Droni e navigazione autonoma: in via di costituzione un team studentesco

“Questa esperienza sarà una vera e propria palestra”, assicura il prof. Lippiello, promotore dell’iniziativa

Droni e navigazione autonoma, un laboratorio consolidato in cui sporcarsi le mani e un’arena di volo dove mettersi alla prova. Passione, curiosità, intreccio di competenze. Sono le componenti materiali e umane che caratterizzano il costituendo Prisma Drone Team, la prima squadra di droni della Federico II, il cui obiettivo sarà la partecipazione alle principali competizioni nazionali ed internazionali nel settore della Urban Air Mobility. Ideatore dell’iniziativa è il prof. Vincenzo Lippiello, docente di Automatica al Dipartimento di Ingegneria Elettrica e delle Tecnologie dell’Informazione e responsabile scientifico del laboratorio di robotica Prisma, che spiega: “L’idea nasce da un’esperienza pregressa al Leonardo Drone Contest, ma con dei dottorandi, e dalla considerazione che nei nostri Dipartimenti ci sono tanti studenti che desiderano partecipare ad iniziative di aggregazione parallele ai corsi, finalizzate a mettere in pratica le loro conoscenze ed acquisirne di nuove. Parte da qui il PRISMA Drone Team, una squadra stabile, formata da studenti, gerarchicamente organizzata al suo interno e prevalentemente supervisionata da docenti, me in particolare”. Il team, informa ancora il prof. Lippiello, è aperto a tutti gli studenti interessati ai temi della guida autonoma e dell’intelligenza artificiale. “Sarà incentrato su diverse macro-aree, dalla progettazione e costruzione del drone all’unità di governo di quest’ultimo, fino alla gestione di specifici task che dipenderanno dalle competizioni alle quali parteciperemo. Ci serviranno competenze di informatica, AI, automazione, robotica, elaborazione di immagini e segnali, meccatronica; è chiaro, quindi, che tutte le Ingegnerie sono le benvenute. Al momento ho già una ventina di richieste, prevalentemente da ingegneri dell’automazione, meccatronici, informatici e ingegneri informatici”. Cosa farà il team nello specifico: “Il fattore comune sarà la navigazione autonoma, in ambienti non noti, anche chiusi, a partire dai droni che abbiamo già o costruendone di nuovi. Decisamente uno dei temi caldi del momento. “Le problematiche sono simili a quelle dei veicoli a guida autonoma, ma con qualche riflessione in più perché, ad esempio, il drone si muove in tre dimensioni anziché due, e questo produce una gran quantità di dati, e poi noi ragioniamo anche in assenza di gps”. La mobilità urbana aerea, in particolare, è la nuova frontiera di ricerca e sviluppo: Il famoso taxi volante è l’esempio più lampante, ma ci sono tanti investimenti che riguardano il delivery, il trasporto di sangue e organi, il trasporto merci, la sicurezza pubblica o il monitoraggio del traffico. Gli sbocchi sono davvero tanti e nei campi più svariati”.

Un’arena di volo a San Giovanni

Tornando alla squadra, le prime riunioni del team si terranno a breve: “Gli studenti stanno comunicando le rispettive expertise e gli argomenti che desiderano approfondire. Poi cominceremo la divisione in sottogruppi e la calendarizzazione delle attività”. Fondamentale sarà il supporto del PRISMA Lab, gruppo di punta a livello internazionale per la robotica aerea, di cui il team, del resto, porta il nome: “Metterà a disposizione droni, componentistica, attrezzature, l’arena di volo FLARE a San Giovanni per leprove e un supporto economico per l’acquisto di materiali. Per la squadra il PRISMA Lab potrà essere una vera e propria ‘casa’, a maggior ragione ora che ci stiamo spostando dalla storica sede di una novantina di metri quadri in una nuova collocazione in cui abbiamo a disposizione duecento metri quadri”. Non resta, dunque, che affrontare le prime sfide: Il banco di prova sarà la prossima edizione del Leonardo Drone Contest. In ambito internazionale, poi, ci saranno competizioni tematiche organizzate in occasione delle conferenze internazionali ICRA ed ICUAS, o da enti e istituzioni estere. Decideremo di volta in volta. Ma posso garantire che questa esperienza sarà una vera e propria palestra”.

Carol Simeoli 

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