Un’app per certificare la presenza in aula degli studenti di Medicina

650 allievi delle Professioni Sanitarie nel polo di Scampia; lezioni dal 17 ottobre

Mascherine in aula, sistema di rilevazione automatizzato delle presenze per gli studenti di Medicina, partenza delle lezioni, il 17 ottobre, a Scampia per il primo anno Triennale e Magistrale delle Professioni Sanitarie. Una misura di comportamento distintiva e due importanti novità con cui la Scuola di Medicina e Chirurgia sta entrando nel vivo del nuovo anno accademico appena cominciato. Ne parla il prof. Paolo Emidio Macchia, Vicepresidente della Scuola, con delega alla didattica. “L’ultimo Consiglio di Scuola a fine settembre ha decretato l’uso obbligatorio delle mascherine in aula per gli studenti dei Corsi di area sanitaria. Questa scelta deriva da una serie di considerazioni e, innanzitutto, dal fatto che sia i nostri ragazzi, per i tirocini, che i docenti, per le attività professionali, sono a contatto con pazienti e persone fragili”. Dato il contesto, dice, c’è una costante osmosi tra spazi didattici e assistenziali e in questi ultimi permane ancora l’obbligo di mascherina, almeno fino al 31 ottobre. Ci sarà, è ipotizzabile, qualche studente che storcerà un po’ il naso, “ma è una misura di sicurezza importante, per il bene comune”, ribadisce il docente. È una novità di quest’anno, invece, la rilevazione automatizzata delle presenze in aula tramite l’app PWORK per le classi di Medicina e Chirurgia: “La maggior parte dei grandi Atenei ha questa forma di tecnologia. Noi abbiamo cominciato con Medicina, che è il Corso più numeroso, anche in un’ottica di tipo igienico-sanitaria, in modo da evitare che fogli per le firme e penne possano passare di mano in mano”. Medicina, infatti, prevede la presenza, e dunque la firma, obbligatorie: “Il sistema scelto si basa sull’uso dello smartphone e di un codice identificativo unico per ciascuno studente”, su Segrepass c’è il link di collegamento con la società che gestisce il servizio, al quale bisogna accedere e, tramite le proprie credenziali, ricevere il qr-code personale, poi “dei sensori bluetooth montati all’interno delle aule percepiscono il rilevatore dello studente, che a quel punto clicca sull’icona della presenza, e il sistema lo registra”. La procedura era stata già proposta a luglio, in via sperimentale, ad un campione di studenti: “Si è trattato di un numero non altissimo poiché in contemporanea c’era ancora il sistema di firma tradizionale. La simulazione, comunque, ha funzionato e non ha evidenziato problemi. La società che gestisce il servizio ha anche dato disponibilità – nei giorni 11, 13 e 18 ottobre – ad appoggiarsi presso la segreteria studenti per offrire un supporto a chi dovesse avere ancora problemi di accreditamento mediante l’app”. Dal Policlinico a Scampia. Nella nuova sede partiranno le lezioni per il primo anno dei Corsi Triennali e Magistrali delle Professioni Sanitarie. “È così – conferma il prof. Macchia – Scampia rappresenterà il polo in cui si verranno a concentrare le Professioni Sanitarie. Abbiamo scelto il primo anno, in cui il tirocinio è quantitativamente meno impattante, per una questione di praticità poiché lì la parte assistenziale non è ancora ultimata. I Coordinatori hanno organizzato gli orari in modo da dividere lezioni e tirocini in giorni o periodi differenti e permettere agli studenti di fare tutto”. Un po’ di numeri:Contiamo di trasferire oltre 650 allievi, a partire dal 17 ottobre, e poi gradualmente fino ai primi di novembre, il che ci aiuterà anche a ridurre un po’ la pressione sul Policlinico nel quale abbiamo alcuni edifici in ristrutturazione”. La storia del nuovo polo di Scampia è nota: frutto di un accordo firmato nel 2006 tra la Regione Campania, il Comune di Napoli e l’Università Federico II, con finanziamenti di 50 milioni di euro, sorge nel luogo in cui si trovava la Vela H. La struttura – prosegue il prof. Macchia – ha delle potenzialità pazzesche. Ha cinque piani. I primi sono per le aule che hanno capienza variabile, da 520 posti, per l’aula magna, a 25, tutte attrezzate e munite di video-proiettori e schermi. C’è anche una sorta di terrazzamento chiuso da una cupola in vetro con un pluvium in cui verrà posizionata una pianta e che sarà un bel punto di interscambio tra studenti”. I margini di crescita sono tanti: “Vogliamo che questo polo diventi un punto di integrazione con il territorio tant’è che si sta cominciando a pensare anche alle convenzioni per il pranzo. Intanto stiamo completando l’iter per la parte assistenziale, in modo da capire come orientare lo sviluppo degli ultimi due piani, e centrare sia l’obiettivo dell’assistenza territoriale che quello della didattica”.

Carol Simeoli

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