A Dubai “l’Expo dei giovani”

Finalmente è Expo Dubai 2020! Dopo un lungo periodo di gestazione, incluso lo slittamento di un anno causa Covid come pure l’intestazione ricorda, la prima Esposizione Universale che si svolge in un Paese arabo è cominciata lo scorso 1° ottobre, e si protrarrà fino al 31 marzo. Architetture futuristiche all’insegna del green, un’infinità di manifestazioni sostenute da centinaia di partner, culture agli antipodi che si tendono una mano: l’obiettivo dei 200 Paesi partecipanti è quello di meravigliare i visitatori (ne sono attesi circa 25 milioni in totale) e sfruttare la vetrina per presentare progetti e idee all’insegna del tema centrale “Connecting Minds, Creating the Future” (collegare le menti, creare il futuro). Un centro di gravità nient’affatto casuale – il nome arabo della città ospitante, al-Wasl, significa proprio ‘connessione’ – che verrà declinato nei più disparati modi dalle singole nazioni, seguendo i mantra di opportunità, sostenibilità e mobilità. E l’Italia è lì, presente con il suo Padiglione: una struttura di forte impatto visivo che si distende su una superficie di 3.500 metri quadri per 27 metri d’altezza, a cui partecipano 74 partner istituzionali, 53 sponsor. Uno spazio dove, fin dal giorno d’inaugurazione, riecheggia in terra asiatica una storia fatta di ingegno e creatività, con lo slogan che meglio la rappresenta: “La Bellezza unisce le Persone”, a firma di Carlo Ratti, Italo Rota, Matteo Gatto e F&M Ingegneria. Una ricerca di bellezza evidente già nei materiali architettonici utilizzati (materie organiche, di scarto alimentare e verdi; corde di barche ottenute da oltre 2 milioni di bottiglie riciclate) e nella composizione della squadra che porterà in alto il nome del Belpaese per i prossimi sei mesi: 15 Regioni (protagoniste di decine di eventi nel primo semestre) e 52 Atenei, rappresentati non solo da docenti e delegati, ma soprattutto da 60 studenti (39 studentesse e 21 studenti con età media di 23 anni), chiamati a svolgere un tirocinio di quattro mesi. Un’esperienza irripetibile che questi ragazzi hanno guadagnato dopo un lungo percorso di selezione – sono stati in 8mila ad interessarsi all’inizio – cominciato lo scorso marzo e gestito dalla collaborazione tra il Commissariato italiano per la partecipazione dell’Italia all’Esposizione Universale, a capo del quale è stato nominato Paolo Glisenti, e la CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università italiane). “Abbiamo puntato molto su questa manifestazione – spiega il prof. Davide Marocco, docente di Psicometria e delegato all’Internazionalizzazione sul fronte Asia per la Federico II – l’idea è quella di utilizzare questo spazio, in un’area che sta affrontando una fase di grande sviluppo, per penetrare e trovare delle partnership accademiche, e per entrare, tramite gli Istituti italiani di Cultura, nei circuiti di recruitment che possano favorire i nostri studenti. Qui, ora, c’è tutto il mondo. Noi ci saremo con più eventi”. Un’occasione imperdibile, dunque, per il Sistema Italia e per le singole Università, come racconta pure la prof.ssa Roberta Denaro, docente di Letteratura Araba al Dipartimento Asia, Africa e Mediterraneo de L’Orientale e referente a Expo del progetto con il quale si presenterà l’Ateneo il prossimo novembre. “L’Esposizione si svolge in un Paese che è al centro dei nostri interessi e competenze, delle relazioni intessute negli anni. Oltretutto è in una posizione geografica che fa da cerniera tra Europa e Asia, un mondo che da tempo rientra nel perimetro dei nostri studi. E mi piace dire che, probabilmente, questo sarà l’Expo dei giovani. Sono soprattutto questi i visitatori che ci aspettiamo”.
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