Tetto in pericolo, al Museo di Zoologia

Una soluzione tampone, a detta dei tecnici. E potrebbe accadere ancora che la pioggia sfondi il tetto. Eppure è una struttura che ospita studiosi italiani e stranieri, accoglie scolaresche in visita, sarà la sede, ad ottobre prossimo, del IV Congresso Internazionale delle Società Malacologiche Europee. Parliamo del Museo Zoologico dell’Ateneo Federico II. In una lettera pubblicata sullo scorso numero di Ateneapoli il Direttore, prof. Antonio Pietro Ariani, denunciava il grave stato di degrado in cui si trovano i locali museali, tale da rendere le piogge dello scorso gennaio fonte di danno per i reperti custoditi nel museo (l’acqua si è riversata nel Salone Maggiore danneggiando alcune parti restaurate di uno scheletro di balenottera). 
Della questione abbiamo investito i tecnici dell’Ateneo. Dalle loro parole si evince che i solai del Museo necessiterebbero di qualcosa in più che una semplice manutenzione.
L’architetto Aldo Pinto, capo dell’Ufficio Tecnico di ateneo per i servizi di ingegneria e di architettura, ci ha rinviato all’Ufficio tecnico per i servizi di manutenzione, essendo quello che si è verificato al Museo Zoologico un problema di “semplice manutenzione”. Da quest’ultimo ufficio il geometra Francesco Smith, che ha inviato a suo tempo una squadra di intervento sul luogo del danno, ci ha risposto anzitutto che “le piogge dello scorso gennaio sono state di carattere eccezionale”. Ha poi però anche aggiunto che “intervenire su solai come quelli a scopo manutentivo non è semplice”. “Il sottotetto non è praticabile – dice- per cui ci sono notevoli difficoltà di accesso ai luoghi su cui si dovrebbe operare. Alle infiltrazioni determinate dalla pioggia del mese scorso si è rimediato, ma si tratta di un intervento tampone, nulla impedisce che si creino nuove infiltrazioni, considerato lo stato in cui si trovano i soffitti”. Tutto questo viene confermato dal geometra Luigi Russo, che ha eseguito personalmente il sopralluogo: “non è semplice intervenire – dice- da sopra non si riesce a vedere dove scorre l’acqua, dal sottotetto invece non si può proprio camminare”. 
Se è davvero così problematico compiere interventi manutentivi, allora si dovrebbe provvedere a una ristrutturazione completa, come quella che ha interessato in anni recenti il Museo di Mineralogia. Di chi sarebbe in quel caso la competenza?
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