La storia di Gaetano Balzano, studente-attore

Studia Filologia Classica, impegno che concilia con la passione per la recitazione

Non è sempre facile coadiuvare vita universitaria e passioni, ma ci sono storie che dimostrano quanto la tenacia e la forza di volontà possano renderlo possibile. Ne è un esempio quella di Gaetano Balzano, studente all’ultimo anno della Magistrale in Filologia classica e attore professionista. Una passione la sua, o una vocazione se vogliamo, che lo guida da quando aveva appena cinque anni. “La recitazione mi accompagna da quando ho memoria – afferma – Una passione che nasce dall’ascoltare le storie degli altri e raccontarle”. Dal primo laboratorio di teatro dove quando aveva cinque anni si recava il pomeriggio fino alla Scuola del Teatro Stabile di Napoli diretto prima da Luca De Filippo (figlio di Eduardo) e poi da Mariano Rigillo, la carriera di Gaetano è piena di soddisfazioni. Una carriera che ha conosciuto qualche interruzione nei periodi in cui doveva dedicarsi allo studio, ma che ha ripreso il volo, stavolta definitivamente, una volta cominciata l’università. “Lì ho cominciato a fare le mie prime comparse su alcuni set, cosa che mi ha fatto domandare se non fosse il caso di intraprendere un percorso davanti alla macchina da presa”, ha spiegato. Da lì l’inizio della collaborazione con l’actor’s coach, sceneggiatrice e regista Carmen Femiano, che lo ha poi indirizzato verso la scuola di Luca De Filippo. Il mio primo amore è il teatro, ma con gli anni ho iniziato a pensare che ogni tipo di recitazione abbia la sua dignità e non vada disdegnato. Ben vengano quindi cinema o cabaret”. Poi l’approccio alla regia teatrale (perché quella cinematografica è per Gaetano troppo tecnica e richiede competenze di cui non dispone), con la frequenza del corso tenuto da Carlo Cerciello presso il Teatro Elicantropo di Napoli. L’accostamento alla regia non nasce però soltanto dalla “volontà di raccontare storie”, ma dal fatto che Gaetano, attore con disabilità, non può interpretare tutti i ruoli. In effetti una delle sue critiche ai drammaturghi e ai registi teatrali riguarda proprio il fatto che nelle commedie sono molto limitati i casi in cui vengono narrate storie che vedano come protagonisti soggetti deboli. Certo, questo non basta a frenare l’entusiasmo di Gaetano che, continuando il proprio percorso universitario (appassionatissimo di Greco, Storia e Letteratura), ha scelto di frequentare anche la Masterclass di perfezionamento del Teatro Pubblico Campano, diretto dal regista e attore Claudio Di Palma. Proprio negli scorsi giorni si è tenuta, sotto la regia di Di Palma, una riduzione e riscrittura del “Re Lear” di Shakespeare, dove Gateano ha interpretato Kent. Ma le sue esperienze, sia teatrali che cinematografiche, sono moltissime. Tra il 2014 e il 2015 compare nella nota serie Rai “Braccialetti Rossi”, e nel 2017 in “Loro” di Paolo Sorrentino e in “Notti magiche” di Paolo Virzì. Più recente invece è la comparsa nella miniserie Rai “La sposa”, in cui interpreta un contadino veneto e dove ha stretto un bellissimo rapporto con l’attrice che interpreta la protagonista, Serena Rossi. Di questa esperienza Gaetano ha rimarcato la difficoltà: “Io sono nato nella provincia di Caserta e immedesimarmi in un dialetto del nord non è stato semplice, ma è stata una bella sfida”. Per il teatro Gaetano è invece stato protagonista negli spettacoli ‘Scatti’, diretto da Pippo Cangiano presso il Nuovo Teatro Sancarluccio di Napoli, e ‘Come i pianeti con il sole’ di Peppe Fonzo. Ma sono moltissimi altri gli spettacoli che lo vedono nel proprio cast, come ‘Filottete’, che ha avuto origine da un progetto universitario condotto dalla prof.ssa Cristina Pepe e dal prof. Massimo Santoro del Liceo Manzoni di Caserta, dove Gaetano interpreta il protagonista. Insomma, una vita ricca di soddisfazioni, anche se non è tutto oro quel che luccica: “Ci sono moltissimi attori e il settore è saturo, per cui è molto difficile guadagnarsi da vivere con la sola recitazione. Questo è all’origine di alcuni dei più grandi momenti di sconforto che ho affrontato. Quando sottovaluti lo studio perché in ballo hai qualche spettacolo importante lo fai volentieri, quando però non stai lavorando e ti trovi con degli esami arretrati ti domandi se sia stata la scelta giusta”, afferma. “Dal canto mio non ho alcun dubbio – aggiunge – La mia strada è nel mondo della recitazione e farò di tutto per perseguire i miei obiettivi”. Se sogna il tappeto rosso di Venezia? “Beh, perché no? Sono dell’idea che non si debbano costruire castelli in aria, ma di certo non mi dispiacerebbe”.

Nicola Di Nardo

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