Divulgazione scientifica e orientamento, gli obiettivi dell’iniziativa: Ricercatori di oncologia incontrano gli studenti delle scuole superiori

Studiare Medicina richiede “interesse genuino e naturale inclinazione”, sottolinea la prof.ssa Gabriella Castoria

Le neoplasie a maggiore incidenza nella società occidentale sono quelle al seno per le donne e alla prostata per gli uomini. Sebbene a livello terapeutico la medicina sia ormai avanzatissima nel trattamento di questi tumori, non lo è per quanto riguarda altri tipi di cancro come quello al pancreas. Un tema che è stato trattato nell’incontro dello scorso 10 maggio, intitolato “L’Università incontra la scuola. La ricerca scientifica in campo oncologico”, che si è svolto presso il Liceo statale Niccolò Jommelli di Aversa ed è stato destinato ai ragazzi. “Si tratta di un argomento di grande importanza, data l’incidenza in società di questa condizione patologica”, ha spiegato la prof.ssa Gabriella Castoria, ordinaria di Patologia e fisiopatologia generale e genetica medica del Dipartimento di Medicina di Precisione. L’incontro, il terzo in ordine di tempo, rientra nell’ambito di un progetto fortemente voluto dal Dipartimento, inaugurato nel 2018 e interrotto durante la pandemia. Lo scopo, informa la prof.ssa Castoria, è quello di coadiuvare i tre grandi ambiti dell’Università, cioè la didattica, la ricerca e la terza missione. Moderatrice dell’incontro, la docente si è avvalsa del prezioso contributo di ricercatori e docenti della Vanvitelli, esperti nell’ambito delle patologie trattate e dell’immunologia. In particolare, la parola è passata alle prof.sse Pia Giovannelli e Marzia Di Donato e al prof. Antonio Bilancio. “Trattandosi di argomenti non solo di grande interesse clinico, ma toccanti dal punto di vista umano, i ragazzi si rivelano sempre molto interessati”, afferma la docente. Sono infatti molto numerosi gli interventi e gli incontri, generalmente della durata di un’ora e mezzo, si prolungano per più tempo. I tumori al seno e alla prostata, democratici nel senso che possono colpire sia la popolazione in età avanzata che in età giovanile, possono rivelarsi particolarmente pericolosi se ad esserne vittime sono i giovani, e sarebbe questo, da quel che ha affermato la docente, a stuzzicare la curiosità degli studenti. L’incontro, al quale si presume ne seguiranno altri, risponde non soltanto all’esigenza di trasmettere il sapere, e dunque di informare la popolazione riguardo alle patologie più diffuse, ma anche a quella di orientare gli studenti verso una scelta responsabile e consapevole del percorso di studi da intraprendere dopo il diploma. “È chiaro – spiega la prof.ssa Castoria – che uno degli obiettivi sottesi sia funzionale all’orientamento, si tratta però di una modalità differente. A differenza delle numerose attività orientative, di cui pure ci occupiamo, in questo caso è l’Università ad andare nelle scuole e non viceversa. Questo è atto a rafforzare il sodalizio tra le istituzioni che operano nel campo dell’istruzione, le quali devono collaborare nella formazione dei professionisti del domani”. L’importanza di un incontro come questo è data dalla presentazione dei risultati ottenuti grazie alla ricerca. La prof.ssa Castoria è infatti attiva in questo campo da oltre trent’anni, e oggi lavora con zelo e costanza con il suo gruppo di ricerca, timonato dal prof. Antimo Migliaccio, sulla trasduzione dei segnali attivati dagli ormoni steroidei nelle cellule bersaglio. “Sebbene anche durante la pandemia si siano tenuti degli incontri su queste tematiche – conclude la docente – è fuori discussione che una modalità in presenza, a contatto con i giovani, sia più efficace e stimolante. E quello che vogliamo ottenere, in fondo, è questo: studenti che scelgano di studiare Medicina per interesse genuino e naturale inclinazione. Noi li aiutiamo a scoprire se ce li hanno”.

Nicola Di Nardo

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