Tesi, pochi docenti e lunghe attese

C’è un’aula, la 2.4, al secondo piano del Palazzo del Mediterraneo, da qualche tempo occupata dagli studenti. “Faceva capo alla Facoltà di Studi Arabo-islamici e del Mediterraneo, che non ne ha mai preso possesso. Forse perché troppo piccola. A noi, invece, fa comodo, anche perché è attrezzata con computer e collegamento a internet”, racconta un gruppetto di ragazzi, che si affretta a precisare: “Non rivendichiamo alcuna appartenenza politica o partitica”. “L’aula – spiegano – è aperta a tutti gli studenti de L’Orientale; la usiamo come punto di raccordo per elaborare programmi di lavoro che possano migliorare le nostre condizioni in Ateneo e teniamo assemblee ogni martedì alle 15. Se non ci sono dibattiti, può essere anche adibita come aula studio”.
Di questioni da risolvere, dicono i ragazzi della 2.4, ce ne sono a iosa nella loro Università. A partire dalla didattica e le sue carenze. Quella dei docenti, per esempio. Problema che si ripercuote sull’assegnazione delle tesi, soprattutto quelle in materie come le geografie e Scienza politica. “Molti docenti rifiutano l’assegnazione delle tesi triennali perché sovraccarichi di lavoro. Per esempio, il prof. Ottorino Cappelli di Scienza Politica ci ha chiaramente detto che non potrà firmare nulla prima di due anni”. Non resta che anticiparsi con la richiesta, anche un anno e mezzo prima di laurearsi, “il che non va sempre bene, perché non abbiamo sostenuto gran parte degli esami”. 
E ancora, continua la sovrapposizione di corsi. “Il laboratorio di Informatica, obbligatorio al terzo anno del CdL in Scienze Politiche, si accavalla con Storia economica delle relazioni internazionali”. Gli studenti, inoltre, lamentano un’attribuzione di crediti disomogenea tra le quattro Facoltà dell’Ateneo, soprattutto per ciò che attiene alle lingue straniere europee. “Questi esami – denunciano – valgono 9 crediti a Scienze Politiche, a Lingue uno in meno”. I ragazzi vorrebbero anche che L’Orientale acconsentisse alla scomposizione degli esami in base ai moduli. “Negli altri Atenei – riferiscono – se due discipline analoghe hanno lo stesso numero di crediti e un modulo in comune, il secondo esame può essere sostenuto senza la parte relativa al modulo in comune”.
Poi il problema degli spazi. Pochi. Anzitutto quelli destinati agli studenti. “Mancano le aule studio e le aule per la didattica sono piccole, incluse quelle del Palazzo del Mediterraneo”. E per carenza di aule, “siamo costretti a seguire alcuni corsi di lingue il sabato pomeriggio dalle 14 alle 16 o dalle 16 alle 18”. Tra tutte le sedi dell’Ateneo – a parte il Cila, dove internet si può usare solo per l’apprendimento delle lingue – “esiste un unico punto internet a disposizione degli studenti, ubicato nel cortile di Palazzo Giusso, ma è aperto solo dalle 9 alle 13 ed è dotato di appena due pc funzionanti”. Quel che è peggio, presto proprio quel punto internet potrebbe sparire. Al suo posto, un ascensore. A denunciare la situazione, gli studenti del Collettivo Orientale: “Circola voce che l’intero edificio debba essere ristrutturato e verrà installato un secondo ascensore nell’angolo dell’internet point. Insomma, vogliamo nuovi spazi, non la distruzione di quei pochi che abbiamo”. 
Gli studenti segnalano alcune anomalie. “Si può accedere nelle aule studio di Palazzo Corigliano solo se si è studenti di Lingue, altrimenti ti cacciano”. Situazione analoga per le biblioteche. “Si ha diritto alla tessera per la biblioteca del quarto piano di Corigliano solo se iscritti a Lingue o Lettere”.
Infine, il capitolo diritto allo studio. “Nell’assemblea pubblica di ottobre, il presidente dell’Adisu, Luigi Serra, si è impegnato per la riapertura della mensa. Speriamo mantenga fede ai suoi impegni sia perché i ristoranti convenzionati offrono un servizio peggiore della mensa, sia perché all’Azienda il pasto presso un ristorante privato costa quasi il doppio rispetto a quello consumato in mensa”. Quanto alle borse di studio, “sono erogate in ritardo e attribuite solamente al 27% degli aventi diritto”. Insufficienti anche i contributi per la mobilità. “Esiste un’unica fascia di reddito agevolata che dà diritto allo sconto del 78% agli studenti di Napoli e provincia che vi appartengono – fanno sapere i ragazzi -. Nel resto dei casi, la detrazione scende al 50%, ma sono completamente assenti fasce di gratuità”. Per concludere, “il servizio prestito libri è poco pubblicizzato; i contributi per la mobilità internazionale non vengono versati prima della partenza; i professori potrebbero chiedere all’Adisu la pubblicazione dei loro testi, contenendo così il costo dei libri, ma preferiscono rivolgersi ai privati”.
Paola Mantovano
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