Esami in debito per l’accesso alle Specialistiche, le incertezze degli studenti

Dubbi e ansie tormentano gli studenti di Psicologia alle prese con gli esami a debito per l’accesso ai Corsi di Laurea Specialistica. Le incertezze riguardano la prenotazione degli esami e la possibilità di ripetere le prove in caso di insuccesso. Proviamo a chiarirci le idee insieme al prof. Celestino Genovese, docente di Psicologia dinamica e Presidente del Corso di Laurea Specialistica in Psicologia Clinica e dello Sviluppo che, molto paziente, ha già dato una prima spiegazione agli studenti tramite un comunicato on-line pubblicato sul sito della Facoltà, dopo essere stato sommerso di mail che chiedevano spiegazioni sugli esami incriminati. “I debiti formativi – spiega Genovese – sono da estinguere obbligatoriamente prima di poter sostenere qualsiasi altro esame. Personalmente, penso che, quando i singoli docenti hanno stabilito una data ad hoc per gli esami, non dovrebbe essere necessario prenotarsi, mentre, quando la data coincide con quella degli esami curriculari, evidentemente è necessario prenotarsi, avvertendo il professore, al momento dell’esame, che si tratta di debiti formativi”. Riguardo poi la possibilità di ripetere gli esami, Genovese precisa: “I debiti formativi sono da estinguere obbligatoriamente prima di poter dare qualsiasi altro esame. Credo che sia evidente che non vale in questo caso la regola secondo la quale non può essere dato due volte un esame nella stessa sessione”. La questione sembra chiara, almeno in via teorica, ma in pratica gli studenti continuano a capire poco. Dallo stesso forum degli studenti di Psicologia (www.opsonline.it) si può venire a conoscenza di alcuni casi pratici che non rispecchiano la teoria. E così scopriamo che lo scorso 16 gennaio erano in programma quelle che i ragazzi chiamano ‘integrazioni’, di Psicologia del Lavoro con la prof.ssa Anna Costanza Baldry e di Osservazione del comportamento infantile con il prof. Roberto Marcone. C’è da dire che, inizialmente, l’esame di Psicologia del Lavoro doveva essere sostenuto con la prof.ssa Delle Fratte, studiando il testo di Avallone ‘Psicologia del lavoro’. Ecco ciò di cui discutono i ragazzi: “Il 7 gennaio è stato comunicato che il programma non era più quello di Avallone ma quello di Sarchielli, in ogni caso sarebbero andati bene entrambi per sostenere l’esame. Purtroppo, però, il giorno dell’esame il compito presentava ben trentuno domande (da svolgere in trentacinque minuti), tutte riguardanti il testo di Avallone. Alle nostre proteste la professoressa ha risposto solo che il compito non lo aveva preparato lei ed è stato stabilito che alcuni di noi potevano sostenere l’esame il giorno 22 con il programma di Sarchielli”.
Osservazione del comportamento infantile: su 18 domande totali del test 15 erano sul manuale e 3 sul libro scritto dal professore. Per superare la prova, si doveva rispondere esattamente a 9 domande sulle 15 del manuale e 2 su 3 dell’altro. A detta degli studenti: “è un margine troppo ristretto, trattandosi di integrazioni! Infatti le persone che non sono risultate idonee sono una lunga lista. Non mi sembra neanche corretto che abbiamo saputo dei criteri di valutazione solo dopo specifica richiesta e dopo aver sostenuto il compito. In più, la prossima data di esame per le integrazioni è fissata per marzo, quando la possibilità di dare esami del primo anno è ormai ampiamente finita…”.
Le richieste degli studenti appaiono abbastanza semplici: “Può essere anche giusto recuperare il debito… diciamo che sono giuste le modalità… – concludono – ma perché dobbiamo essere sbarrati dalle integrazioni? Perché non possiamo sostenere nemmeno gli esami che con questi ‘debiti’ non hanno nulla a che fare? Non sarebbe più giusto mettere un criterio di propedeuticità ad alcuni esami?”. Forse l’equivoco nasce dal fatto che i ragazzi pensano a queste prove come ‘integrazioni’, “le chiamano impropriamente ‘integrazioni’ – dice Genovese – e invece sono esami a tutti gli effetti. Certo è che io non posso sostituirmi ai singoli docenti, anche se ho consigliato loro di non essere troppo rigidi nella programmazione e nei voti…”.
Maddalena Esposito
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