Un evento e una festa

Un evento accademico come non si vedeva da anni –dalle visite dei Presidenti della Repubblica o del Nobel Modigliani-, un’emozione più forte di quella nell’aula Magna strapiena per la laurea honoris causa a John Nash nel 2004, un avvenimento più mediatico di quello con la squadra corse Ferrari e il direttore tecnico Jean Todt (e Piero Ferrari) a Monte Sant’Angelo sempre lo scorso anno e più popolare (per numero di spettatori) dell’incontro-spettacolo con Proietti e dei seminari della “Corte di Federico”. Celebrato con la folla delle grandi occasioni, con la presenza dei tanti che nell’Università lavorano con grande assiduità. La laurea honoris causa a Riccardo Muti è stata dunque un evento nell’evento. Partorita a novembre -dunque in epoca non sospetta, rispetto alle polemiche dimissioni di queste settimane dalla Scala di Milano-,nella Facoltà di Lettere dal prof. Renato Di Benedetto, da 30 anni docente di Storia della Musica, l’idea è stata subito accolta dal Preside Antonio Vincenzo Nazzaro per il quale si è trattato quasi del coronamento di una lunga presenza nelle istituzioni accademiche della facoltà (come Presidente di Corso di Laurea, segretario verbalizzante per un quindicennio e poi i 6 anni di ecumenica Presidenza che lascerà il prossimo 31 ottobre). Idea fatta subito propria dal mediatico rettore Guido Trombetti, che ha la capacità di esaltare ed efficacemente veicolare, le proposte provenienti dai vari settori dell’Ateneo, nonché di essere eccellente collante nell’unire le massime istituzioni campane alle manifestazioni federiciane: perciò le presenze del Presidente della Regione Antonio Bassolino, del sindaco Rosa Russo Iervolino, del Presidente della Provincia Dino Di Palma, dei rettori campani e di diverse altre autorità istituzionali. 
Ma sempre, come ha tenuto a precisare Trombetti a caldo ad Ateneapoli, appena conclusa della laurea a Muti, “con un evento totalmente accademico, tutto dentro l’Università, con insieme i professori, i ricercatori, gli studenti, il personale tecnico-amministrativo. Tengo a precisarlo”. Presenti in toga, tutti i Rettori campani, i tredici Presidi di Facoltà del Federico II ed i Presidenti dei Poli al gran completo. E poi mille-millecinquecento persone. Molti hanno dovuto sgomitare non poco per ricevere l’ambìto invito alla manifestazione. Un centinaio di persone ha seguito l’evento dal maxischermo di Piazza Trieste e Trento.  
“Una festa dell’Università napoletana e campana” ha detto Trombetti “per qualche giorno su tutta la stampa nazionale con aspetti positivi”, a rappresentare la forza accademica e scientifica del Federico II: “781 anni di storia, ma anche di ricchezza culturale e scientifica” –e di “studenti illustri”- al punto che una personalità apprezzata in tutto il mondo, come il Maestro Muti, ha trovato interessante ed utile venire a ritirare proprio a Napoli la laurea honoris causa.
Una festa nella festa dicevamo, con il Rettore Trombetti più ecumenico del solito, nel citare e salutare nel suo intervento introduttivo “l’ex rettore Tessitore (il passato, ndr), il Preside Nazzaro” insieme a tanti altri che è solito ringraziare. Ma, con una particolare attenzione al Preside Nazzaro, che Trombetti, pluriabbracciato dal pubblico dopo l’evento, non ha mancato di evidenziarci: “il Preside Nazzaro è una persona di elevata qualità scientifica ed anche umana, ma è soprattutto uomo delle istituzioni accademiche. Con l’iniziativa di oggi la Facoltà di Lettere ha ulteriormente dimostrato qualità e storia che le sono internazionalmente riconosciute”.
Oltre l’evento in sé, l’altra lezione è venuta dal Maestro Muti, maestro di vita oltre che eccezionale musicista, il quale, citando Orazio ha affermato: “nulla la vita ha dato agli uomini, se non al prezzo di una grande fatica”. E siccome Muti ha grandemente saputo cogliere le corde del pubblico, attratto dalle citazioni in latino alternate a frasi in dialetto napoletano, – “mai così espansivo” ha detto qualcuno che evidentemente lo conosceva per il suo carattere apparentemente freddo e distaccato – alla fine, gli oltre mille fra accademici e non, lo hanno lungamente applaudito, in piedi. Una bella giornata per il Federico II e per il sistema universitario. 
Paolo Iannotti
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