Costa ma conviene

Quest’anno sono 80 i posti disponibili per le immatricolazioni a Diagnostica e Restauro-Operatore dei beni culturali, Corso di Laurea che ha come obiettivo quello di formare giovani collaboratori al restauro, esperti di arte che abbiano, però, anche una certa conoscenza pratica della materia (le prove di ammissione si svolgono il 4 ottobre, mentre andiamo in stampa). Restauro del patrimonio archeologico e Restauro del patrimonio storico-artistico: i due indirizzi in cui si articola il Corso. Inoltre, gli studenti hanno la possibilità di scegliere se operare sul legno, sugli affreschi o sui metalli. La sede in via Santa Caterina, offre la possibilità di svolgere attività pratica in laboratori attrezzati e con strumenti all’avanguardia.  Laboratori e stage presso enti e sovrintendenze fanno dell’aspetto pratico una delle caratteristiche più interessanti di questo Corso che prospetta ai suoi iscritti un facile inserimento nel lavoro, sviluppato su un terreno fertile come quello dei beni artistici del napoletano. Unica pecca: i costi. Le tasse ammontano a circa 6000 euro annui. Una somma che, assicurano i neo restauratori, è ottimamente investita.
“Ho sempre avuto una grande passione per l’arte ma mi hanno anche sempre attirato i lavori in cui c’è bisogno di una certa manualità. Poter unire le due passioni: il mio sogno”. Questa la motivazione che ha spinto Claudia Capocotta a scegliere Diagnostica e Restauro, un percorso di studi nuovo e articolato che per la studentessa è stato una rivelazione. “La struttura in cui è ospitato il Corso ha dei nuovissimi gabinetti di lavoro ed attrezzature utili per i nostri studi. Possiamo, infatti, utilizzare quattro laboratori e abbiamo anche la possibilità di eseguire radiografie agli oggetti”: Claudia, napoletana, racconta con entusiasmo la sua esperienza e pensa già al dopo laurea. “Ho scelto l’indirizzo del legno – spiega – perché è quello che offre più possibilità di lavoro. Tutti i pezzi che trattiamo in laboratorio provengono dagli Enti e dalle Sovrintendenze. Ad esempio, per il mio lavoro di tesi sto utilizzando due sarcofagi provenienti dal Museo Archeologico Nazionale. Abbiamo, quindi, da subito un rapporto diretto con il mondo del lavoro. Inoltre, molti nostri docenti lavorano alla Sovrintendenza ai Beni Culturali o in ditte del settore”. 
Un investimento di 6.000 euro l’anno che sembra essere totalmente ripagato grazie al facile inserimento nel mondo del lavoro. La scelta di continuare con la laurea specialistica diventa allora dettata solo dalla volontà di migliorare la propria preparazione. “Dovrei laurearmi a novembre, dopo due anni e una sessione – racconta Claudia – Ho deciso di continuare con la specialistica per approfondire la mia preparazione teorica. Altri due anni di studio mi possono dare l’opportunità di entrare sul mercato in maniera autonoma e magari mettere su un’azienda tutta mia e quindi guadagnare anche di più”.
Avrebbe scelto Archeologia – “un affascinante percorso di studi”- se non le fosse sembrato “poco inserito nell’universo lavorativo”, spiega Paola Sabatucci, di Taranto, anche lei prossima a laurearsi in Diagnostica e Restauro, un Corso di Laurea conosciuto su Internet. Studiare Diagnostica e Restauro, sembra per Paola un’ottima opportunità per vivere la sua antica passione per la storia dell’arte e l’oggetto artistico, toccando con mano quello che altrove si può osservare solo sulle pagine dei libri. “Tutto quello che studiamo in aula – assicura la studentessa – viene poi sperimentato in laboratorio. Questo è un aspetto molto importante perché più esperienza pratica si fa, più è facile riuscire nel lavoro”. Un curriculum di tutto rispetto è, infatti, quello che Paola potrà presentare a conclusione del suo percorso di studi: collaborazione con la Sovrintendenza, lavoro su alcuni sarcofagi del Museo Nazionale e diversi stage. E’ ottimista sul futuro e ritiene un investimento la sua scelta. “Ho notizia di studenti che si sono laureati lo scorso anno e che già lavorano per ditte di restauro”. Anche Paola pensa di proseguire. E confessa: “dopo aver speso tutti questi soldi per la triennale sarebbe uno spreco non terminare gli studi con una laurea Magistrale che costa molto meno”.
Vivere e lavorare a Pompei: quello che sembra essere un sogno irrealizzabile per i tanti appassionati di arte è, invece, realtà per Roberta Usiello, giovane laureata. “Mi ero iscritta a Conservazione dei Beni Culturali – racconta  – poi ho scoperto questo nuovo C.d.L. e così ho fatto il passaggio. Mi è piaciuto subito”. Secondo Roberta vale la pena, per chi ne ha la possibilità, di affrontare la spesa della retta annuale completamente ripagata dall’unicità di questo percorso formativo. “E’ uno dei pochi Corsi di Laurea in Italia, forse l’unico, che unisce l’aspetto pratico a quello teorico, inoltre è molto conosciuto dalle ditte del settore e questo offre una facile possibilità d’impiego”. E Roberta parla sicuramente per esperienza: laureatasi a settembre, ha già trovato lavoro per due ditte di restauro e pensa al suo futuro come restauratrice. “Sto lavorando con la ACC Restauri negli scavi di Pompei: sono specializzata nell’operare sugli affreschi e quindi adesso sono in una casa pompeiana ad occuparmi dei suoi dipinti. Per chi vuole lavorare in questo settore, Napoli, con il suo immenso patrimonio artistico, spesso mal curato per carenza di fondi,  è una miniera d’oro”. “Prima di laurearmi – spiega – avevo svolto alcuni tirocini. L’Università, poi, gioca un ruolo importante perché si occupa di inviare i nostri curricula a varie imprese del settore che hanno bisogno di restauratori o collaboratori al restauro. All’inizio, certo, non si guadagna molto, però…..”. Anche Roberta ha scelto di continuare con la specialistica. Il futuro? “Potrei anche avviare una impresa di restauro, magari in collaborazione con altri restauratori specializzati nel legno e nei metalli”.
Valentina Orellana
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