Un appello in più a febbraio: si sprecano le petizioni

Un mese e poco più per giocarsi il tutto per tutto: è tempo di esami a Giurisprudenza. Banco di prova per le matricole, occasione di riscatto per tutti, ciò che resta della sessione straordinaria è solo una corsa contro il tempo per accaparrarsi fino all’ultima chance. “All’esame di Istituzioni di diritto romano, cattedra prof.ssa Annamaria Salomone, il dieci gennaio eravamo pochi temerari – dice Giuseppina Rocca, matricola – D’altronde parliamo di una data scomoda che mi ha costretto a studiare durante le vacanze di Natale. Però è andata bene e mi sono tolta il primo scoglio difficile”. “Non ho usufruito dell’appello di gennaio – dichiara Grazia Bellucci, matricola – So che mi pentirò di questa scelta ma di indole sono una persona insicura e, se non conosco la materia benissimo, non mi lancio. Ho bisogno del paracadute visto che non accetto alcuna bocciatura”. La studentessa ha seguito gli esami di Costituzionale e di Storia: “Volevo avere un’idea di cosa aspettarmi, le domande tipo e le modalità di svolgimento della prova. Non c’erano molti studenti e da quello che ho visto ci sono stati pochissimi bocciati. Solo che gli esami durano anche 40 minuti ed i voti non sono quelli che sogni”. 
Pochi bocciati 
ma voti bassi
Per una matricola è difficile sostenere tre prove senza allenamento. “Ho sostenuto Storia del diritto romano il 14 gennaio – racconta Mario Testa – Mi sentivo un kamikaze che si lanciava nel vuoto, tremavo mentre esponevo all’assistente. Per fortuna è andata bene: 26, ma sono partito dalla disciplina più semplice. Il momento tosto deve ancora arrivare. Proverò Costituzionale fra un mese, tralasciando Istituzioni. Se dovesse andare bene darò 2 esami su 3. E già mi sento fortunato”. È ancora a quota zero Giuseppe Gigante: “Non sono riuscito a superare la paura e non mi sono presentato all’esame – confessa la matricola – Le lezioni sono state troppo veloci, ho ancora un po’ di confusione in testa, non mi andava di essere bocciato. Purtroppo gennaio è finito ed io mi ritrovo ‘disperato’. Ora sto studiando due esami contemporaneamente: Storia ed Istituzioni”. L’obiettivo è quello di sostenere l’11 febbraio Storia e dopo una settimana, il 18, Istituzioni: “un obiettivo ambizioso per chi come me non ha avuto coraggio a gennaio. Però devo farlo perché a marzo incontrerò Privato e non posso permettermi altri errori. Ho assistito a diversi esami, i docenti sono molto disponibili però i voti non sono stati eclatanti. Ho notato che hanno bocciato poco, ma la media non ha superato il 24/25. Speriamo di fare meglio…”.
Al III anno c’è Procedura Civile a tenere in allerta i ragazzi. “Quando sono state pubblicate le date di esame – dichiara Valerio Volpe, studente al IV anno – con i miei colleghi ci siamo guardati impauriti. Come si fa a progettare una data per il 10 gennaio? A ridosso delle vacanze è una cattiveria, soprattutto se a febbraio l’esame è previsto il 5, ignorando completamente tutto il mese. Naturalmente la data del dieci è stata da noi disertata. Ci concentreremo sul 5 febbraio, ma dei tre esami previsti questo sarà l’unico che daremo”. Anche per la cattedra del prof. Angelo Scala, gli esami termineranno il 4 febbraio: “è una vergogna non prevedere una doppia data a febbraio – commenta Maria Esposito, studentessa al V anno – In tutti i Dipartimenti gli esami si sdoppiano in 15 giorni, solo a Giurisprudenza gli appelli terminano ad inizio mese. Siamo ricorsi ai rappresentanti per chiedere uno slittamento o una data aggiuntiva”. C’è in corso una raccolta firme per chiedere di fatto, alle tre cattedre di Procedura, la possibilità di avere un doppio appello a febbraio. “Noi che siamo un tantino in là con gli anni – dice Giancarlo Lutricusi, studente al V anno – abbiamo per forza di cose affrontato già un esame a gennaio. Personalmente il 17  ho sostenuto Diritto Internazionale, disciplina che avevo lasciato indietro per motivi personali. Dopo 15 giorni mi ritrovo a dover fare Procedura Civile, insomma, non è proprio una passeggiata. Per questo mi sono unito alla raccolta firme, per chiedere al prof. Scala un’altra data. Anche solo 10 giorni in più sono importanti, solo chi studia può comprendere. A breve dovremmo conoscere l’esito della richiesta”. C’è chi invece ha il cuore in pace perché ha già superato uno scoglio: “Diritto Commerciale è andata – dice entusiasta Carmen Alboretti – Il 17 gennaio mi sono fatta forza e ho superato questo ostacolo che mi trascino da tempo. Ho seguito il corso lo scorso anno ma poi ho rimandato fino a non poterne più. Oggi ho un pensiero in meno, però la sessione d’esami per me è compromessa. Non avendo tante date disponibili, ripiegherò su un complementare. Sarebbe auspicabile, invece, per chi è fuori corso come me, avere la possibilità di dare gli esami a marzo. Non tutte le lezioni che partiranno a breve sono importanti, alcune le ho seguite già e più che di lezioni chi mira alla laurea ha bisogno di appelli ulteriori”. 
Si va avanti per tentativi
Questa esigenza è condivisa dagli studenti che frequentano dal quinto anno in su: “Per noi la riduzione degli appelli è stata deleteria – conferma Salvatore Maione, studente al V anno – Non so quanti gruppi di studenti si sono mobilitati per chiedere due date a febbraio. Per i programmi che abbiamo, sostenere tre discipline in poco più di un mese è impossibile. Dovremmo avere più appelli per disciplina e non un’unica chance di potercela fare. Il 23 gennaio ho sostenuto Diritto Amministrativo ed è andato bene. Ora sto cercando di capire come riuscire a preparare Procedura Penale per il 20 febbraio. Andrò all’esame nella speranza che qualcosa di buono venga fuori. Ormai bisogna ragionare così, per tentativi, mentre, quando c’era anche marzo, c’erano più certezze”. Secondo Stefano Fusco: “Il nuovo sistema non permette di recuperare in caso di bocciatura – dice lo studente al IV anno – Sono stato bocciato all’esame di Economia Politica, il professore mi ha invitato a ritornare a febbraio e fin qui ci sta. Non avrò la possibilità di dare però una seconda disciplina. Gli esami sono concentrati in dieci giorni, come potrei mai sostenere due prove? Si dovrebbe prevedere una data a marzo per chi dopo il III anno deve recuperare, altrimenti saremo sempre un popolo di fuori corso”. Agli esami non si parla d’altro. “Vogliono tutti più tempo per studiare e per sostenere le prove. Le matricole in questo sono avvantaggiate – spiega Nelia Scotto di Tella – conoscono un solo sistema e se lo fanno andare bene. Noi che invece conosciamo il sapore di marzo siamo sempre lì a chiedere una data aggiuntiva. Ho firmato la petizione per ottenere una seconda prova a febbraio di Procedura Civile. D’altronde ho già sostenuto Diritto Penale a gennaio, andato discretamente, anche se ci sono stati pochi bocciati”. Per una temeraria che ora spera di poter dare Procedura: “Ci vuole un premio – scherza la studentessa – Purtroppo se non concederanno uno slittamento a fine febbraio sarò costretta a rinunciarvi. Non voglio arrendermi e non posso arrivare a maggio con una sola disciplina superata. Il piano b potrebbe essere un complementare, ma non ho ancora deciso quale. Sono in attesa di sapere se i docenti interessati ci concederanno la grazia”.
Susy Lubrano
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