Secondo semestre, si ricomincia

Non importa che sia Ingegneria Edile, Meccanica o Elettrica, il Corso di Laurea cui si è iscritti, il muro del primo anno è per tutti lo stesso: superare Analisi e Fisica. Lo deduciamo dai racconti degli studenti di Ingegneria, incontrati il 3 marzo giorno di inizio delle lezioni del secondo semestre.
“Analisi è difficile, la materia è in sé molto complessa ma anche il docente è alquanto esigente” racconta Francesco, primo anno di Ingegneria Edile, di Ercolano. “Mi è capitato di arrivare ai corsi con cinque minuti di ritardo, la lavagna piena di esercizi e non riuscivo più a seguire la lezione”, dice. Riuscire a destreggiarsi tra gli orari molto pesanti non sembra essere un problema solo di Francesco. Sono molti gli studenti che trovano difficoltà ad adattarsi ai nuovi ritmi e forse è proprio questo lo scoglio più grande da superare e che si porta dietro tutte le altre difficoltà. Spiega Luisa, primo anno di Ingegneria Edile: “è stato difficile adeguarsi ad un nuovo metodo di studio e a nuovi orari. Io sono di Nola e vista la distanza e la difficoltà di raggiungere la Facoltà, non ho seguito tutti i corsi del primo semestre così non sono stata pronta per sostenere gli esami di Analisi, Geometria, Fisica e Geologia. Spero di riuscire a recuperare a giugno, però adesso si accumuleranno  le materie da studiare e sarà sempre peggio”. Anche Maria e Tina di Pozzuoli, iscritte al primo anno dello stesso Corso di Laurea, puntano al mese di giugno per recuperare gli esami persi. “Pensiamo di completare nella prossima sessione gli esami che mancano. Abbiamo scelto di affrontare prima gli esami più semplici, e soprattutto quelli che ci potrebbero poi convalidare ad Architettura. Noi ci siamo iscritte ad Ingegneria solo perché non siamo riuscite ad entrare ad  Architettura, ma speriamo di poter fare il passaggio il prossimo anno”. Anche Maria si è iscritta ad Edile per non aver passato il test d’accesso ad Architettura ma con un finale probabilmente diverso. “Mi sono iscritta a questo Corso di Laurea solo per non perdere l’anno ma, anche se non ho dato molti esami, ne sono rimasta affascinata e sto seriamente pensando di restarci. Ingegneria è molto impegnativa ma è, sicuramente, anche una bellissima Facoltà”. “Non mi sembra molto difficile – commenta, invece, Annaluisa, al primo anno di Ingegneria Elettrica – ma richiede molto impegno. I docenti sono molto esigenti ed il clima è sicuramente diverso da quello delle superiori. Io ho tentato gli esami di Analisi e Fisica senza sapere bene cosa dovermi aspettare e devo dire che è più complicato di quanto credessi”.
Analisi e Matematica 
“le bestie nere”
Per superare l’esame di Analisi è necessaria molta attenzione ed impegno, ed aver studiato Matematica alle superiori sembra non aiuti un granché. “Io provengo dallo scientifico – sottolinea Alessandro di San Giorgio a Cremano, primo anno di Ingegneria Edile – ma non mi è servito a niente, anche perché qui si ricomincia tutto daccapo”. “Mio fratello, laureando in Ingegneria Meccanica, mi aveva avvertito che lo studio delle superiori sarebbe servito a poco – aggiunge Salvatore, primo anno di Ingegneria Gestionale dei Progetti e delle Infrastrutture – Anche se il mio professore di matematica al liceo ci diceva che studiando bene al quinto anno ci saremmo trovati con i primi esami all’università già preparati, non è stato affatto così”.
Ma non bisogna scoraggiarsi, perché c’è chi  è riuscito a sconfiggere le bestie nere del primo anno, anche se con molto sforzo. “Ho preparato Analisi per più di venti giorni e ho seguito il corso con assiduità – sostiene Tiziana di Casavatore, di Ingegneria Edile – ma alla fine sono riuscita a superare l’esame. E’ andata meglio di quanto mi aspettassi”. “Bisogna prendere questi esami di petto – sostiene anche Fabio, iscritto ad Ingegneria Elettrica – Se si inizia a tentennare, a pensare di non farcela, a rimandare, allora è finita!”.
Superato il primo anno, non sono finite le difficoltà. Anche gli studenti degli anni successivi lamentano problemi, e non solo con gli esami. “C’è uno scoglio da superare per ogni anno – sostiene Grazia, primo anno fuori corso di Ingegneria Biomedica – Elettronica al primo anno, Metodi Matematici al secondo e Digitale al terzo. I docenti sono pignoli e troppo esigenti”. Elettronica Digitale è un problema anche per Adriana, primo fuori corso ad Ingegneria Elettronica: “la modalità d’esame è troppo complessa, perché si svolge in tre fasi: si affronta prima un test, poi una parte orale e alla fine si deve presentare un progetto in CAD”.
“Orari 
massacranti”
Il primo anno è andato, invece, abbastanza bene per Donatella e Federica, al secondo anno di Ingegneria Edile Architettura,  “perché – spiegano – siamo riuscite a superare entro ottobre esami difficili come Analisi, Geometria o Fisica. Sono materie molto complesse e per il nostro corso di laurea sono annuali. Adesso stiamo al passo con il secondo semestre, anche se gli orari ci stanno massacrando!”.
Critico Renato, iscritto ad Ingegneria Gestionale della Logistica e Produzione, che propone aggiustamenti nella didattica. “Mi mancano due esami alla laurea triennale: Scienze delle Costruzioni  e Tecnologia Meccanica. Il problema è che queste due materie, secondo me, non sono inerenti al mio Corso e non mi serviranno a nulla per la Specialistica. Credo che la didattica andrebbe rivista, perché anche esami come Fisica III o Elettrotecnica andrebbero eliminati da questo Corso”. Ritiene sia un’ipotesi da considerare quella di ridurre i Corsi di Laurea “perché è meglio presentare un’offerta più limitata, ma di qualità, piuttosto che tanti Corsi con molti disagi ed esami inutili”. Ma il cahier de doleance di Renato non si limita alla didattica. Sotto attacco anche i docenti: “sono un po’ ‘pazzerelli’, sono distanti. Alcuni in particolare, come il prof. Migliaccio, dovrebbero venire più incontro agli studenti. E’ difficile trovare un docente che ti dia una mano o che sia più flessibile”. Un’altra annotazione “si fa poca pratica: perché si spiega come funziona il tornio senza farcelo vedere?”. Conclude pessimisticamente: “quando uscirò da questa Facoltà per andare in azienda dovrò imparare quasi tutto sul campo”. 
Valentina Orellana
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