didattica e formativa”. L’esigenza è quella di formare nuove figure professionali in grado di utilizzare le tecnologie telematiche e le più innovative dinamiche di insegnamento, introdotte dalle nuove reti di comunicazione. Il corso, infatti, contribuirà a cambiare il sistema di insegnamento, strizzando l’occhio ai docenti del domani, a quelli che non avranno più bisogno di aule o lavagne, ma solo ed esclusivamente di un satellite. Le linee guida del Master, infatti, aiuteranno a far interagire i modelli tradizionali della didattica, con quelli della teledidattica e della telecomunicazione. Si potranno svolgere cicli didattici in videoconferenza e forum telematici di discussione. Verranno affrontate le nuove frontiere della telemedicina e della telechirurgia. 
Curatore del Master di II Livello, il prof. Vincenzo Sica, a lungo elogiato dal Preside Rossi per l’impegno profuso negli ultimi anni in questo importantissimo progetto, sin dai tempi in cui ricopriva la carica di sottosegretario al Ministero dell’Università. “Tempo fa – ha detto il prof. Sica- questo progetto doveva essere il frutto della collaborazione tra il Ministero della Sanità e quello dell’Università e Ricerca. In seguito, questa collaborazione è venuta meno, anche se, grazie all’impegno del Ministero dell’Università, siamo riusciti comunque  a portare a termine quello che potrà segnare una vera innovazione in campo universitario. Un Master che prepara al domani”. Qui il professore fa un chiaro riferimento all’e-learning e al progetto di “Talete Campania Digitale”. “Il mondo universitario sta cambiando, andando sempre più incontro al progresso tecnologico. Noi con questo master possiamo, oltre che essere più partecipi, anche offrire un valido e concreto contributo”.
Ma quali saranno le infrastrutture tecnologiche che differenzieranno il Master in Teledidattica dagli altri? Ogni docente avrà a disposizione una postazione telematica nelle nuove aule multimediali, creata appositamente per il Master. Aule di alta generazione, dalle quali si potranno sviluppare corsi sincroni ed asincroni, oltre che partecipare a tutte le iniziative formative, condivise, contemporaneamente, da tutte le sedi universitarie che hanno preso parte al progetto, attraverso connettività terrestre e satellitare. “Sarà uno sforzo notevole -continua il prof. Sica-considerando anche il fatto che il costo di allestimento di ogni singola lezione, si aggirerà intorno ai 316 milioni delle vecchie lire, ripartiti tra i diversi atenei. I vantaggi che potrà offrire, però, sono molteplici. Gli studenti avranno a loro disposizione anche un vero e proprio archivio informatico, dove potranno vedere e rivedere le lezioni, chattare con i docenti, chiedere informazioni e quant’altro”. Alla cerimonia di presentazione era presente anche il prof. Beniamino de Martino, esperto di piattaforme digitali, ed uno dei principali collaboratori del Master. “Stiamo parlando di un’occasione unica – ha detto- Di un Master che potrà solo accrescere il ruolo del nostro paese nel Mediterraneo. Ricordiamoci, infatti, che già in molti paesi arabi si fa un largo uso di videoconferenze in campo universitario e di progetti di collaborazione con molte università statunitensi. Proprio per questo motivo, abbiamo preferito affidarci al satellite, anche perché è molto più facile riuscire ad avere uno scambio di informazioni tramite parabola, che non mediante il classico collegamento in rete, non sempre presente in molti paesi”. Subito dopo, il prof. Sica ha introdotto altri temi, anch’essi molto interessanti, riguardanti la possibilità di introdurre all’interno delle sale operatorie, telecamere ad alta definizione in grado di mostrare agli studenti, le principali tecniche operatorie. Gli studenti che affrontano corsi di laurea come quelli in Medicina e Chirurgia, difficilmente riescono a seguire da vicino un intervento chirurgico. “Io stesso, durante i miei anni di università, non ne ho mai visto uno. Ora, però, ci stiamo organizzando affinché le cose cambino radicalmente. Non verranno trasmesse in rete, riprese generiche dell’intervento, ma registrazioni in presa diretta sulle parti del corpo operate, giusto per rispettare la privacy del paziente. Riprese in cui gli studenti avranno anche la possibilità di interagire con professori ed esperti”. Ma le novità non sono terminate, ed il professore continua ad elencarle in maniera chiara ed esaustiva, come quando confida alla platea presente in sala, i nuovi acquisti della facoltà, per preparare i propri studenti ad una maggiore specializzazione nella cosiddetta medicina d’urgenza. “Abbiamo fatto nuovi ed importanti investimenti. Tra un po’, i nostri studenti potranno esercitarsi su manichini computerizzati, del tutto simili agli esseri umani. Potranno assimilare tecniche, come quella relativa al massaggio cardiaco, intubare  pazienti, ecc. Anche qui, parliamo di investimenti importanti ed anche costosi, visto che ogni manichino ha un costo di quasi 100.000 euro”.  
Gianluca Tantillo
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