Trasloco ultimato al Palazzo del Mediterraneo

Tutta via Melisurgo approda al Palazzo del Mediterraneo: da qualche giorno le quattro Presidenze, la Segreteria studenti e gli uffici amministrativi de L’Orientale hanno traslocato nell’ex Fimoper. A breve, anche una bouvette e un garage. Finalmente un po’ d’ossigeno per le casse dell’Università, vessate dai canoni d’affitto dei vecchi stabili (l’edificio di via Marina è di proprietà dell’Ateneo), ed anche un pizzico di tranquillità per gli studenti, che possono godere di aule per la didattica e servizi burocratici concentrati in un’unica struttura.
Ad ospitare i nuovi inquilini, i quattro piani che vanno dal sesto al nono del Palazzo del Mediterraneo, edificio che si estende lungo la centralissima arteria di via Marina, tra il mare del porto di Napoli e le viuzze storiche del Borgo degli Orefici. Gli uffici sono già operativi, soltanto piccole minuzie da completare, tra cui il trasferimento delle Presidenze di Lingue e di Scienze Politiche che, al momento del nostro sopralluogo, era in fase di definizione.
Così come da progetto – responsabile l’ing. Maurizio Solombrino, capo della Ripartizione tecnica – al sesto piano sono stati ubicati gli Uffici Protocollo e spedizioni, Personale, Area patrimoniale, Ordinamenti e statuti e Supporto Nucleo di valutazione. Il settimo accoglie l’area finanziaria, una parte della Segreteria studenti (al piano terra, invece, ci sono gli sportelli aperti al pubblico), l’Alta formazione e il Presidio sanitario. Le quattro Presidenze, la Sicsi, un altro pezzo della Segreteria studenti e due sale riunioni sono all’ottavo. Infine, al nono piano sono stati sistemati la Ripartizione tecnica, le Relazioni internazionali, l’Ufficio legale, Promozione e marketing, due uffici di Direzione amministrativa ed uno per il Rettore, questi ultimi realizzati con strutture non fisse (sul modello dei box americani presenti nelle società d’oltreoceano) che poi possono essere unificate e diventare una grande sala riunione. 
In cima all’edificio, a due passi dal cielo, un meraviglioso terrazzo che sovrasta, per trentaquattro metri d’altezza, l’intera città di Napoli. Un panorama da batticuore, con l’occhio che può perdersi tra il Vesuvio e San Martino, tra Capodimonte e l’isola di Capri, sino ad arrivare a Punta Campanella. A fare da cornice, il mare del golfo di Partenope. “È anche possibile scorgere i tetti degli altri nostri edifici”, riferisce, con un pizzico d’orgoglio, l’ing. Solombrino, mostrando al cronista Palazzo Giusso e Palazzo Corigliano e le guglie del Duomo. Qui, anche la torre tecnologica, “che  garantisce completa autonomia funzionale all’intera sede”.
“Abbiamo fatto in modo che ad ogni piano ci fosse una saletta riunioni, a dimostrazione che in questo Ateneo si cerca di lavorare in gruppo – spiega l’ing. Solombrino, che aggiunge – Sono già state bandite anche le gare per l’allestimento di una bouvette, che si collocherà al secondo piano, e per la gestione dei tre sottolivelli da adibire a parcheggio”. Dopo l’inaugurazione dello scorso novembre, quando agli studenti furono consegnate le aule per la didattica e i laboratori linguistici che fanno capo al Cila, il Palazzo del Mediterraneo è ora completo. 
Paola Mantovano
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