“Il curriculum conta, ma le persone sono molto più che un foglio di carta”

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Aziende e recruiting alla Federico II

Dall’alimentare all’aerospaziale e l’automotive; dalla chimica alle costruzioni passando per energia, ambiente e infrastrutture. Questi alcuni dei settori nei quali operano le aziende ospiti del giorno dedicato alla carriera. Focus su skills, propensione al miglioramento costante della propria formazione in funzione della crescita professionale: i temi al centro del confronto serrato tra imprese e studenti. Ad Ateneapoli, alcuni dei brand più importanti, hanno raccontato quali sono le caratteristiche che il candidato ideale dovrebbe possedere per colpire nel segno in un ipotetico colloquio di lavoro. “Il consiglio principale che mi sento di dare ai ragazzi è di avere tanta curiosità e intraprendenza, soprattutto all’inizio – spiega la dott.ssa Barbara Greco, responsabile del Recruiting Italia per l’area del segnalamento ferroviario di Hitachi, il cui secondo core business è la parte meccanica – L’invito a farsi vere e proprie spugne per assorbire tutto ciò che incontrano, poi faranno le proprio scelte. L’università è solo l’inizio, un principio che deve sfociare in una strada specifica”. Semplicità e trasparenza le qualità da mostrare nel candidarsi, perché “le sovrastrutture imposte prima o poi crollano. Ci si deve mettere a nudo ed evidenziare bene le proprie capacità. Il curriculum conta, ma le persone sono molto più che un foglio di carta. Dello stesso avviso  il dott. Dino Dose, Team Manager di Bgp Technology Srl, azienda che si occupa di consulenza informatica a tutto tondo. E, a tutto tondo, è pure la ricerca del personale, che “spazia dalle lauree scientifiche a quelle di ambito umanistico. Questo perché, oltre che tecnici, ci servono personalità in grado di sapersi relazionare e costruire un’immagine vincente”. Dose, ai colloqui, vuole vedere “l’interesse verso le aree che copriamo, la voglia di scoprire e mettersi in gioco. Poi sta a noi, come azienda, valorizzare il talento e formarlo del tutto”. Esplorando i corridoi del primo piano del palazzo giallo, si incontra, un po’ nascosto, lo stand di un’altra azienda leader in consulenza informatica e tecnologica, Accenture. Chiacchierando con la dott.ssa Milenia Gargano, Talent acquisition recruiter, che esplicita al meglio la differenza tra Curriculum e il famoso social LinkedIn. “Il cv classico ormai è un po’ superato, LinkedIn invece rappresenta il presente e il futuro, è un biglietto da visita. Il consiglio è di sfruttarlo in maniera attiva, diretta, interagendo, suscitando interesse, ma senza caricarlo di informazioni superflue. Bastano poche righe, che inquadrino le proprie specificità. Questa piattaforma è l’input, il Cv un suo completamento”. Sulle lauree richieste: quelle STEM hanno naturalmente un accesso privilegiato, tuttavia quelle umanistiche non sono scartate a prescindere: “Esistono percorsi di formazione pensati da zero”

Dal settore consulenze a quello delle telecomunicazioni è un attimo: in quanti hanno un cellulare Huawei in tasca pronto all’uso? Pensare di collaborare con quest’azienda significa prendere in considerazione un percorso di studio in particolare: Ingegneria delle telecomunicazioni – va dritto al sodo il dott. Mario Schiavone, recruitment manager per la società cinese – e non è una battuta, ma una constatazione. Da tempo notiamo che questa laurea attira sempre meno, tuttavia offre tantissime possibilità se si pensa alla questione del 5G, degli investimenti previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per questo settore così come quello del fotovoltaico, nel quale cresciamo sempre di più”. Il consiglio:mostrare proattività, energia, vediamo nei ragazzi troppa paura di lanciarsi. Forse è frutto dei due anni di pandemia”. 

Il giro si chiude con altri due nomi di rilievo: Socotec Italia, che si occupa di prove dei materiali su strutture e infrastrutture, collaudo di ponti, strade e autostrade; e Relatech, quotata in Borsa dal 2019 e operante nel supporto di aziende clienti nella trasformazione digitale, che si rivolge soprattutto a geologi, ingegneri civili e gestionali, laureati in Economia. “L’Università non rispecchia il mondo del lavoro – afferma senza mezzi termini la dott.ssa Stefania Candela, project manager del reparto di geofisica della prima – anzi, forma una mentalità sbagliata nei ragazzi. Cioè, di pensare che un titolo significhi in automatico uno stipendio alto senza gavetta. Serve che mostrino voglia di lavorare, di imparare”. E su questo fronte, in realtà, si potrebbe aprire un’ampia discussione: ‘gavetta’, retorica o realtà? In rappresentanza di Relatech, la dott.ssa Serena Tanzarella, talent acquisition, che torna sulla formula trasparenza del candidato-colloqui: “Il percorso formativo fa tanto ma il resto è curiosità, carattere, volontà. Vedo nei ragazzi la voglia di mettersi in gioco e forse l’Università dovrebbe migliorare nell’offerta di attività pratiche, concrete”.