“Chi si iscrive ad Ingegneria è come se entrasse in convento”

“Chi è venuto a farsi un giro nella nostra sede di piazzale Tecchio avrà notato che è strutturata con una serie di edifici che affacciano su un chiostro centrale. Ecco l’idea del chiostro è buona, perché chi viene ad Ingegneria è come se entrasse in un convento. Un convento di frati laici dove si studia. Vi ricordo che la Federico II ha altre 12 Facoltà, quindi non dovete per forza iscrivervi ad Ingegneria! Su circa 2800 immatricolazioni, quest’anno arriveremo alle 3000, la metà circa lascia dopo un anno, e per un ragazzo di diciotto anni è davvero un peccato perdere tempo così”, dice il prof. Luigi Verolino (Federico II) rivolto alla platea che gremisce l’aula. Sottolinea “per studiare in questa Facoltà bisogna essere portati per la matematica, la fisica e la chimica. La natura ci ha fatti ognuno con le sue peculiarità e le sue tendenze, se non siete portati per la matematica allora Ingegneria non è cosa vostra. Inoltre, bisogna essere disposti a studiare almeno otto ore al giorno: se siete fidanzati, lasciatevi, è tempo perso, energia reattiva dispersa”.
“Prima di iscrivervi, venite a visitare le nostre Facoltà – l’invito del prof. Stefano Aversa (Parthenope) – Quello che vi possiamo raccontare noi è importante, ma non è quello che potrete vedere voi stessi recandovi nelle sedi universitarie. Le Facoltà non hanno cancelli, potete entrare, farvi un giro, parlare con i vostri futuri colleghi, chiedere informazioni e magari anche seguire qualche lezione di Analisi I che è uno dei primi esami, oppure di qualche insegnamento degli anni successivi per capire cosa si studia veramente”.
La scelta universitaria va pensata con calma ed è consigliabile iniziare a prepararsi anche al test di valutazione, previsto in tutte le Facoltà di Ingegneria. “Il test è un servizio che vi viene offerto, perché vi permette di valutare la vostra preparazione e le vostre tendenze” sottolinea il prof. Aversa. “Sarebbe bene iniziare già dall’ultimo anno delle superiori a prepararsi per il test, ad esempio esercitandosi sul sito www.cisiaonline.it”- aggiunge la prof.ssa Adriana Brancaccio (Seconda Università).
Superare con buoni risultati il test è importante non solo per confermare la propria preparazione, ma anche per iniziare bene la propria carriera. Alla Federico II ed alla Sun, ad esempio, sono previsti degli OFA, Obblighi Formativi Aggiuntivi, per chi ha un basso punteggio in Matematica, mentre alla Parthenope sono ‘caldamente’ consigliati dei corsi di recupero predisposti dalla Facoltà.
Ma in genere come sono i risultati dei test? – chiedono dal pubblico. “Cattivi – risponde la prof.ssa Brancaccio – Due  terzi degli studenti non supera la soglia minima. Noi, per il debito, calcoliamo solo le sezioni di matematica e scienze e solo un terzo degli studenti supera i sei esercizi su venti”.
Gli sbocchi occupazionali. “I laureati in Ingegneria trovano lavoro subito, non esiste disoccupazione, però – puntualizza la prof.ssa Brancaccio – non potete pensare di iscrivervi pensando solo alle opportunità future. Vi deve piacere. Nella nostra Facoltà, non essendo molto grande, troverete un ottimo rapporto studenti-docenti e avrete la possibilità di svolgere tesi di laboratorio. Ma per fare questo dovete innanzitutto amare la matematica”.
“La Facoltà di Ingegneria della Federico II è la più antica scuola di Ingegneria del mondo, e si porta dietro una lunga tradizione di eccellenza: noi vogliamo continuare questa tradizione, per questo non vogliamo studenti scadenti. I nostri laureati trovano tutti lavoro massimo a due anni dalla laurea”, dice il prof. Verolino. Anche i Corsi di Laurea in Ingegneria Aerospaziale e Meccanica danno sbocchi occupazionali? – domanda un ragazzo. “Secondo i dati Istat il 96% dei laureati lavora dopo due anni dalla laurea magistrale. Se ti laurei con 110 e lode, lavori subito”, spiega Verolino.
Per diventare un manager d’azienda è preferibile una laurea in Economia o in Ingegneria Gestionale?, chiede un altro studente. “I corsi di laurea in Ingegneria Gestionale sono nati dalla constatazione che molti manager sono ingegneri, – risponde il prof. Aversa – questo perché alle aziende servono competenze non solo economiche, ma anche di conoscenza del mezzo, per seguire l’attività produttiva. Oggi a Napoli è molto richiesta la laurea in Ingegneria Gestionale”.
E Navale? “A Napoli c’è il porto, quindi se non volete spostarvi da qua scegliete questo Corso di Laurea”, commenta il prof. Verolino, che aggiunge “non si tratta di chiedere se troverete lavoro, ma dove. I rami dell’ingegneria civile sono più legati al territorio, mentre gli industriali si devono muovere di più”.
La provenienza scolastica. Chi ha frequentato il geometra avrà molte difficoltà ad affrontare gli studi ingegneristici? E chi ha la maturità scientifica?, chiedono dalla platea.
“Non è detto che chi viene da un geometra abbia più difficoltà degli altri. – spiega la prof.ssa Brancaccio – Io non mi preoccupo tanto delle conoscenze di base, ma della voglia di studiare. Quelle fornite alle scuole superiori sono conoscenze non avanzate e che si possono recuperare, quindi, chi ha veramente voglia di venire da noi, venga pure”. “I ragazzi del geometra – aggiunge il prof. Aversa – possono anzi essere avvantaggiati in esami come Topografia o Costruzioni. Chi viene dallo scientifico a volte, invece, pecca di presunzione, perché pensa già di sapere”, ma, replica la prof.ssa Brancaccio, “può trovarsi avvantaggiato negli scritti di Analisi, perché è già abituato a svolgere esercizi”.
Valentina Orellana
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