A breve un progetto per coinvolgere i primi gruppi di studenti nelle attività del nuovo Centro di simulazione medica

Ristrutturazione delle aule studio, edifici sempre più eco-sostenibili, progetti didattici che si appoggiano al nuovo Centro di Simulazione Avanzata. Le priorità degli studenti della Scuola di Medicina e Chirurgia sono chiare, ben delineate dalle parole dei colleghi che li rappresentano, a vario titolo, negli organi di governo dell’Ateneo. 
Esordisce Noemi Pollola, senatrice accademica, che fa il punto sui lavori in corso presso la Scuola. “Già diversi edifici del Policlinico sono stati interessati da operazioni di rinnovo e ammodernamento – dice – Questo percorso, ora, sta proseguendo con la ristrutturazione di una serie di spazi dedicati a noi studenti”. Dopo l’apertura dell’Aula Multimediale e di una piccola saletta all’Edificio 20, è ancora questo palazzo – fulcro della vita studentesca – a necessitare di interventi, la cui durata minima stimata è di due mesi: “in tre piccole aule poste al piano terra: la S e la E, che saranno riconsegnate come spazi studio, e la D che invece ospiterà il tavolo anatomico”. Vecchi sia gli arredi che gli impianti: “queste aule hanno sicuramente bisogno di acquisire un nuovo volto. In base alle disponibilità della Scuola, chiederemo se sarà possibile collocare anche degli armadietti come quelli della Biblioteca”. Quanto alla capienza: “Non abbiamo ancora visto i progetti. Immagino che, come per le altre aule, noi rappresentanti saremo chiamati a dare un parere in corso d’opera”. L’Edificio 20 “è centrale per tutti gli studenti, un vero e proprio punto di ritrovo. Ci sono altri spazi nei vari palazzi del Policlinico, ma il 20 funge da aggregatore”. Quello della carenza di posti-studio è un atavico punto all’ordine del giorno nell’agenda dei rappresentanti “che non riguarda solo l’area medica – puntualizza – Il Covid, comunque, ci ha allontanati dall’Università. Se prima, in tempo di esami, ci si ritrovava in sede, ora si tende a rimanere a casa. Ma avere degli spazi dedicati nuovi e dotati di tutti i comfort sarà un incentivo a ritornare a via Pansini”. Proposte per l’apertura di nuove aule studio, al momento, non sono previste: “Erano state programmate delle ristrutturazioni all’Edificio 2, ma sono ferme”. E la Casa dello studente? “Sarebbe una soluzione ottimale per lo svolgimento di tante attività. Essendo una struttura a sé, potrebbe anche rimanere aperta H24. Ma è un progetto a lungo termine”, conclude Noemi.
Sulla stessa lunghezza d’onda, il collega Manuel Di Donna, in Consiglio di Scuola: “La Casa dello studente è di competenza dell’Adisurc, ente in cui noi di Medicina non abbiamo un rappresentante. La sua rivitalizzazione, comunque, era un punto del nostro programma elettorale ed è una questione che la Presidente della Scuola, la prof.ssa Maria Triassi, ha a cuore”. Anima green, Manuel si sofferma poi su una sua proposta: “Ottenere l’installazione, di qui ad un anno, sia di più punti per la raccolta differenziata che di dispenser di acqua potabile con annessa distribuzione di borracce”. E aggiunge: “L’Ateneo, due anni fa, ha attivato anche uno stanziamento di fondi per il progetto Plastic Free, ma il discorso si è interrotto. Proprio la prof.ssa Triassi, però, ha lamentato più volte le condizioni del nostro pratone, spesso sporco a causa di rifiuti vari e soprattutto di bottigliette di plastica”.
Si concentra sulla didattica, o meglio sugli aspetti pratico-applicativi delle lezioni, Antonino Esposito, rappresentante in Consiglio degli Studenti per l’area medica: “In qualità di rappresentanti abbiamo sempre sostenuto la nascita di un centro di simulazione medica, sia di chirurgia che di clinica, facendone anche un punto importante del nostro programma alle scorse elezioni – dice – Noi studenti di Medicina siamo tanti, i posti al letto del paziente sono limitati e una struttura del genere era diventata fondamentale per consentire a tutti di imparare quei processi standardizzati che uno studente di area medica deve conoscere”. E ora, il Centro di Simulazione Avanzata è realtà: “Le attività da svolgere presso il Centro saranno incardinate nella didattica dei Corsi di Medicina in italiano e in inglese, MediTec e di alcune Professioni Sanitarie come Infermieristica. A Medicina, ad esempio, ci sono insegnamenti, come le Metodologie, che includono crediti di attività formative professionalizzanti e che beneficeranno delle nuove strumentazioni”. E dunque: “A marzo e aprile partirà un progetto pilota per coinvolgere i primi gruppi di studenti, poi, dal prossimo anno, si andrà a regime. Essendo una struttura nuova e tecnologicamente complessa, avrà bisogno di un periodo di rodaggio”. A breve “il Centro verrà inaugurato. Al momento è ospitato all’Edificio 14, in attesa che si completino i lavori al 2, dove dovranno essere realizzate delle sale conferenza”.
Parla di didattica anche Valentina Apuleo, rappresentante al Consiglio del Dipartimento di Medicina clinica e Chirurgia: “Stiamo completando la transizione dal Progress test, la vecchia prova annuale che testava la preparazione degli studenti di Medicina, al nuovo Teco test che coinvolge solo alcuni anni. C’era stato un problema nell’attribuzione dei punteggi ai fini del voto di laurea, ma è stato risolto”. Poi aggiunge: “Continuiamo anche a tenerci aggiornati in merito ad una grande novità che interesserà i Corsi di Medicina con l’abolizione della tradizionale prova di ingresso e l’introduzione di un Tolc. Ma c’è ancora tempo per discuterne, visto che a settembre il test rimarrà invariato, salvo una diminuzione dei quesiti di cultura generale”. In linea di massima, Valentina testimonia una certa serenità tra i colleghi: “Stiamo beneficiando tutti della graduale ripresa delle attività didattiche in presenza: noi del quarto anno, ad esempio, stiamo vivendo le prime esperienze in reparto a contatto con i pazienti e ne siamo contenti. Al momento, comunque, siamo ancora in fase di esami e questo occupa la maggior parte delle nostre energie”. 

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