Didattica, dal prossimo anno si cambia

Decreto Ministeriale 270 ad Ingegneria. “Siamo in dirittura d’arrivo. E’ già partita la seconda fase durante la quale si incominceranno a definire i curricula dei diversi Corsi di Laurea. Nell’ordinamento i curricula si individuano solo in linea di massima, adesso, invece, si andrà ad incidere in maniera puntuale con la definizione dei Manifesti degli studi. L’ultima fase riguarderà la rifinitura dei regolamenti didattici”, spiega il prof. Piero Salatino, Coordinatore dei Presidenti di Corso di Laurea e Presidente del Corso di Laurea in Ingegneria Chimica. 
Le matricole del prossimo anno saranno dunque le prime a testare le modifiche all’ordinamento. In primo luogo la riduzione del numero degli esami ad un massimo di 20 per la triennale e 12 per la magistrale, che in generale verrà operata tramite fusioni di due o più esami, soppressioni o spostamenti tra le due fasi di studio. “Verrà operato qualche accorpamento o trasferimento per rientrare nel vincolo dei 20 esami della triennale con il riposizionamento di alcune discipline tra laurea di base e laurea magistrale – aggiunge Salatino – Anche se le Magistrali partiranno dal 2009/10, se non più tardi, tutti i Corsi di Laurea hanno lavorato cercando di conservare una visione d’assieme su tutto il quinquennio. Importante differenza rispetto all’adeguamento per il decreto 509 quando ci si concentrò febbrilmente sulle lauree triennali, congestionandole in maniera eccessiva. Adesso, invece, si tende a posizionare le discipline più avanzate in Magistrale e quelle di base nel triennio”.
Elettrica prevede 
un percorso ad Y
“Si tenta di correggere gli errori intrinseci alla 509 e di cui gli studenti si lamentavano maggiormente – commenta il prof. Andrea Del Pizzo, Presidente del Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica – Ci si è resi conto che i ragazzi, dovendo sostenere molti esami e a breve distanza l’uno dall’altro, finivano per dimenticare presto le nozioni apprese: anche uno studente che ad una prova aveva preso il massimo dei voti, dovendosi subito concentrare su un altro esame, non aveva il tempo per assimilare i concetti. Questo non dipende dai singoli, ma credo sia un limite della mente umana. Lo spirito è di mantenere la struttura del Decreto 509 con l’obiettivo di una formazione meno schematica”. Per quanto riguarda Ingegneria Elettrica, nell’ambito della Classe di Ingegneria Industriale, è previsto l’accorpamento di alcuni esami, la soppressione o lo spostamento di altri e l’attivazione di due percorsi didattici all’interno del triennio. “Alcuni esami sono stati accorpati creandone di più lunghi ma anche più diluiti nel tempo, e con un numero di crediti maggiore – aggiunge Del Pizzo – Siamo, quindi, arrivati a prevedere circa sei o sette insegnamenti all’anno”. Inoltre sono stati concentrati gli esami di base al  Triennio, per poi far confluire quelli caratterizzanti nella Magistrale: ad esempio un esame come Metodi Matematici per l’Ingegneria è stato anticipato alla triennale. Per offrire ai giovani la possibilità di scegliere se immettersi subito sul mercato del lavoro o continuare con la laurea di secondo livello, si è creato un percorso ad ‘Y’. “Dal 2009/10 il nostro triennio sarà articolato in una sorta di biforcazione all’ultimo anno: dopo un primo anno comune ed un secondo di preparazione di base, il terzo anno si snoderà in un percorso metodologico, o passante, ed in uno professionalizzante per consentire a chi sceglie di terminare gli studi con la laurea di base di avere le conoscenze specifiche per poter lavorare”. Nel percorso professionalizzante verranno eliminati esami più teorici come Fisica Matematica, Fisica delle Costruzioni o Metodi Matematici, mentre saranno compresi più insegnamenti di progettazione e di laboratorio. “Si avrà con entrambi i percorsi lo stesso titolo di studio finale – aggiunge il docente – ma si impareranno cose fondamentalmente diverse. Quindi, lo studente che, dopo aver conseguito la laurea triennale con il percorso professionalizzante, volesse invece accedere alla Magistrale, dovrà integrare le sue conoscenze con crediti aggiuntivi”. Questo sistema avrà un doppio beneficio perché da un lato formerà figure maggiormente assorbibili dal mercato e dall’altro renderà più dinamico il sistema universitario: “con una maggiore mobilità perché sarà più facile svolgere il triennio a Napoli, ad esempio, il biennio a Roma e il Master a Milano”, conclude il prof. Del Pizzo.
Curriculum
professionalizzante
nella Classe Civile
ed Ambientale
19 gli esami previsti ad Ingegneria per l’Ambiente e Territorio con due specifici percorsi all’interno del triennio. “Uno degli aspetti più innovativi che abbiamo colto è stato proprio quello di disegnare un curriculum professionalizzante comune a tutti i Corsi della Classe di Ingegneria Civile ad Ambientale, per offrire una preparazione comune ai laureati – spiega il prof. Massimo Greco, Presidente ad Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio – Con il percorso professionalizzante si individuerà un terzo anno  molto orientato verso le attività pratiche, dunque, chi sceglierà questo curriculum si troverà 60 crediti specifici, da recuperare nel caso cambi idea e voglia iscriversi alla magistrale”. E’ un progetto molto innovativo e che si trova in stretta relazione con gli scenari lavorativi previsti per il futuro. “In Italia è finalmente in dirittura d’arrivo la normativa europea sui tecnici minori – aggiunge Greco – che prevede un titolo di studi superiore al diploma per questa figura, la quale finora era coperta da geometri o periti tecnici, con una spietata concorrenza per i nostri laureati”. Chi, invece, deciderà di continuare con la Magistrale, troverà un percorso triennale dove vengono lasciati molti spazi alle discipline di base, con l’accorpamento di corsi che prima erano frammentati. “Chi si è già immatricolato quest’anno, se vuole, potrà  attuare dei percorsi di passaggio al 270. Per quanto riguarda la Magistrale, che partirà dal prossimo anno, voglio ricordare che manterremo un’importante caratteristica del nostro Corso e cioè la possibilità di dedicare tutto il secondo semestre del secondo anno al lavoro di laboratorio e di tesi”, dice il prof. Greco.   
Insegnamenti
di base comuni 
al primo anno
Un aspetto molto importante del nuovo ordinamento è l’obbligo di 60 crediti in comune all’interno della stessa Classe, che ha spinto a concentrare molti insegnamenti di base in comune al primo anno. “Al primo anno si dedica un’attenzione particolare perché è comunque un anno di transizione, che va molto alleggerito per non accavallare gli esami. Si è operato, dunque, un forte snellimento”, spiega il prof. Salatino. Ad Ingegneria Chimica si è passati da 26 a 20 esami nel triennio, escludendo dal percorso gli esami troppo specializzanti, come Dinamica e Controllo o Economia e Organizzazione Aziendale, che sono passati alla Magistrale; “continuerà, dunque, ad essere un 3+2, con un triennio rafforzato dal punto di vista metodologico non rinunciando ad avere una laurea di base con una sua congruenza. Un ingegnere di primo livello è comunque un ingegnere”. 
Primo anno dedicato agli esami di base con una Analisi e una Fisica da 9 crediti anche per Ingegneria delle Telecomunicazioni, dove gli insegnamenti saranno per la maggior parte compresi tra i 9 e i 12 crediti. “Ci sono insegnamenti più corposi ed altri invece che scompariranno o verranno fusi – sottolinea il prof. Giuseppe D’Elia, Presidente del Corso di Laurea – Il primo anno sarà rivolto alle materie di base, mentre nel secondo anno i tre insegnamenti fondamentali saranno Elettronica, Campi e Telecomunicazioni; al terzo anno invece si concentreranno le ulteriori conoscenze, riducendo anche il tempo ed i crediti dell’elaborato finale”.
Fa eco al prof. D’Elia anche il prof. Emilio Esposito, Presidente del Corso di Laurea in Ingegneria Gestionale della Logistica e Produzione, per il quale una forte preparazione di base dei suoi studenti è ancora più importante. “Quella dell’Ingegnere Gestionale della Logistica e Produzione, quindi di un esperto in grado di gestire ed analizzare i sistemi, è una figura professionale molto trasversale che necessita di una solida base metodologica, per questo sono stati rafforzati alcuni insegnamenti fondamentali”, dice. Allora, saranno da 9  crediti Analisi I e II, Chimica, Fisica Matematica, Ricerca Operativa, Statistica, Scienze delle Costruzioni e Meccanica Applicata alle Macchine. “Il nostro Corso è considerato uno dei migliori a livello nazionale grazie ad una didattica che mette in stretto rapporto la figura dell’ingegnere con la gestione  logistica” commenta il docente. Anche Gestionale riduce crediti e tempi assegnati all’elaborato finale della triennale (“anche perché la maggior parte dei nostri studenti prosegue con la Magistrale”), lasciando però a chi decide di fermarsi la  possibilità di utilizzare circa 9 crediti per la tesi triennale o il tirocinio.
Meno impegnativa
la tesi triennale
Minor impegno per le tesi della triennale e maggiore enfasi per quelle Magistrali anche per gli iscritti al Corso di laurea in Ingegneria Aerospaziale, in quanto, spiega il prof. Antonio Moccia, Presidente del Corso, “anche da un punto di vista storico, la tesi ha sempre avuto un ruolo importante come momento di sintesi complessiva e avanzamento autonomo, quindi è meglio sviluppata quando si ha una maggiore visione d’assieme. Anche per quanto riguarda i tirocini, questo può essere molto più proficuo, sia per l’azienda che per lo studente, se l’allievo è già esperto”. Anche Aerospaziale ha razionalizzato il percorso con la riduzione degli esami al primo anno per offrire maggior respiro ai neo-immmatricolati e un secondo e terzo anno con corsi integrati a struttura annuale suddivisi però in moduli affini nel primo e secondo semestre, per avere un’ottimale compenetrazione dei programmi. “Si cerca di mantenere quanto di buono c’era nel decreto 509 – spiega Moccia – offrendo una formazione metodologica forte al triennio e posticipando nella Magistrale l’identificazione dei percorsi formativi nei settori Spazio, Velivoli e Fluidodinamica”.
Scenario simile ad Ingegneria Meccanica. Come sottolinea il prof. Adolfo Senatore, Presidente del Corso: “il triennio sarà concentrato sulla formazione di base. Ma attenzione: quando si parla di materie di base per un ingegnere meccanico ci si riferisce, comunque, a conoscenze fondamentali dell’ingegneria meccanica e non solo a cognizioni matematiche e fisiche, che sono comuni a tutta l’area dell’ingegneria industriale. Sarà, in ogni caso, un triennio senza orientamento, con un unico percorso. Mentre le materie più specifiche saranno impartite nelle nostre due Specialistiche, una rivolta più agli aspetti tecnologici e produttivi ed un’altra a quelli energetici”.
“Non prevediamo di cambiare molto i rapporti fra le dottrine. Conserveremo un giusto equilibrio tra conoscenze di base e aspetti applicativi – dichiara Giovanni Breglio, Presidente del Corso di Laurea in Ingegneria Elettronica – per tutelare chi sceglierà, comunque, di fermarsi al triennio. Non sono pochi gli studenti che scelgono di iniziare a lavorare dopo la laurea di base, iscrivendosi, tuttavia, al biennio di specializzazione”.
Valentina Orellana
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