Tre bocciature ad Inglese, laurea rinviata

Tutti gli esami superati. La tesi pronta. E non può laurearsi a marzo. Perché? Semplicemente perché, dopo tre tentativi, non ha raggiunto la sufficienza al test d’inglese! E’ accaduto ad Alessia, studentessa di Scienze Giuridiche. “Ho studiato tanto per poter completare gli studi nei tre anni previsti, ho chiesto la tesi ed è quasi ultimata. Tutto mi faceva pensare che a marzo mi sarei laureata, ma non avevo ancora fatto i conti con l’esame d’Inglese – racconta Alessia- Provengo dal Liceo classico dove l’unica lingua che si studia è l’inglese ma solo per due anni. Non avendo ulteriori conoscenze linguistiche, ho deciso di affrontare la prova concernente le lingue proprio in inglese. Non l’avessi mai fatto…Ho ripetuto il test scritto per tre volte in sessioni diverse e alla fine sono sempre stata bocciata. In questi mesi ho seguito i corsi, sono stata in Dipartimento, ho cercato di farmi aiutare in tutti i modi ma ogni volta sul test compariva la scritta “Non idoneo”. Scritta che è diventata indelebile nella mia mente”. Alessia è sconcertata, non sa spiegarsi come mai non riesce a superare la prova: “ammetto di avere qualche difficoltà con la lingua, alle scuole superiori l’abbiamo studiata con superficialità, riconosco che le lingue sono importanti ma mi chiedo come mai una facoltà come Giurisprudenza propone un livello così avanzato di grammatica. Non siamo a Lingue, eppure i test scritti prevedono delle conoscenze che in tre mesi di corso è difficile acquisire, specialmente per chi come me non ha una buona conoscenza di base. Avrei potuto cominciare la Specialistica a settembre, adesso forse dovrò rimandare. Tutto dipende dall’esito del prossimo test di lingua e non mi sembra giusto”. Alessia, aggiunge: “con la laurea triennale molti programmi di studio importanti come Procedura Civile, Procedura Penale e Commerciale sono stati ridotti e allora mi chiedo come mai l’esame di lingua è così complicato? Non si potrebbe studiare un livello base e lasciare alla decisione dello studente il voler approfondire poi in futuro le sue conoscenze linguistiche? Io avrei voluto solo laurearmi al più presto”.
Il caso di Alessia, purtroppo, non è isolato. Antonia Terolla, studentessa al primo anno fuori corso in Scienze Giuridiche, racconta: “ho sostenuto l’esame d’Inglese e come molti altri miei colleghi sono stata bocciata. La prova scritta consiste in esercizi di grammatica e di traduzione”. A riprova della difficoltà del test di novembre, Antonia cita una delle domande: ‘se tu fossi un politico napoletano, cosa faresti per migliorare la tua città?’ “Insomma, occorre prima pensarci, poi rispondere in inglese. Inoltre, risolvere gli altri esercizi. Il tutto in 40 minuti scanditi da un timer”. La prova orale “è più facile ma non vi si accede se non si supera lo scritto”. Antonia cita un dato eloquente: “a novembre sono state promosse una ventina di persone su cinquanta”. L’esperienza di Lorenzo: “ho affrontato l’esame due volte. Alla fine mi sono arreso e ho cambiato lingua. Ho scelto tedesco e  l’esame l’ho superato subito. Il tedesco è molto più difficile dell’inglese ma durante i corsi viene affrontato un livello base che rende accessibile la prova scritta a tutti”.  Fin qui le lamentele degli studenti. Che giriamo al prof. Girolamo Tessuto, docente di Lingua inglese. “L’inglese si insegna nelle scuole superiori, quindi si prevede che gli studenti abbiano già una conoscenza di base. Se però ci sono studenti con difficoltà linguistiche, siamo pronti ad aiutarli con i corsi ed il ricevimento in dipartimento. Non si chiedono livelli avanzati di conoscenza della lingua ma semplicemente competenze linguistiche minime di comunicazione, diciamo che si studia un livello intermedio”, specifica il professore. Quando gli facciamo notare che molti studenti stanno migrando verso il tedesco, afferma: “la lingua tedesca è più complessa di quella inglese ma in un percorso formativo che non è meramente linguistico, in una facoltà come la nostra, l’insegnamento del tedesco si mantiene ad un livello elementare, così diventa sicuramente più semplice. Non dimentichiamo che per l’inglese si presuppone una conoscenza di base che per il tedesco non c’è”. Sulla prova: “trovo che lo scritto che prevede semplici test sia meno complesso dell’orale che, invece, verte su una conversazione intorno ad aspetti della vita quotidiana e, successivamente, su argomenti giuridici di cui uno studente di Giurisprudenza è a conoscenza”.  Il professore obietta  “nelle ultime sessioni mi risulta un numero molto basso di bocciati” e conclude “sono un professore dalla parte dello studente, prediligo cose innovative, cerco di indirizzare i ragazzi verso i loro interessi e durante il corso noto che tutti hanno motivazioni valide e grande interesse nel voler migliorare la conoscenza della lingua. La mia esperienza è molto positiva”.
La prof.ssa Barbel Perrè, docente di Lingua Tedesca, conferma: “i ragazzi arrivano all’università con una conoscenza scarsa dell’inglese. Il corso parte da un livello più avanzato perché presuppone una conoscenza di base della lingua e quindi gli studenti trovano maggiori difficoltà. Per il tedesco, invece, il discorso è diverso. Si parte da un livello elementare, con una struttura grammaticale e comunicativa di base, non si studia un linguaggio specialistico”. La docente insiste sull’utilità della frequenza dei corsi come del dipartimento, “perché non si può “sperare” di superare l’esame studiando gli ultimi quindici giorni prima della prova”. 
Susy Langella
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