Attività pratiche: lavori in corso e programmazioni a Medicina

Nel tempo in cui avvicinarsi a qualcuno a meno di un metro equivale a minacciarne la salute, parlare di attività formative pratiche al letto del paziente ha senso o è pura utopia? Le notizie che arrivano dal Policlinico parlano di contromisure, attività da remoto, programmazioni, attese sul da farsi. Partiti i tirocini di Medicina e Chirurgia. Si svolgono in modalità online con ambulatori frequentati via Skype, webinar e studio di casi clinici. Porte girevoli segnano contemporaneamente il benvenuto e l’addio a modalità nuove e vecchie. Lo spiega il professor Ferruccio Galletti, Presidente del Corso di Laurea: “sono in corso due tipi di tirocinio. È partito per la prima volta il tirocinio clinico abilitante pre-laurea. Contemporaneamente, per chi si è laureato entro marzo, è partito il tirocinio post-laurea, l’ultimo ancora legato ai vecchi criteri”. A luglio le prime lauree abilitanti che vedranno la proclamazione in contemporanea della laurea e “in presenza di un rappresentante dell’Ordine dei Medici di Napoli, dell’abilitazione”. Novità per chi sta frequentando il tirocinio da laureato: “in passato gli studenti sostenevano l’esame di abilitazione. Adesso, per l’emergenza COVID, finito il tirocinio, saranno di fatto abilitati”. Verifiche sospese pure per le Clinical rotation: “fortunatamente si sono svolte nel primo semestre. In condizioni normali gli studenti sono valutati a fine percorso. In corso di COVID, avere il libretto compilato con le firme dei vari tutor è sufficiente per accertare che lo studente abbia svolto l’attività clinica”. Per chi è rimasto indietro: “di norma abbiamo organizzato dei recuperi nel secondo semestre per i pochi studenti che ne avevano necessità. Adesso non è possibile, quindi i crediti saranno recuperati in un secondo momento con attività in presenza o con seminari online. Quando avremo la situazione più chiara decideremo”. Ipotizzabile, stando anche alle recenti indicazioni della Task Force di Ateneo anti COVID-19, un lento e graduale ritorno a via Pansini: “da fine maggio si dovrebbe cominciare a capire quali possano essere le immediate prospettive. Nei laboratori i ricercatori potranno tornare a lavorare. Per settembre, ci siamo organizzati con la didattica da remoto. Se possiamo abolirla, tanto di guadagnato, siamo pronti a ripartire con le lezioni in presenza, modalità principe per la didattica di Medicina”. Nel frattempo lezioni, esami e discussioni di laurea si terranno da casa almeno fino al 31 luglio. Il bilancio della didattica da remoto: “siamo soddisfatti. Gli studenti e i docenti sono stati bravissimi nell’organizzare le lezioni e gli esami che hanno richiesto tanto tempo. Bisogna tener conto dello sforzo didattico dei nostri docenti, in particolare dei docenti medici che sono impegnati anche nelle attività pratiche”.
Attività professionalizzanti fin qui sospese a Professioni sanitarie. “Si cerca di rimetterle in cantiere, ma molto gradualmente”, ha spiegato il professor Cesare Gagliardi, Coordinatore dei Corsi di Laurea Triennali della Scuola di Medicina. “Si può iniziare a pensare a qualcosa da giugno, ovviamente con le precauzioni del caso, in primis utilizzando tutti gli strumenti di protezione individuale. Una parte dei tirocini si potrebbe svolgere a distanza, fornendo materiali a partire dai quali sviluppare ipotesi di lavoro”. L’idea è di dare la precedenza agli studenti del terzo anno: “inutile affollare i reparti con studenti del primo e del secondo anno che potranno recuperare le attività quando la situazione si sarà normalizzata”. Improbabile che tutte le sedi riapriranno contemporaneamente le porte ai tirocinanti: “la ripresa è da gestire in maniera diversificata. La distribuzione degli studenti richiede tempi e modi diversi. Strutture più grandi possono sicuramente ripartire prima rispetto ad altre più piccole”.
 
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