Titoli pagati e non riconosciuti

Sospetti, ombre, ambiguità. Un migliaio gli studenti e neolaureati temono per la validità dei titoli acquisiti frequentando corsi di formazione organizzati da società private in collaborazione col Dipartimento di Analisi e Progettazione Strutturale (Daps) della Facoltà di Ingegneria dell’Università Federico II. Per avere chiarezza, decidono di denunciare – in forma anonima e con un’ampia documentazione – l’accaduto ad Ateneapoli. Le parole del prof. Gaetano Manfredi, direttore del Daps, fugano ogni dubbio: “Tutti i corsi cui abbiamo partecipato come Dipartimento – e terminati a marzo 2005 – sono in perfetta regola. Decliniamo ogni responsabilità, invece, per quelli che si sono svolti oltre quella data”.
Oggetto del contendere, due corsi di formazione (l’uno da 120 ore, l’altro da 36) per le figure professionali di “coordinatore in materia di sicurezza e di salute durante la progettazione e l’esecuzione di lavori” (D.lgs 494/96) e di “responsabile del servizio di prevenzione e protezione” (D.lgs 626/94), titoli necessari ad ingegneri, architetti e periti industriali per lo svolgimento delle loro attività. Costo, 350 euro più Iva, per un totale di 420 euro. Ad organizzarli, una società privata detta “Sviluppo & Ambiente – Onlus” in convenzione col Daps della Federico II. 
“I corsi in materia di sicurezza erano diventati un po’ terra di nessuno – riferisce il prof. Manfredi – Come Facoltà abbiamo voluto partecipare al loro allestimento per garantire una didattica di buon livello, data l’importanza della disciplina”. Di qui l’accordo stipulato nel 2001 con la “Sviluppo & Ambiente – Onlus”, “accertato dagli uffici centrali di questo Ateneo, secondo cui il Dipartimento si impegnava a fornire la docenza, le aule per la didattica e la verifica delle frequenze attraverso registri di presenze che sono accuratamente depositati presso la Segreteria del Daps”. L’ultimo corso è cominciato il 26 novembre 2004 e si è concluso il 4 marzo 2005. “La convenzione – sottolinea Manfredi – è però scaduta, e non rinnovata, a dicembre 2004”.
Diversi i motivi che spingono gli allievi dei corsi a dubitare della legittimità degli attestati. Le società organizzatrici, per esempio. Oltre a “Sviluppo & Ambiente – Onlus”, sulle locandine pubblicitarie si sono alternate una serie di altre società con nomi simili – tra cui “Sviluppo & Ricerca S.r.l.” e “Sviluppo & Ambiente S.r.l.” – che riportavano la collaborazione col Daps della Federico II. “Le prime due società – affermano gli allievi – non risultano registrate alla Camera di Commercio. Inoltre, per legge società private non possono incassare e fatturare somme per corsi emanati e certificati da enti pubblici, nella fattispecie l’Università. Nel nostro caso, invece, è stata la stessa Onlus a riscuotere le nostre quote di partecipazione, senza rilasciare regolare fattura. Tra l’altro, l’art. 10 del D.lgs 460/97 afferma a chiare lettere che le Onlus – organizzazioni non lucrative di utilità sociale – non possono tenere corsi di formazione a pagamento, se non in casi particolari, tra cui non rientra il nostro”. Pertanto, “ci chiediamo se siano titoli legalmente riconosciuti i nostri, visto che abbiamo pagato direttamente alle società senza ricevere fattura alcuna”.
Manfredi è chiaro: “Il Daps ha sottoscritto una convenzione, rinnovata per tre anni, solamente con ‘Sviluppo & Ambiente – Onlus’. Delle successive trasformazioni societarie non ne sappiamo nulla”. Quanto ai pagamenti, gli allievi hanno dovuto saldare alla Onlus e non al Dipartimento “perché era la Onlus ad avere la gestione dei corsi”. La Onlus, poi, pagava un quantum al Daps per ogni allievo, col Daps che pensava a liquidare i docenti. Il che è avvenuto “sulla base di precise tariffe, così come stabilito nel regolamento d’Ateneo a proposito delle attività didattiche in conto terzi: 140 euro lorde per i professori di prima fascia, circa 100 euro per gli associati, 70 per i ricercatori. Personalmente, non ho mai fatto parte del corpo docente”. “Quindi – sottolinea il direttore del Daps – il processo è assolutamente trasparente e tutti i dati sono registrati nei nostri archivi. Inoltre, non c’è stato alcun fine di lucro da parte nostra”.
Titoli rilasciati
“con identico numero di protocollo”
Altre anomalie riguardano gli attestati stessi. “Alcuni titoli – denunciano i ragazzi – hanno un numero di protocollo uguale per un certo numero di allievi, non evidenziano la data di inizio e fine corso e riportano la firma del direttore del Daps, pur non essendo stato autorizzato dal Senato Accademico della Federico II”. “Non c’è nessuna irregolarità – assicura il prof. Manfredi – È stata una nostra decisione protocollare non il singolo ma gruppi di allievi, così come inseriti in determinati elenchi. E a proposito della delibera del Senato Accademico, l’autorizzazione sarebbe stata necessaria solo se i corsi fossero stati organizzati direttamente dal Dipartimento. Nel nostro caso, invece, si è trattato solo di una collaborazione”. 
Ma c’è dell’altro. “Gli organizzatori – riferiscono i ragazzi – accettano studenti che al momento dell’iscrizione non hanno i titoli di studio necessari, rilasciando loro attestati con data postuma”. Ancora: “Da altri colleghi abbiamo saputo che la Onlus Sviluppo & Ambiente in passato ha tenuto un corso sulla prevenzione degli incendi (L. 818/84) senza alcun tipo di convenzione tra il Daps e il Comando Regionale dei Vigili del Fuoco di Napoli. La cosa strana è che, sino ad oggi, gli attestati di questo corso non sono stati ancora consegnati”.
Ai ragazzi, insomma, i conti non tornano. Perché ad aprile facevano bella mostra nelle bacheche di Facoltà un paio di differenti manifesti pubblicitari su cui società con nomi diversi ma simili millantavano ancora la convenzione (non più rinnovata) col Daps per l’organizzazione di corsi in materia di sicurezza. Perché il 15 aprile 2005 la “Sviluppo & Ambiente S.r.l.” (il cui numero di telefono compare su entrambe le locandine appena citate) ha cominciato un nuovo ciclo di corsi; le lezioni si stanno regolarmente svolgendo il venerdì e sabato presso il teatro La Perla di Agnano, guarda caso accanto alla sede che ospita altre aule della Facoltà di Ingegneria. Perché il dott. Mario De Matteo, professore incaricato alla Facoltà di Ingegneria nonché coordinatore dei corsi e – pare – presidente di “Sviluppo & Ambiente – Onlus”, “continua a reclutare studenti nella sua stanza, acquisendo pagamenti in contanti”.
C’è per caso un raggiro in corso? Una truffa ai danni di inconsapevoli studenti e neolaureati adescati utilizzando il nome della Federico II per spillare dalle loro tasche 420 euro a testa? Insomma, questi ragazzi reclamano tutela e, come loro, anche i prossimi che vorranno investire tempo e danaro per completare la propria formazione. “Qualche cosa si può fare – dice il prof. Manfredi, illustrando la sua proposta – Potremmo far rientrare questi corsi nell’offerta didattica della Facoltà. Così, al termine del percorso universitario lo studente si ritroverebbe, accanto alla laurea, anche un attestato in materia di sicurezza. Al nuovo Preside il progetto piace, abbiamo solamente bisogno di tempo per realizzarlo. Se ci riusciremo, potremo mettere un po’ d’ordine nel far west della formazione”.
Paola Mantovano
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