Una laurea in Lettere? “E’ un passepartout”

“Frequentate l’Università in una dimensione ampia, volate alto perché serve davvero a poco fermarsi alla preparazione del singolo esame!”. E’ l’esortazione della prof.ssa Rosanna Cioffi, Preside della Facoltà di Lettere della Seconda Università, agli studenti. “La laurea in Lettere, oggi, ha una polivalenza formativa, offre una cultura generale di base che serve come passepartout. Ma vanno studiate le lingue ed occorre apprendere l’utilizzo delle nuove tecnologie come strumento applicato agli ambiti della comunicazione e della catalogazione”. Alla Facoltà di S. Maria Capua Vetere è possibile acquisire queste competenze – comprese le capacità di espressione e di scrittura – utili all’inserimento nel mondo del lavoro. Secondo la Preside, “lo studio delle lingue è fondamentale, affinché la propria preparazione possa essere spesa nel contesto europeo, oltre che nel settore del turismo”. Le matricole che scelgono i due Corsi di Laurea attivati dalla Facoltà – Lettere e Conservazione dei Beni Culturali, entrambi ad accesso libero anche se è previsto un test di autovalutazione non selettivo – hanno l’opportunità di studiare due lingue a scelta “tra inglese, francese e tedesco e ricevere anche un attestato, senza pagare ulteriori tasse, grazie alle nostre convenzioni con gli istituti linguistici British e Grenoble”. Relativamente alle nuove tecnologie, “è possibile fare pratica nella produzione di video e dvd, nel laboratorio multimediale, presente presso l’aulario di via Perla”. L’innovazione dei mezzi di comunicazione accomuna i laureati in Lettere con i futuri archeologi e storici dell’arte. “Sono professionalità che tramandano saperi antichi tramite l’uso di nuove tecnologie”. A partire dal prossimo anno, gli studenti avranno la possibilità di visitare i maggiori centri di archeologia in Italia e all’estero. Con l’incremento della docenza, soprattutto nell’ambito dell’italianistica, i percorsi di studio si presentano con un arco disciplinare molto ampio. “Cerchiamo di coinvolgere i nostri studenti in ogni modo: con seminari, convegni, proiezioni di film che approfondiscono le tematiche trattate”, sottolinea la Preside. 
Ma quali sono gli sbocchi occupazionali, tenuto conto del momento di stasi che vive il mondo della scuola? “I giovani laureati devono far valere la propria cultura di base, che, senza dubbio, funge da sostrato per qualsiasi ulteriore approfondimento in altri settori”. La maggior parte trova lavoro nell’ambito della comunicazione, dell’organizzazione di eventi, del turismo, ma “i giovani devono imparare anche ad essere imprenditori di se stessi. Dare vita a cooperative o società che si occupano di comunicazione audio e video potrebbe essere un’idea”.
Le lezioni avranno inizio il 3 ottobre, presso l’aulario in via Perla, struttura che gli studenti di Lettere condividono con quelli di Giurisprudenza. Sono, intanto, terminati i lavori al complesso di S. Francesco, in corso Aldo Moro, sede delle attività di studio e ricerca, dove si svolgono le sedute di laurea e il cui giardino, da ottobre, diverrà museo stabile di arte contemporanea.
- Advertisement -





Articoli Correlati