Trombetti rieletto con il 92% dei voti

Giovedì 11 maggio, ore 17,20. Il Presidente di seggio, prof. Federico Martorano, proclama: “io, decano dell’Università Federico II, in virtù dei poteri conferitimi, preso atto dei risultati elettorali, dichiaro il prof. Guido Trombetti rettore per il quadriennio 2006/ 2010”. Lungo, forte applauso. Il Rettore è già in aula da alcuni minuti, emozionato, al punto da non farcela più, causa la lunghezza dello scrutino frutto delle tante schede da scrutinare: ben 1.830, 200-250 di media ogni quindici minuti (compreso riconteggio e controllo). Uno spoglio iniziato alle ore 15 ed 11 minuti e che sin dall’inizio ha mostrato un inequivocabile risultato: “Trombetti, Trombetti, Trombetti”, ripetuto per ben 8 volte, poi una scheda bianca. Dunque altre 11 schede per Trombetti ed una nulla. Quindi ancora Trombetti a valanga, alternato con qualche scheda bianca o nulla. Ed un entusiasmo in salita. Alla fine saranno ben 1.684 le preferenze per Trombetti, 90 le schede bianche, 56 le nulle. 92% i voti a favore di Trombetti, al punto da far dichiarare al prof. Ludovico Sorrentino, presente in aula, decano di Farmacia e fra i grandi vecchi dell’ateneo: “gli hanno dato il voto molto oltre i 2/3 degli aventi diritto. Mai vista una cosa del genere in 40 anni di vita accademica”. Ed infatti è stato questo il leitmotiv dei commenti a caldo: “elezione bulgara”, “festeggiamo Guido primo” o “Federico III”, affermavano gli aficionados di Trombetti. Qualcuno più cauto preferiva un più sobrio “Guido e basta. I dittatori, anche se costituzionali, non fanno una buona fine”. Appena proclamato rieletto rettore, Trombetti, davanti a circa 150 elettori, ha tenuto un brevissimo discorso, interrotto dagli applausi: “è una manifestazione di consenso che va anche al di là delle attese. Lo ritengo un voto ad un gruppo dirigente, ad un clima di pace, di simpatia, di collaborazione. Un voto, ed un referendum su una squadra, che va dai Presidenti dei Poli (presenti al gran completo già dalle ore 15,00), agli studenti a cui invio un particolare saluto. A tutti un grazie veramente di cuore. E fra 10 minuti saremo di nuovo al lavoro”.
Infatti, alle 20,30 c’è l’ennesimo appuntamento con ‘La Corte di Federico’. Seguono ancora applausi, abbracci, strette di mano, baci (soprattutto, ma non solo, dalle tante donne presenti). Quindi un veloce brindisi, nell’atrio interno dell’ateneo, davanti alla statua di Federico II. Ancora applausi e strette di mano.
Invasione
di campo
Ancora un Trombetti emozionato. Come alle 17,08, quando un Trombetti che non stava nella pelle, accompagnato dalla prof.ssa Paola Izzo, Presidente di Corso di Laurea di Medicina (e sua compagna nella vita), entra nell’affollato seggio, a risultato ormai certo da circa un’ora, mentre ci sono ancora un centinaio di schede da scrutinare. Scoppia l’applauso ma c’è anche chi, sottovoce, afferma: “è un’invasione di campo, mentre il pallone è ancora in gioco”. Ma tant’è, i tifosi applaudono, convinti. Qualche minuto di pausa, poi il Presidente del seggio continua a scrutinare: “Trombetti, Trombetti, Trombetti, bianca”. Alle 18,00 a festeggiamenti in via di conclusione, giunge una prima dichiarazione al neoeletto dal vicesindaco di Napoli, prof. Rocco Papa, fra i maggiori referenti del rettore nelle istituzioni locali: “La riconferma di Guido Trombetti alla guida dell’Università Federico II è il segno più evidente della qualità e dell’equilibrio con cui Trombetti ha guidato la nostra Università in questi anni, e allo stesso tempo è la garanzia che impegno ed efficacia caratterizzeranno i prossimi quattro anni di rettorato”.
Seguono vari auguri telefonici, la Rai che chiede il rettore in studio, chiamano dalla Regione, dalle Facoltà. Nel frattempo Trombetti ufficializza la sua candidatura, via mail, alla Presidenza della CRUI, la Conferenza Nazionale dei Rettori. Quindi qualche rapida risposta ai giornalisti e ad Ateneapoli: “vi ringrazio, anche per il contributo talvolta critico”. 
I motivi
del successo
I motivi del consenso? “Un grande programma di informatica, che è merito di tutto il CSI. E un grande programma edilizio, avviato dal professore Cosenza e portato avanti da Enzo Naso”. “Sono lieto del consenso degli studenti, di tutte le associazioni, organizzate e non”. “Sono andato in tutte le facoltà a spiegare le grandi difficoltà di questi anni economicamente difficili e loro hanno capito; grande senso di responsabilità”.
Le donne e i giovani. “Ci tengo molto che citiate entrambi. Allo spoglio elettorale erano la metà dei presenti. Vuol dire che il segnale è arrivato. Me ne ero accorto anche durante la campagna elettorale”.
Le difficoltà. “È faticoso, ma se spieghi le cose, i problemi finanziari che nuocciono all’ateneo, la gente capisce le questioni e collabora”.
I fiori all’occhiello. “I tanti appuntamenti di aggregazione, ‘la Corte di Federico’: la gente non si conosceva, ora sono punti d’incontro impossibili da cancellare”. “Abbiamo prodotto un gran numero di pubblicazioni. Contemporaneamente abbiamo assunto una serie di decisioni sulla ricerca, tra cui 1 milione di euro ai cofinanziamenti PRIN, – su idea di un giovane docente, il prof. Pippo Carino”. 
Il segreto? “Non è solo avere idee, ma anche ascoltarle, raccogliere le istanze, esaltarle. Non ci si deve chiudere, altrimenti è la fine. Il cofinanziamento alla ricerca, ai PRIN, è l’idea di Colombo e sta funzionando: stiamo facendo accordi con il Banco di Napoli, stiamo facendo da volano ed organizzazione”.
Altri motivi di successo? “La scommessa dell’internazionalizzazione. La neo inaugurata sede dell’International House, ne è solo l’ultimo esempio”. “Un ringraziamento particolare all’Amministrazione: è la peggio pagata, eppure, restano fino a sera, a fare straordinari non pagati”.
La prossima apertura. “La Biblioteca di area umanistica di S. Antonello a Port’Alba, dove uniremo nuovo e antico, la modernità e la biblioteca informatica Sire Lab”.
L’impegno politico. È vero che volevano candidarla a Sindaco di Napoli? “La città mi ha chiamato a dare una mano. Io sono un uomo dell’Università, rispetto il ruolo istituzionale, do un contributo. Ma io sono soprattutto uomo di Università. Punto. Mentre è evidente che le istituzioni debbano dialogare e collaborare, nel comune interesse”.
Finanziamenti. “Occorre, lo abbiamo detto anche a livello di CRUI, un finanziamento aggiuntivo del 10%” e “caricare i maggiori oneri dovuti a incrementi retributivi, all’istituzione che li delibera, sia esso Ministero o quant’altri”.
Presidenza CRUI. Si vota il 18 maggio. Trombetti sarà candidato. “Mezz’ora dopo l’elezione a rettore, via mail, ho ufficialmente presentato la mia candidatura. Perché è bene tenere separate le due questioni”. Chi la appoggerà? “I rettori lombardi e i toscani sono con me, una parte dei laziali e anche il Mezzogiorno, tolti un paio di voti in Calabria”. “È una partita complessa, ma anche in quel caso, un grande ateneo come il Federico II è giusto faccia la sua parte”.
In 50 governano il Federico II. Rettore, docente, vertice CRUI, la ‘Corte di Federico’, ma come fa a fare tutto questo? “È un’illusione che un ateneo da 100.000 studenti e 10.000 dipendenti possa essere governato da una sola persona. Qui ci sono una cinquantina di docenti che governano ogni giorno l’ateneo”.
A 61 anni andrà in pensione. “Io credo ci sia bisogno di simboli. Quello che inizierà il primo novembre sarà il mio secondo e ultimo mandato. Poi, a 61 anni, andrò in pensione”, è la sua risposta. O al Parlamento, rispondiamo noi, come Tessitore. Lui sorride soddisfatto. E chi ci crede al frenetico Trombetti in pensione a 61 anni!!
Come ha atteso l’esito del risultato elettorale? “Ho aspettato da solo, continuando a lavorare. Poi è venuto il Preside Cosenza ed abbiamo parlato di questioni specifiche”.
Un motivo di soddisfazione. “il pubblico che mi ha accolto allo scrutinio elettorale: docenti ultrasessantenni, donne e giovani, docenti e ricercatori, studenti e personale amministrativo. Vuol dire che il mio messaggio è stato recepito. Da tutti. E tutti si sentono parte dell’attuale corso dell’ateneo”.
I commenti dei
docenti presenti
Erano già una sessantina alle ore 14,45 i docenti in attesa dell’inizio dello spoglio elettorale. Un pubblico cresciuto man mano che si andava avanti. Nonostante un forte temporale estivo tra le 14,00 e le 15,00. Tra loro abbiamo raccolto alcune dichiarazioni. Prof. Franco Salvatore: “Quello di Trombetti è stato un ottimo rettorato, di grosso afflato con i docenti, con il personale, con i sindacati. Si è fatto amare da tutti. In questi 5 anni non ho mai sentito una critica. E poi è capace di costruire relazioni anche all’esterno dell’Università ed ascolta tutti: se uno ha un’idea e vuole proporla sa di trovare ascolto nella persona del rettore. Naturalmente, una grande università ha anche dei problemi. Ma lui ha tramutato il conflitto fra le diverse anime culturali dell’ateneo, in collaborazione e cooperazione”. 
Prof. Massimo Villone. Senatore. È venuto da Roma: “Trombetti? ottimo e abbondante. Non ci sono altre candidature, vuol dire che c’è un’unanime valutazione condivisa sulla persona e sulla sua gestione. E speriamo che questo consenso aiuti ad una gestione che sarà complessa, sia per la scarsezza delle risorse che per l’incertezza del quadro normativo. Anche se spero che il centrosinistra faccia meglio dei danni prodotti dal governo Berlusconi”.
Prof. Francesco Caputo, Ingegneria: “sono qui per applaudire Trombetti. Elezione scontata”. Ma ha già un’idea per il 2010: “un rettore, finalmente, di Ingegneria. Sarebbe anche l’ora”. In sala il prof. Guido Barone (Scienze) assiste allo spoglio fra molte strette di mano di accademici ed estimatori. È inizialmente assente l’onnipresente (nelle occasioni istituzionali) prof. Ettore Novellino, Preside di Farmacia, – arriverà più tardi – ma in sua vece ci sono una decina di docenti e ricercatori, dall’ex Preside Sorrentino, a Patrizia Morrica ad alcune giovani ricercatrici. Numerosi anche da Medicina. Il prof. senatore Massimo Villone, Giurisprudenza, chiede se Tessitore, senatore ed ex rettore, è venuto a votare. Non riceve risposta. “Se non è venuto, domani gli faccio un richiamino. Per il rettore occorre sempre essere presenti”, parole di costituzionalista. Ci sono i rappresentanti degli studenti, di Sinistra Universitaria (Fabio Santoro) e Confederazione (Rosario Pugliese). Santoro dichiara: “siamo l’unica organizzazione studentesca che ha votato per Trombetti anche l’altra volta”.
Edoardo Cosenza, Preside di Ingegneria: “Una straordinaria umanità e un grande scienziato. È la completezza che porta al risultato: tutti lo vogliono al rettorato; l’ateneo oggi ha una visibilità regionale e nazionale elevata, ancora superiore a quella che aveva prima”. E per il futuro? “Non lo so. Gli ingegneri non sono mai stati rettori e forse mai lo saranno, se è a questo che vuole alludere. Gli ingegneri sono operativi, non persone di vertice. Noi cerchiamo solo di far funzionare le cose”.
Arriva il Preside di Scienze, Alberto Di Donato, che punzecchia Cosenza: “ho letto su Ateneapoli che avete fatto un’inaugurazione di inizio lavori a S. Giovanni a Teduccio. Eppure il Preside di Scienze non è stato invitato”. Risposta secca di Cosenza: “e che c’entra Scienze? Io comunque ero presente come ex delegato all’edilizia”. Controrisposta di Di Donato: “prego Ateneapoli di annotare la risposta del Preside Cosenza: Scienze non c’entra con S. Giovanni a Teduccio”. Da ricordare che Di Donato ha più volte, anche di recente su Ateneapoli, chiesto un ruolo per la facoltà a Napoli Est: per  le discipline compatibili con le caratteristiche geografiche e le finalità scientifiche dell’area. 
Alle 16,23 scocca l’applauso, il quorum è raggiunto. Il prof. Guido Trombetti è rieletto rettore, per il quadriennio 2006/2010.
Prof. Ovidio Bucci: “Tutto come da previsione. La domanda non è perché votare Trombetti, ma perché non votarlo!”. Prof. Giuseppe Cantillo, Presidente Polo delle Scienze Umane e Sociali: “un risultato eccellente che ha raccolto meritatamente i frutti di un quinquennio di intensissimo lavoro, orientato a consolidare il prestigio della Federico II e insieme a promuovere tutte le necessarie innovazioni in un momento particolarmente difficile per l’Università italiana”. Sottolinea: “la particolare attenzione del Rettore per le facoltà umanistiche e per la ricerca di base. Mi auguro che questo suo successo possa avere una replica a livello nazionale, a livello della CRUI”. 
Prof. Andrea Di Lieto, Medicina, già componente del Senato Accademico e del CdA della Federico II. “Il 92% dei consensi. Un così ampio successo è sicuramente da attribuire alle capacità del prof. Guido Trombetti nell’aver agevolato nel corso del suo mandato, in maniera convincente, l’instaurarsi di un clima di serenità e di collaborazione tra le varie Facoltà e con l’Amministrazione Centrale di Corso Umberto I, contemperando, nonostante i momenti difficili, le esigenze dei vari settori scientifico-disciplinari e dei Dipartimenti”. Prof. Elio Marciano, presenza costante a fianco del rettore ormai da alcuni anni: “Trombetti ha realizzato attorno a sé una università compatta, solidale, proiettata verso il futuro, culturalmente dinamica”. 
Passa il prof. Eugenio Mazzarella, Preside di Lettere. Chiediamo: ma il ‘senatore magnifico’, Fulvio Tessitore, ha votato? Risposta: “certo. Ieri sera. Dopo l’elezione del Presidente Napolitano è venuto di corsa a votare. E figuriamoci…”.
Ore 16,55, arriva anche il Presidente del Polo della Vita, prof. Guido Rossi.
Giovanni Forte, studenti di sinistra: “gli studenti sono molto soddisfatti, con il rettore viene eletta un’idea di collaborazione fra istituzione accademica e studenti, che vede questi ultimi come parte attiva. Auguri al neoeletto”.
Tanta tanta partecipazione come da molti è stato evidenziato, eppure diversi docenti erano assenti per convegni o lezioni all’estero: “Marrelli a Lione, la Picone all’estero per ricerche, solo per citare qualche caso”, dicono al rettorato. Nonostante tutto si è registrata un’eccezionale partecipazione. Un buon viatico per l’elezione alla CRUI?
Paolo Iannotti
- Advertisement -





Articoli Correlati