Una Dipartimento rifiuta un finanziamento di 40.000 euro

Il Consiglio di Facoltà di Economia del 30 maggio si è aperto con una dura critica del prof. Ugo Marani nei confronti del direttore del Dipartimento di Scienze Economiche e Sociali, per il mancato finanziamento di un progetto di ricerca sulla Valutazione Comparata tra la Germania e il Mezzogiorno delle Politiche Industriali nei Lander Orientali a seguito dell’unificazione. I risultati della prima fase dello studio, raccolti in un libro, edito dalla Casa Editrice Donzelli, sono stati presentati in vari atenei e richiesti anche dall’Università di Berlino. Il progetto di ricerca ha anche ricevuto un finanziamento di circa 40mila euro dalla Regione Campania. Da allora, però, il prof. Marani ha cambiato Dipartimento e spetta al Direttore del Dipartimento d’origine, quello di Scienze Economiche e Sociali per l’appunto, approvare il finanziamento, ma questi, inspiegabilmente, ha rimandato indietro il progetto. Nonostante l’interessamento del Preside, del Rettore e dell’ex assessore Nicolais. “Si dovrebbe solo consentire ad un altro membro del dipartimento di accettare, temporaneamente, il finanziamento, in attesa del trasferimento” dice il prof. Marani che insulta il Direttore definendolo ‘psicolabile’ e ‘instabile’. “Si tratta di un atteggiamento idiota che si spiega come una vendetta nei confronti di un povero docente che ha cambiato dipartimento” inveisce ancora Marani. Intanto i fondi rischiano di essere persi. “Da questa vicenda ne esce sconfitta la Facoltà. Nessuno, per tre anni, potrà accettare un progetto di ricerca che è stato respinto e, per lo stesso periodo, il Dipartimento di Scienze Economiche e Sociali, in seguito a questo rifiuto, non potrà ricevere alcun finanziamento. Il Rettore è fuori di se, dice che questo non è mai successo”, afferma Marani al termine della sua requisitoria. “Obiettivamente esiste un problema burocratico-formale. Stiamo cercando di trovare una soluzione al problema, senza mancare di rispetto nei confronti di alcun collega” dice il Preside Massimo Marrelli, chiamato in causa a dirimere la questione.
A causa di alcuni errori nella registrazione degli esami, nel corso del Consiglio sono state discusse tre pratiche studenti. La prima riguarda uno studente che ha sostenuto un esame a scelta non previsto dal suo curriculum, “si tratta di Economia dell’Unione Europea, che è diventata quest’anno disciplina a scelta libera, ma lo studente si è iscritto un anno prima e non avrebbe potuto sostenerlo. E’ stato un errore in buona fede. Spetta ora al Consiglio approvargli l’esame”, spiega Marrelli. La seconda, invece, riguarda due studentesse che, a causa di errori materiali di verbalizzazione, hanno sostenuto nella sessione di febbraio un esame che è stato registrato nella sessione anticipata del nuovo bimestre. In questo modo non risulta come esame sostenuto entro l’anno accademico, ma sostenuto nell’anno accademico successivo. “I dati sono già stati inseriti nell’elaboratore del CEDA e per apportare una modifica di registrazione, occorre una nostra delibera”, conclude il Preside. 
Nel corso del dibattito, Marrelli ha dato notizia dell’avvenuta istituzione della laurea specialistica a titolo unico del CLAS (Statistica e Informatica per l’Economia e le Imprese), insieme all’Università Lione II. “Abbiamo in programma di operare allo stesso modo con la Specialistica in Economia ma ci sono delle difficoltà per quanto riguarda i regolamenti. I francesi hanno tutti esami da cinque crediti” dice il Preside. Nell’ambito di un progetto denominato Erasmus Mundus, la facoltà federiciana è stata invitata a partecipare ad un consorzio costituito dalle facoltà di Economia delle Università di Kent, Grenoble e Goteborg. Il Consorzio sarà dotato di un fondo gestito dall’università di Kent e permetterà di convalidare il corso di European Accounting in una qualsiasi delle Facoltà consorziate. 
Il Consiglio prosegue senza difficoltà, varando alcune modifiche ai regolamenti didattici imposte dal Ministero. Le università adesso dovranno rilasciare, insieme al titolo di studio, un diploma supplementare nel quale siano riportati tutti gli argomenti affrontati nel corso del ciclo di studio. In questo modo si potranno ‘incrociare’ i programmi e i regolamenti e verificare che questi ultimi rispecchino effettivamente gli ordinamenti. “Si è trattato esclusivamente di un lavoro burocratico. Ad ogni area formativa, abbiamo aggiunto l’ambito, specificando se si tratta di ambito giuridico, economico o di altra natura”, informa il Preside. L’ultimo argomento in discussione, la ridistribuzione nel tempo dei fondi liberati dalle mobilità, divide la platea.  Economia è in riequilibrio, questo vuol dire che dispone di maggiori fondi da ridistribuire, in percentuale, alle aree ma i criteri non sono condivisi da tutti. La programmazione è triennale, i fondi liberati dalle mobilità vengono riattribuiti, in percentuale, alle aree e il calcolo si aggiorna di anno in anno. “Bisogna ragionare sui criteri, non sulle cifre. Alcuni colleghi obiettano, però, che la ripartizione dei fondi non rappresenta appieno le intenzioni della Facoltà”, sostiene il Preside. “Facciamo una doppia ripartizione”, propone il prof.Lucio Fiore. “Non possiamo penalizzare delle persone già chiamate perché non siamo d’accordo sui criteri. Votiamo la mozione, poi, l’anno prossimo, verificheremo se è il caso o meno di cambiare”, suggerisce la prof.ssa Liliana Baculo. “Abbiamo approvato i criteri, rinviamo solo la ripartizione”, replica il prof.Antonio Blandini. Con una votazione l’assemblea decide di rinviare al prossimo Consiglio la discussione sulla ripartizione dei fondi.
Simona Pasquale
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