Un musicista con un sogno nel cassetto: diventare architetto

Oggi è il primo contrabbasso dell’Orchestra Cherubini, ma ha un passato da studente di Architettura alla Federico II. Antonio Mercurio, 27 anni, matricola nell’anno accademico 1999/2000, porta con sé il ricordo di una facoltà vivace e ricca di stimoli, lasciata per dedicarsi interamente alla musica. Originario di Eboli, Antonio proviene da una famiglia di musicisti: il padre violinista della Nuova Compagnia di Canto Popolare, il fratello percussionista, la sorella attrice. Tutti impegnati nella promozione della musica campana popolare e colta. A soli 13 anni Antonio si avvia allo studio di uno strumento molto particolare, il contrabbasso. “Vivevo a Milano con la mia famiglia e avevo già iniziato a suonare la chitarra – racconta- Vicino casa c’era un bravo maestro di contrabbasso e mio padre mi chiese se mi andava di provare ad andare a lezione da lui. Accolsi il suo suggerimento, e feci bene. A quell’età avevo le mani già abbastanza grandi, il maestro mi disse che potevo incominciare e da allora mi seguì come un padre”. E’ l’inizio di un percorso ricco di soddisfazioni, lungo il quale Antonio incontra anche l’Università Federico II e la sua Facoltà di Architettura. Il diploma al conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, il corso di specializzazione W. Stauffer con Franco Petracchi, l’Orchestra Giovanile Italiana, l’Accademia del Teatro alla Scala, ma anche le lezioni dell’università fridericiana. “Ricordo con grande amore il periodo vissuto fra le aule della Federico II – dice- non dimenticherò i suoi docenti, davvero eccezionali. Grazie a loro ho addirittura conosciuto compositori che durante gli studi di musica vengono un po’ trascurati. Tra la musica e l’architettura esiste un legame significativo, anche la musica va progettata, esattamente come avviene per una costruzione. Ricordo le lezioni di Laboratorio di progettazione del prof. Truppi, lui mi ha insegnato che così come progetta il compositore, allo stesso modo progetta l’architetto. E poi ricordo le spettacolari lezioni del prof. Rossetti, ogni volta un pienone di studenti. Frequentare Architettura mi ha aperto la mente”. Il rammarico di non essere riuscito a raggiungere il traguardo della laurea c’è, ma attualmente Antonio fa parte dell’Orchestra Cherubini, l’orchestra sinfonica nata da un’idea del Maestro Riccardo Muti che ha inteso riaffermare la tradizione e l’identità italiana attraverso la creazione di un corpo di giovani musicisti esclusivamente italiani, quasi cento elementi. Del rapporto con il maestro Muti dice: “si vede quando hai a che fare con un genio. Basta che lui dica due parole e le cose cambiano in orchestra. Una nota un po’ più lunga, ad esempio…Muti intuisce subito di cosa c’è bisogno per funzionare bene”. Ancora una volta il privilegio di apprendere da un grande docente. E il sogno di diventare architetto? A quanto pare Antonio non lo ha riposto definitivamente nel cassetto. “Aspetto di fermarmi da qualche parte per un po’, per adesso viaggio troppo, sarebbe impossibile riuscire a studiare. Ma non appena avrò modo di stabilirmi in un unico posto riprenderò l’università”. E chissà che quel posto non sia Napoli e quell’università non sia ancora una volta la Federico II.
Sara Pepe
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