Dall’Università al lavoro, la storia di Elisabetta e Marica, ricercatrici presso l’Anas

Dalla laurea in Sociologia al lavoro presso una delle più importanti società pubbliche nel campo della viabilità. È la storia di successo di due giovani promettenti, neolaureate con lode presso il Dipartimento di Scienze Sociali federiciano, Elisabetta Cicchiello e Marica Russo. Per entrambe le ex studentesse l’Università ha rappresentato un trampolino di lancio nel mondo del lavoro. Possibilità da non lasciarsi scappare: i tirocini post-lauream. Infatti, grazie ad un accordo di collaborazione stipulato con Anas S.p.A. nel novembre 2016, di cui è responsabile la prof.ssa Dora Gambardella, gli studenti in possesso di un titolo di studi magistrale hanno potuto concorrere per l’assegnazione di due borse di studio per attività di ricerca avanzata. Collaborazione che, visto il successo dell’iniziativa, è stata rinnovata nel maggio scorso dal Dipartimento diretto dalla prof.ssa Enrica Amaturo sposando l’efficace principio della sinergia tra Università e impresa. “Abbiamo deciso di partecipare alla selezione perché ci offriva la possibilità di fare un’esperienza significativa presso una delle maggiori realtà aziendali europee, esperienza che fortunatamente è andata a buon fine”, testimonia Elisabetta. Già in precedenza entrambe avevano svolto simili attività nell’ambito di un tirocinio, perciò, dopo un’attenta selezione dei titoli e dei colloqui, le due ragazze di Napoli l’hanno spuntata. “Abbiamo saputo di essere state scelte verso la fine del mese di luglio e abbiamo iniziato a lavorare già nel mese di agosto”, afferma Marica. La borsa di studio avrà la durata di 16 mesi, dunque il contratto si protrarrà fino alla fine del 2018. Che genere di attività si svolgono? Progettazione e realizzazione di ricerche empiriche sui temi dell’accertamento e misurazione della qualità dei prodotti e dei servizi offerti dall’Anas, impresa industriale impegnata nella manutenzione di oltre 26mila km di strade e autostrade, peraltro attiva sul fronte internazionale. In generale, “il nostro lavoro –  riprende Elisabetta – si propone l’obiettivo di indagare metodi, strategie e tecniche volte a soddisfare le esigenze della clientela”. Nello specifico, le ragazze si occupano di indagini per la misura della Customer satisfaction attraverso la somministrazione di questionari creati in-house, ovvero dai membri coinvolti nella ricerca. Durante l’orario d’ufficio, “abbiamo la fortuna di lavorare con due grandi professionisti, tra cui il dott. Massimo Carlini, responsabile del Servizio Clienti ed esperto di Six Sigma, metodologia finora per noi sconosciuta”, prende la parola Marica. ‘Six Sigma’ è il nome di un programma di gestione della qualità che ha lo scopo di migliorare le prestazioni di un prodotto o un servizio. Alle analisi sul grado di soddisfazione dei consumatori si unisce l’approccio di nuovi metodi, utili sia per la rilevazione dei dati che per il miglioramento aziendale. “La dott.ssa Giuseppina Anatriello – referente per le attività Analisi Statistiche e di Customer Satisfaction, nonché ex studentessa di Sociologia – oltre ad aiutarci a mettere in pratica tutto ciò che abbiamo appreso dai libri, ci ha anche introdotto alla scoperta di nuove tecniche di monitoraggio, come ad esempio le Mistery Calls”. Ridurre il divario tra il modus operandi dell’azienda e i servizi offerti ai cittadini verificando, a seconda dei contesti, l’efficacia delle policy adottate: un lavoro per il quale sono state preparate durante i cinque anni di studio, perché “Sociologia ti dà la possibilità di vedere la società e i fenomeni che in essa si verificano attraverso una speciale lente di ingrandimento”, dice Elisabetta. E in che modo è perciò possibile conciliare il passaggio on the job? Mediante la pratica. “L’Università aiuta a conoscere da un punto di vista teorico le informazioni che solo grazie alle imprese si riesce ad operativizzare”. Tuttavia, per lavorare in azienda l’aspirante sociologo deve possedere molteplici conoscenze: “delle ‘pillole’ in qualsiasi ambito, da quello più propriamente tecnico-stradale a quello giuridico, come il codice della strada”. Una flessibilità che costituisce un valore aggiunto di una laurea nell’ambito delle Scienze sociali. Tuttavia, “dopo il conseguimento del titolo è sicuramente necessario un periodo di gavetta”. Non è la prima volta che entrambe si confrontano con uno stage. “Avevamo già intrapreso un tirocinio curriculare presso il Comune di Napoli – spiega Marica – a seguito del quale abbiamo redatto la tesi di laurea magistrale”. Anche se è vero che tutto fa curriculum, “quell’esperienza è stata a dir poco disastrosa e ci ha scoraggiato rispetto al mondo del lavoro, considerazione che fortunatamente abbiamo rivisto positivamente a seguito dell’incontro con Anas”. La sociologia offre possibilità occupazionali in vari settori, ma le skills di cui non si può fare a meno sono le medesime: “la conoscenza dei metodi di ricerca sociale, spaziando tra quelli qualitativi e quelli quantitativi, nonché la capacità di andare oltre il dato, interpretarlo e dargli voce”. Non resta che congedarsi con un ultimo auspicio: “Aspiro un giorno a poter entrare a far parte di un’azienda importante e organizzata come Anas e continuare a svolgere il lavoro per cui abbiamo studiato”, chiosa Marica.
Sabrina Sabatino
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