Lascia la guida di Giurisprudenza dopo 14 anni: il saluto del prof. Lorenzo Chieffi

Il Dipartimento al voto il 20 giugno per il nuovo Direttore

Preside di Facoltà per due mandati, dal 2004 al 2012, poi due volte Direttore di Dipartimento. È il profilo di uno dei senior dell’Ateneo, il prof. Lorenzo Chieffi, il cui mandato terminerà a fine luglio. Le elezioni per il successore sono fissate, infatti, al prossimo 20 giugno. Una lunga carriera al timone di Giurisprudenza che ha significato per il docente una cospicua raccolta di soddisfazioni, “ma adesso è giunto il momento di ritirarsi”, afferma. Sono tre le parole chiave che ha usato per riassumere il suo operato: Messa al servizio degli studenti, internazionalizzazione e qualità della ricerca”. L’obiettivo cardine all’inizio del suo primo mandato da Direttore era l’incremento delle immatricolazioni, un obiettivo tuttavia difficile da raggiungere a causa della posizione che via via ha assunto la figura del giurista. Nonostante le difficoltà, però, i numeri del Dipartimento, sotto la sua direzione, non hanno conosciuto un decremento, fermandosi alla soglia delle 400 immatricolazioni annue. Un dato certo ben lungi dall’incoraggiare. “Manca personale nelle Pubbliche amministrazioni perché non ci sono concorsi, specialmente a seguito della pandemia – ha affermato Chieffi – Nelle banche il personale è in esubero, a differenza degli ambienti giuridici”. Il lavoro del Dipartimento, con Chieffi, si è sempre rivolto alla valorizzazione della pratica forense, che adesso versa in una fase di incertezza lasciando respiro solo a magistratura e notariato. Si tratta di un contesto di crisi generale, il quale non riguarda solo gli studenti del Dipartimento e chenon deve portare ad abbandonare le proprie aspirazioni nel campo della Giurisprudenza. La Giurisprudenza si evolve nel tempo e si adatta alle contingenze, senza dimenticare che il diritto è qualcosa a cui non si può rinunciare”. A testimoniare l’importanza del diritto e a sottolineare la necessità di figure professionali competenti, è il successo dell’indirizzo in Scienze dell’Investigazione e della Sicurezza del Corso di Laurea Triennale in Scienze dei Servizi giuridici: “Ci siamo impegnati a lungo per intessere una buona rete di relazioni col territorio e abbiamo constatato che i laureati in questo indirizzo sono molto richiesti”, ha spiegato il Direttore. “Anzi – ha continuato – in Commissione di Indirizzo, tenutasi alla presenza dei rappresentanti di enti e imprese del territorio solo qualche settimana fa, ci è stato proposto di istituire un Corso di Laurea Magistrale specifico, così da garantire una formazione a tutto tondo nel campo delle investigazioni e della sicurezza”. Una sfida che toccherà al successore, evidentemente, ma che Chieffi rivela sarebbe ben disposto ad affrontare. Ma ciò che ha davvero caratterizzato la linea Chieffi è stata l’internazionalizzazione, la quale ha assunto una posizione di rilievo nell’ottica generale di un ammodernamento, sulla scia del 2.0, del Dipartimento e del modo di fare didattica. Il Direttore uscente si era infatti già espresso riguardo alle sfide rappresentate dal 2.0 e dalle possibilità offerte, sebbene nate in un contesto disagevole, dal Covid. Didattica a distanza che può essere impiegata per seminari e opzioni didattiche integrative non perseguibili altrimenti, ad esempio. E poi, appunto, i numerosi accordi internazionali, primi tra tutti quelli con la Spagna. “La penisola iberica pullula di giuristi italiani, perché è un territorio che attira molto”, ha affermato il docente. Ed ecco quindi gli accordi per il conseguimento del doppio titolo di laurea con le Università di Murcia e di Castilla-La Mancha. E poi quelli con l’università brasiliana di Sào Caetano do Sul e con quella albanese di Scutari ‘Luigj Gurakuqi’. “Attualmente stiamo raggiungendo un accordo per consentire ai nostri studenti di intraprendere un anno di corso presso la Temple University di Philadelphia ha rivelato poi il prof. Chieffi – Si tratta di una novità che sono certo conoscerà un gran numero di richieste, trattandosi di una meta ambita come gli Stati Uniti d’America”. A dare rilievo all’incarico del docente, inoltre, ci sono i numerosi rapporti di Terza Missione con gli enti del territorio e le iniziative di orientamento per portare gli studenti delle scuole superiori direttamente nel cuore del Dipartimento e aiutarli a scoprire le loro inclinazioni. Poi, in una strategia che coniuga lo slancio internazionale del Dipartimento e la Ricerca, ci sono i bandi europei che hanno visto vincitori diversi docenti di Giurisprudenza, compreso lo stesso Chieffi: “Si tratta di iniziative che non hanno solo lo scopo di ampliare il ventaglio delle conoscenze a disposizione degli studenti, ma anche di far convergere fondi al Dipartimento”. Tra le ultime iniziative di Chieffi si era avuto, lo scorso anno, il massiccio lavoro di digitalizzazione del patrimonio librario della biblioteca, oltre alla proposta di istituire un laboratorio di informatica, con postazioni che avrebbero permesso agli studenti di esercitarsi con software di punta del mondo delle investigazioni. Progetto poi tramontato con lo stato di emergenza pandemica, ma che resta lì, in attesa di essere realizzato da chi raccoglierà il testimone. Ma chi è per Chieffi il successore ideale? Non ha dubbi: “Deve saper fare tesoro di quello che è stato realizzato in questi anni, mantenendo un legame con la tradizione, ma al contempo presentando istanze innovative. Prendere le redini di un Dipartimento, o di un Ateneo, ha sempre a che fare con questo. Non ci può essere una totale rottura col passato e non si può agire sempre come avrebbe fatto il predecessore”. Se c’è rimpianto nel lasciare la posizione dopo 14 anni al timone? “No, c’è la soddisfazione di aver messo al primo posto gli studenti e i colleghi. Per il resto c’è la stanchezza, ma è una stanchezza che non deriva dalla pesantezza dell’incarico, bensì dai quarant’anni al servizio della professione. Quello che ho fatto lo rifarei mille volte, ma adesso è ora per me di ritirarmi, con i migliori auguri per chi prenderà il mio posto”, ha concluso Chieffi.

Nicola Di Nardo

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