Bandi, finanziamenti e reclutamento a gonfie vele alla Federico II

Si sta rivelando un fiorente 2022 per l’Università Federico II. Tanti ed importanti i progetti in cantiere legati soprattutto ai fondi PNRR dove l’Ateneo partenopeo, governato dal prof. Matteo Lorito, è indiscusso protagonista. 
È stato approvato con giudizio pieno il piano triennale, componente importante del Fondo di Finanziamento Ordinario, del valore di oltre 20 milioni di euro, un risultato non scontato, come pure la prima buona valutazione VQR per la terza missione, non ancora ufficiale ma sembra essere molto positiva. Ampi gli investimenti per il reclutamento del personale tecnico-amministrativo a sostegno soprattutto delle strutture periferiche: “è già partita una corposa procedura per spendere 40 punti organico che abbiamo allocato quest’anno per il PTA, che sarà supportata dall’incremento di ulteriori 30 punti organico che in parte destineremo ad ulteriore reclutamento ed incentivazione del personale”, dichiara il Rettore. Tra i grandi progetti in cantiere, l’Ateneo ha completato la partecipazione a quello dedicato all’ecosistema territoriale, sul tema di cultura e creatività, che vede la partecipazione di tutte le Università campane e di grandi player locali della cultura come il Teatro San Carlo, CNR, la Stazione zoologica Anton Dohrn, il Museo di Capodimonte, Pompei, Città della Scienza, Comune di Napoli e Regione Campania, per un investimento che supererà i 120 milioni di euro. Notevole il coinvolgimento nei bandi dedicati alle infrastrutture di ricerca, sono 14 i piani presentati come proponenti e già si sta lavorando per concorrere con partenariati estesi ai progetti nel campo della salute e del digital educational. “L’Università sta vivendo un momento di enorme progettualità che sta richiedendo grande impegno da parte degli uffici coordinati dal Direttore Generale Alessandro Buttà e dalle dott.sse Silvia Renna e Maria Luisa Frosina, un lavoro duro che porterà risultati positivi alla comunità ed al territorio”, aggiunge il Rettore.
Intanto va avanti la procedura per acquisire un nuovo edificio su Corso Umberto I, a pochi metri dal rettorato, che sarà destinato alle funzioni della Scuola delle Scienze Umane e Sociali, ma sono sotto la lente anche altre strutture di interesse. Entro l’anno si partirà con un imponente investimento da 150 milioni di euro per l’edilizia universitaria, l’obiettivo è quello di recuperare tutti gli interventi di grande manutenzione rimasti sospesi negli anni. Grazie alla legge 338, in accordo con il Comune di Napoli, la Città Metropolitana e l’Adisurc, si prova a colmare una carenza storica: la realizzazione di quattro residenze universitarie per studenti e docenti. 

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