Novità: A Giurisprudenza una cattedra telematica per chi non può seguire in presenza

“A partire dal prossimo anno accademico il Corso di Laurea in Giurisprudenza prevede una netta separazione fra i canali della didattica in presenza e della didattica a distanza. All’atto dell’iscrizione, gli studenti potranno scegliere tra la didattica in presenza, entro un tetto massimo dato dalla numerosità delle classi, e la didattica da remoto che si svolgerà in maniera sincrona a quella erogata in aula”, il Direttore del Dipartimento prof. Sandro Staiano spiega come il Corso quinquennale ha raccolto e modificato l’eredità lasciata dalla pandemia. Alla didattica da remoto “sarà dedicata una cattedra aggiuntiva, istituita esclusivamente per coloro che seguono a distanza. L’opzione, strettamente personale, non prevede distinzione fra le lettere del cognome, come invece accade per i corsi in presenza. Le matricole sosterranno l’esame con il docente della cattedra on-line in presenza”. La scelta sarà vincolante almeno per un anno o forse due. Ci stiamo ancora lavorando. Trascorso questo periodo, si potrà decidere di tornare in presenza o viceversa, chi è in presenza potrà proseguire a distanza”.

La motivazione di questo cambiamento: “La nostra esperienza del blended, l’apprendimento misto, è stata negativa, per noi non funziona. La didattica principe è quella in presenza in quanto favorisce lo scambio fra studenti in aula. La distanza genera confusione e inibisce i rapporti sociali”. Tuttavia il periodo della pandemia “ci ha detto che ci sono delle persone con esigenze particolari, impossibilitate a trasferirsi a Napoli o a spostarsi  tutti i giorni, o che lavorano e non possono assentarsi. Per venir loro incontro assicuriamo un corso telematico giuridico che però parte da un’università pubblica”

Altro cambiamento in corso: l’erogazione annuale di tutte le discipline del primo anno. “L’intento è rendere progressivamente annuali anche gli anni successivi al primo. Per ora, l’esperienza è circoscritta al primo anno, abbiamo constatato che la convivenza fra semestre ed annualità comporta delle criticità che vanno risolte. Fino ad ora solo Costituzionale e Privato erano annuali mentre gli altri insegnamenti seguivano il semestre”. Così il corso annuale era suddiviso in due blocchi con uno stacco troppo lungo (fra dicembre e marzo) “tra la prima parte e la seconda delle lezioni. Per questo, dal prossimo anno anticipiamo tutto. Si inizierà a settembre, i corsi termineranno a marzo con i primi esami ad aprile. La sessione di gennaio – febbraio tornerà ad essere ‘straordinaria’, di recupero per gli studenti che non sono riusciti a terminare gli esami”. Un ritorno al passato, a più di dieci anni fa. “Un passato virtuoso”, sottolinea il prof. Staiano. La semestralizzazione ha mostrato delle pecche relativamente all’impossibilità di gestire la vastità dei programmi di studioe alla compattezza dei corsi. “Due ore di fila di lezioni di qualsiasi disciplina giuridica non sono sostenibili. La lezione deve durare, per essere proficua, 45 minuti. La didattica deve essere sostenibile perché si assimilino i contenuti”. Il prof. Staiano, docente di Diritto Costituzionale, disciplina che da un po’ viene impartita su base annuale, fa notare: “Il livello di apprendimento in questi anni è migliorato, così come sono migliorati gli esiti alle sedute d’esame”.

Susy Lubrano

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