Una nuova aula per Arredamento

Assegnata una nuova aula per le lezioni del secondo anno del Corso di Laurea in Arredamento, Interno Architettonico e Design. Ad annunciarlo, il prof. Agostino Bossi, ideatore del percorso insieme al suo Presidente, il prof. Filippo Alison. “Abbiamo voluto -ed ottenuto- uno spazio ubicato sullo stesso terrazzo dove si trova l’aula dei corsi del primo anno, sì da dare punti di riferimento fissi ai nostri studenti”, afferma Bossi.
L’aula, dunque, sarà allestita all’ultimo piano di Palazzo Gravina. La vicinanza delle classi è un punto irrinunciabile per il docente: “il senso di appropriazione degli spazi aiuta a migliorare il funzionamento del Corso. La nostra è una Facoltà plurisede che costringe docenti e studenti ad un balletto tristissimo, sinonimo di perdita di tempo”. Come nel caso della prima aula, anche questa rischia di essere allestita attraverso autofinanziamenti del prof. Alison: “abbiamo bisogno di condizionare la struttura. Staremo a vedere con quali fondi”, il commento del prof. Bossi. 
Arredamento è un Corso di Laurea triennale unico nel suo genere tra le Facoltà di Architettura italiane. Partito un anno fa nella titubanza generale di chi riteneva l’architettura d’interni fosse un argomento di secondo grado, si avvia con successo verso il completamento del secondo semestre. “Mi ritengo più che soddisfatto dell’andamento del primo anno di Corso – ammette Bossi –  Se non altro siamo riusciti a mantenere la promessa iniziale, vale a dire avviare la formazione in un ambiente omogeneo. Gli studenti hanno sostenuto con profitto gli esami del primo semestre e credo che faranno altrettanto bene nel secondo”.
Come tutti i CdL della Facoltà di Architettura, anche Arredamento è a numero chiuso. Ancora una volta cinquanta i posti a disposizione per il prossimo anno accademico, di cui due riservati a studenti extracomunitari. “Su quarantotto studenti selezionati, quest’anno abbiamo avuto quattro-cinque abbandoni totali, cui vanno aggiunti anche i due posti riservati agli studenti stranieri che sono rimasti vacanti – commenta Agostino Bossi – Il che è un vero peccato perché il nostro è stato il CdL più gettonato della Facoltà, con ben trecento domande. Bisognerebbe pensare a qualche correttivo che dia la possibilità di integrare i posti andati deserti”.
Per Bossi è ancora prematuro parlare di date delle prove d’ammissione per le immatricolazioni del prossimo anno, il cui superamento è obbligatorio per iscriversi alla Facoltà: “il concorso è omologato a livello nazionale per ogni indirizzo di laurea della Facoltà di Architettura – chiosa il docente, che anche in questo caso ravvisa la necessità di modificare alcuni aspetti – I test andrebbero approntati sulla base delle specificità di ciascun CdL e non in maniera uguale per tutti gli indirizzi. In questo modo si fa un minestrone che non aiuta né gli studenti né i docenti”. 
Al prof. Bossi anche il compito di rispondere al quesito proposto da una lettrice di Ateneapoli: “Non esistono libri su cui preparare il concorso d’ammissione. Si tratta di un test di cultura generica più che di cultura generale, una prova per cui bastano le nozioni di cui si è fatto tesoro a scuola. Le domande spaziano su tutto lo scibile: dalla letteratura alla storia dell’arte, dalla chimica alla fisica, passando per la filosofia, la tecnica, ecc.”. Occhio, allora, al sito www.unina.it per controllare i termini per la presentazione delle domande al concorso, sito che resta il punto di riferimento anche per le successive iscrizioni on- line.
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