Un aulario mobile in 300 giorni per Ingegneria

Nuove aule per Ingegneria ad Aversa. È di questi giorni la notizia secondo cui l’amministrazione comunale ha avviato la consegna dei lavori per la realizzazione di un aulario mobile e di un parcheggio alla Facoltà di Ingegneria. “Peccato che si cominci a costruire con quattro mesi di ritardo – sbotta il Preside Oreste Greco – Pagheremo lo scotto il prossimo anno accademico, quando saremo costretti a continuare, almeno inizialmente, le lezioni nei cinema”. In ogni caso, una boccata d’ossigeno per gli studenti. “Era ora – dichiara Fulvio Trasacco, rappresentante degli studenti in Consiglio d’Amministrazione – dato che l’attuale sede della nostra Facoltà, la Real Casa dell’Annunziata, nata per ospitare seicento studenti, oggi ne conta oltre tremila”. 
Un’area di diecimila metri quadri, di cui seimila edificabili con prefabbricati e quattromila da adibire a parcheggio per studenti e docenti: questo il progetto che dovrà essere eseguito – completamente a spese della Facoltà – entro un anno circa. “Tutta l’area – spiega Trasacco – è a forma di elle, a cavallo tra due strade, via Michelangelo e via Pastore, e si trova a circa cinquecento/seicento metri dalla sede principale di Ingegneria, la Real Casa dell’Annunziata. Un aulario, laboratori, un centro di calcolo e possibilità di parcheggio sono le strutture con cui verrà attrezzata l’intera zona”. Secondo lo studente, “avremo spazio a sufficienza per contenere il gran numero di studenti che oramai affolla la Facoltà: negli ultimi tre anni Ingegneria ha avuto una crescita media di seicento iscritti ogni anno. Siamo al collasso”. E, a titolo esemplificativo, aggiunge: “in tutto l’edificio dell’Annunziata ci sono appena dodici wc per tremila studenti, vale a dire un bagno ogni duecentocinquanta persone. Insomma, se non ci stiamo attenti, una goccia può fare un oceano: se ognuno di noi fa un po’ di pipì per terra, rischiamo di allagare la Facoltà”. 
Perché, allora, costruire prefabbricati e non una struttura stabile nel tempo? “Bella domanda – replica il rappresentante Trasacco – Bisognerebbe chiederlo al Comune, visto che quell’area è di sua proprietà”. E continua: “coltivavamo il sogno di realizzare la nostra Facoltà nell’area occupata dall’azienda Texas Instruments. Ma per motivi che non ci sono ancora del tutto chiari, ci siamo dovuti accontentare di questo spazio comunale. Per noi la vicenda non si chiude qui: d’accordo l’attuale soluzione d’emergenza, ma c’è da fermarsi un attimo e ragionare per bene sul da farsi”. A tranquillizzare gli studenti ci pensa il Preside: “saranno edificati strutture solide e durature nel tempo, anche se di tipo prefabbricato”. 
Vero è che quella di Ingegneria è una situazione che si trascina da anni. Lo stesso Preside Greco più volte ha ammesso che il grande limite della sua Facoltà è la mancanza di una struttura adeguata ad accogliere tutti gli studenti. La sede attuale – l’ex Ospedale dell’Annunziata – è tutt’oggi ancora in ristrutturazione; in ogni caso, non riuscirebbe mai ad ospitare la mole attuale degli iscritti. Il risultato sono le lezioni nei cinema, a discapito della qualità didattica offerta. “I lavori  “Una sala cinematografica non è un’aula universitaria – protesta Fulvio Trasacco – Ci si spezza la schiena, si addormenta il sedere e non si possono prendere appunti perché non c’è nulla su cui poggiarsi. Se questo è modo di andare all’università…”.
Di qui la necessità di accelerare il più possibile la realizzazione del progetto. C’è chi dice che occorreranno sedici mesi; il Preside Greco parla di trecento giorni, “formalmente. Speriamo che sia così, altrimenti per noi saranno guai seri”. “In ogni caso – dice Trasacco – data l’urgenza, avanzeremo una proposta diversa: dividere i lavori in due tranche, in maniera tale da costruire, entro i primi cinque mesi, l’aulario, e successivamente i laboratori. Così si eviterà di tornare nei cinema ad ottobre, con un congruo risparmio economico”.
Qualche ombra anche sul versante della didattica: “siamo l’unica Facoltà del Secondo Ateneo che non ha una programmazione didattica – riporta il consigliere d’amministrazione – Come studenti veniamo a conoscenza delle date d’esame pochi giorni prima degli stessi, il che rende assolutamente impossibile un qualsiasi accenno di pianificazione degli studi. Per non parlare degli esami che si accavallano e di qualche docente che, violando apertamente la legge, addirittura anticipa l’appello pre-fissato”.        
(P.M.)
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