Trova lavoro ad un mese dalla laurea

Una laurea in Ingegneria Civile – Trasporti, un Erasmus a Madrid e un breve soggiorno a Barcellona per ricerche sulla tesi: è quel che è servito ad Enrico Napoleone per trovare lavoro in meno di un mese dalla sua seduta di laurea. L’ing. Napoleone, infatti, dal 19 aprile 2005 è in prova alla Sintra, società campana che si occupa della pianificazione dei trasporti a livello regionale. “In casi come questi, un pizzico di fortuna è necessario – accenna timidamente Napoleone – Devo ringraziare il prof. Bruno Montella che ha segnalato il mio nome alla società, in quel momento alla ricerca di personale da inserire nel suo staff”. 
Napoletano, ventinove anni, Enrico Napoleone si è laureato alla Facoltà di Ingegneria con una tesi dal titolo “Il costo della qualità nel trasporto pubblico locale”; il prof. Montella, il suo relatore. Poi il salto in azienda. “Ho trovato un ottimo ambiente di lavoro – afferma Enrico – Per adesso m’interesso di porzioni di progetti, coadiuvando gruppi di ingegneri. Sono anche retribuito, ma come collaboratore esterno. Se il periodo di prova darà esito positivo, è probabile che la società mi proponga un contratto”.
Un fresco laureato alle prese con le prime esperienze lavorative: l’entusiasmo è a mille, d’accordo, ma la formazione ricevuta all’Università è sufficiente? “Mi sento pronto a metà – confessa l’ingegnere, che indica l’accessibilità ai mezzi informatici come principale pecca della sua Facoltà – Ad Ingegneria i computer dovrebbero essere il pane quotidiano; invece ci sono pochi pc, una trafila interminabile per poterli utilizzare, poco aggiornati i software”. Un paragone insostenibile con gli atenei iberici: “ho fatto un Erasmus di cinque mesi a Madrid, in più sono stato a Barcellona per la tesi ed in entrambe le Università ho notato che i mezzi di supporto agli studenti sono notevoli e tutti facilmente accessibili”. Napoleone va giù duro: “per non parlare poi della Segreteria studenti, che funziona malissimo: per anni sono stato costretto a lunghissime file anche solo per ritirare un foglio da compilare, per poi dovermi rimettere in coda per consegnare il documento. E la pulizia dei bagni? Inesistente. E l’acqua che cade dai soffitti del primo e secondo piano di piazzale Tecchio dopo le piogge copiose dell’inverno?”.
La formazione ricevuta, quella no, non si tocca. “Secondo me – dichiara Enrico – nessuna università straniera dà una preparazione teorica come la nostra. Mi ritengo soddisfatto delle nozioni che ho appreso nella mia Facoltà. Ho incontrato docenti molto capaci e competenti, tra cui il prof. Montella, sempre gentile e affabile, e il prof. Luigi Adriani, ordinario di Scienza delle Costruzioni ora in pensione, di cui mi ha colpito la sua costante disponibilità nei confronti degli studenti e la sua coerenza, il suo essere cioè esigente e severo con tutti, come è giusto che sia poiché la sua è una materia fondamentale nel mio Corso di Laurea”.
L’ingegnere, dunque, non si trova affatto pentito della scelta compiuta dieci anni fa: “Una laurea in Ingegneria conserva ancora una sua valenza sul mercato dell’occupazione, anche se conseguita nei settori tradizionali dell’ingegneria. Forse non c’è più quell’immediatezza nel trovare lavoro, ma rispetto ai titoli umanistici credo che abbia una maggiore spendibilità, anche perché l’ingegneria è un campo in continua evoluzione”. Enrico Napoleone è pure dell’opinione che non sia necessario spostarsi da Napoli per riuscire a collocarsi professionalmente. “Certo, io sono stato fortunato – ammette – ma penso che le difficoltà maggiori non si concentrino tanto nell’acciuffare un impiego, quanto nell’ottenere un regolare contratto. Ho diversi amici che sono stati costretti a lasciare il lavoro perché non stipendiati regolarmente. È questo un malcostume tipicamente meridionale, dove prevale l’idea secondo cui quando si fa la gavetta non bisogna pagare”.  
Insomma, per l’ing. Napoleone una Facoltà come Ingegneria è ancora una buona scelta. “Però non fate come me – suggerisce alle future matricole – che ho impiegato dieci anni per laurearmi. Non serve a nulla studiare dieci ore al giorno per due giorni, ma cinque ore di studio quotidiano costante bastano per superare qualsiasi esame. Occhio anche alle pause post esame: una sosta di quindici giorni è letale per la concentrazione”. Un ultimo consiglio: “fate l’Erasmus, perché è un’esperienza di vita bellissima. Meglio però non sostenere esami fondamentali all’estero, per via della preparazione: a Napoli ci si forma meglio che in qualsiasi altro ateneo straniero”.
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