Precorsi, counseling pedagogico e molto altro per orientare le matricole

Il Centro Orientamento e Tutorato della Parthenope, sito al secondo piano della sede di via Acton, resterà aperto per tutto il mese di luglio e per buona parte del mese di agosto. Il delegato del rettore all’orientamento, prof. Stefano Dumontet, fa sapere che quest’anno i precorsi destinati alle neomatricole saranno più nutriti, organizzati dalle singole Facoltà con un taglio diverso a seconda della disciplina di cui si tratta. Certamente ci saranno precorsi di Matematica, Economia aziendale, Metodologia di studio, i cui calendari e le cui modalità di svolgimento saranno resi noti più avanti. E a proposito di Metodologia di studio, con l’anno accademico 2008/09 si valorizzerà ulteriormente il servizio di counseling pedagogico, offerto già quest’anno dal COT. “Lo estenderemo alle matricole facendo volantinaggio fin dai primi giorni di lezione”, annuncia il prof. Dumontet. Abbiamo chiesto maggiori informazioni su questo servizio alla sua referente, la prof.ssa Antonia Cunti, pedagogista e docente di Pedagogia generale e sociale presso la Facoltà di Scienze Motorie. “Abbiamo creato uno sportello di supporto per gli studenti che hanno difficoltà metodologiche nello studio. Si tratta di un’attività svolta in itinere, ossia durante il percorso universitario degli studenti. Ma ci siamo occupati anche di attività in entrata. Ad esempio abbiamo elaborato un test, disponibile on line, che può aiutare lo studente a capire quali sono davvero i suoi desideri e le sue aspirazioni”. In cosa consistono le difficoltà che i ragazzi incontrano più frequentemente? “Spesso hanno difficoltà di memorizzazione o di comprensione dei testi. E fanno fatica ad esporre i loro problemi, a parlarne con i professori”. Quali consigli si sente di dare a questi ragazzi? “Devono utilizzare tutte le risorse che l’università mette loro a disposizione. Informarsi presso le fonti ufficiali, seguire i corsi con partecipazione, interagire con i docenti. E poi devono darsi una strategia di studio, chiedersi: ‘Cosa si aspetta il docente da me?’, ‘Quali sono le competenze che devo dimostrare di aver acquisito quando vado a fare l’esame’? E’ importante affrontare i timori, se ce ne sono, e farsi aiutare dai professori quando si è in difficoltà. I comportamenti di interazione comportano sempre un rischio, ma bisogna correrlo. La cultura è apertura, è questo il vero significato di universitas”. 
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