Tesisti abbandonati dai relatori a pochi giorni dalla laurea

In Dipartimento c’è un foglio su cui apporre la firma che certifica la propria presenza. La lista stabilisce il turno per poter andare a colloquio con il prof. Perrone Capano. “Siamo in tanti, l’elenco ci aiuta a capire quanto tempo occorre per poter essere ricevuti. Io attendo da due ore e devo aspettare ancora”, spiega Regina Del Giudice. “Il professore è molto disponibile e veloce – dice Marah – Le attese però sono sempre piuttosto lunghe. Insomma, bisogna mettere in conto di perdere l’intera mattinata. Oggi la situazione è ancora più difficile, ci sono tanti tesisti e la fila continua a crescere”. Il gruppo in attesa è composto quasi esclusivamente da laureandi. “Tra una settimana ho la seduta di laurea – afferma Giusy Esposito – ed ancora non conosco il docente e lui non sa nemmeno di cosa tratta la mia tesi perché ero una studentessa della prof.ssa Di Renzo. Oggi devo concordare l’argomento da esporre in seduta”. Giovanna, che assiste alla chiacchierata, dice alla sua collega: “sei stata fortunata. L’assistente che mi seguiva non c’è più ed ho perso la mia referente. Devo laurearmi tra tre giorni e non conosco il prof. Capano, né lui conosce nulla del mio percorso. E’ un anno che lavoro alla mia tesi, spero che questo non infici il mio lavoro né, tantomeno, il voto di laurea”.
C’è amarezza nelle parole di Giampaolo: “La prof.ssa Di Renzo mi ha seguito fino a qualche settimana fa. Poi, all’improvviso, è scomparsa con tutta la sua cattedra. Sono molto amareggiato, a pochi giorni dalla laurea mi ritrovo a sostenere l’esame di fine percorso con un docente che in realtà non conosco. Sicuramente la seduta ne risentirà”. Stesso discorso per Nicole: “Parto da una media di 100, spero che la Commissione di laurea mi dia il massimo dei voti. Purtroppo, l’assistente con cui concordavo il lavoro della tesi è andata via con la docente. Ad una settimana dalla seduta non ho ancora un argomento su cui discutere. Spero che il docente mi venga incontro, incoraggiandomi come faceva il mio referente”. Tanti gli studenti nella stessa situazione. “Succede solo da noi – esclama Teresa – E’ assurdo, a poco tempo dal momento più importante della mia vita non conosco ancora l’argomento su cui conferire. Riuscirò a costruire un discorso valido in tre giorni? Il fattore emotivo è determinante, mi logora non conoscere chi mi sta di fronte”. Lamentele anche dai tesisti del prof. Perrone Capano: “risentiamo della mancanza di spazio e tempo. Il docente è sempre super impegnato, anche noi abbiamo subìto l’accorpamento. Siamo in attesa, un’attesa interminabile, mentre dovremmo essere a casa a ripetere in vista dell’esame finale”. In coda pure gli studenti che hanno bisogno di informazioni. “Sono un po’ in dubbio – ammette Teresa Di Meo – Dovrei chiedere la tesi al docente, ma mi hanno riferito che ci saranno dei cambiamenti nei prossimi mesi. Non vorrei cominciare un percorso per poi cambiare a metà dell’opera. Credo che ritornerò quando si sarà definita la situazione”. “Ci sono voci di corridoio – dice Franco – su un possibile pensionamento del prof. Perrone Capano, il prossimo novembre. Prima di chiedere la tesi vorrei accertarmi. Non vorrei ritrovarmi nella stessa situazione dei miei colleghi”. “Meglio ritornare un altro giorno – suggerisce Mena Ilao – Siamo qui da un’ora e con questo caos non credo che il docente abbia tempo per noi. Attenderemo lo svolgimento delle sedute di laurea, per fortuna il professore nelle ultime settimane ha incrementato il ricevimento. La possibilità di poter completare il nostro percorso con il suo contributo dovrà essere una certezza, altrimenti, di sicuro, meglio prepararsi a cambiare disciplina”.
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