I docenti sulle lezioni dal vivo e virtuali: quest’anno va meglio grazie alle nuove attrezzature

Si districano tra aule più o meno popolose, classi dal vivo e virtuali, richieste degli studenti e attività da portare a termine. Sono i docenti e i Coordinatori dei vari Corsi di Laurea di Ingegneria che, con i propri allievi, stanno condividendo gioie e dolori della ripartenza. La prospettiva al di là della cattedra sembra univoca tra i professori che hanno insegnamenti al primo anno. La partecipazione delle matricole è buona, l’interazione è possibile anche via Teams e la dotazione tecnologica in uso è di livello superiore allo scorso anno. La prof.ssa Nunzia Gavitone ha l’insegnamento di Analisi Matematica (canale Cos-Imo, Ingegneria Biomedica, dell’Automazione, delle Telecomunicazioni e Media Digitali, Elettronica, Informatica): “Ho lezione in via Claudio in tre giorni e in tre aule diverse. La capienza al 50% è di novanta posti e, quando sono tutti occupati, da casa ho più o meno centoquaranta persone collegate”. Il suo team conta circa 280 studenti, “però non saprei dire se c’è qualcuno che vorrebbe seguire in presenza e non riesce a trovare il posto libero. Le matricole sono effettivamente tante, ma ci saranno anche ragazzi dagli anni successivi che stanno riseguendo le lezioni”. L’organizzazione della didattica quest’anno “è migliore. Il sistema delle aule a specchio adottato in precedenza non fu semplice da gestire: avevamo due classi insieme, praticamente semi-vuote, e l’attrezzatura per il digitale non sempre funzionava”. Ora, invece, “c’è una telecamera che segue i movimenti del docente e inquadra porzioni di lavagna. L’audio va benissimo e le domande da casa si sentono senza problemi”. Questo “facilita la gestione degli studenti, sia in aula che a casa. Certo, la normalità è la presenza, ma vedo una buona partecipazione. Alcuni dei ragazzi che seguono da casa, anzi, sono già venuti a ricevimento”. Non bisogna lasciarsi intimorire da questa modalità mista e da un’acquisizione del metodo di studio che, di conseguenza, potrebbe avvenire un po’ lentamente: “Innanzitutto è necessario seguire le lezioni e stare al passo con gli argomenti. Non arretrarsi aiuta a stare più sereni. È frequente che al primo anno manchi un’adeguata organizzazione dello studio, che verrà con il tempo e l’impegno”.
San Giovanni, aperto il nuovo aulario
È sulla stessa lunghezza d’onda la prof.ssa Loredana Parlato che ha l’insegnamento di Fisica Generale (canale di San Giovanni Mis-Z, Ingegneria Biomedica, dell’Automazione, delle Telecomunicazioni e Media Digitali, Elettronica, Informatica): “Nelle prime settimane di lezione l’affluenza è sempre maggiore. Era così anche prima della pandemia. I flussi si normalizzano con il tempo”. Anche l’aula della docente quindi si riempie, “e qualcuno mi ha detto effettivamente di non riuscire a prenotarsi sempre in presenza. A tal proposito vorrei sensibilizzare gli studenti: se chi ha occupato il posto decide di non venire, deve lasciarlo libero”. Per San Giovanni c’è grande interesse e infatti sono aumentati i canali di Ingegneria ospitati nella sede: “Lo spazio c’è. È stato aperto anche il nuovo aulario a cui però si accede facendo un giro largo perché il cantiere è aperto. Qui abbiamo degli schermi molto tecnologici, ma non le tavolette grafiche. È comprensibile, queste aule devono andare ancora pienamente a regime”. L’impiego delle tecnologie “può essere un vantaggio perché ci dà la possibilità di conservare e condividere più materiale dalle lezioni. Per chi arriva all’università, soprattutto se c’è qualche lacuna pregressa, è una marcia in più”. Il prof. Francesco Della Pietra ha due insegnamenti di matematica (Ingegneria Aerospaziale e Meccanica, canale Ies-Z e Ingegneria dell’Automazione, Biomedica e Informatica, canale Dou-Mam) rispettivamente al primo e al secondo anno: “Le matricole sono incerte, ma frequentano di più. Al secondo anno invece stanno sfruttando le lezioni online”. Studiare Matematica a casa “temo sia un po’ svantaggioso. Questa disciplina richiede l’esecuzione di tanti esercizi e di un confronto continuo con il docente e con la classe. Virtualmente, non è la stessa cosa”. Hanno una visione d’insieme i Presidenti dei Corsi di Laurea. La prof.ssa Marina Fumo, Ingegneria Edile Magistrale, spinge molto alla presenza dei suoi allievi: “Il primo giorno li ho accolti in aula per esortarli a non impigrirsi. Dobbiamo riprenderci la nostra vita fatta di relazioni, sguardi e incontri. Proprio per rafforzare il concetto di comunità, ho proposto di stampare una maglietta con lo slogan ‘Io sarò un ingegnere edile’ e spero che lo apprezzino”. Qualche studente aveva lamentato un calendario delle lezioni un po’ scomodo: “Alla Magistrale ci sono molti esami a scelta quindi capita di dover cambiare aula e anche sede. Proprio per questo, il nostro piano di studi prevede dei percorsi consigliati e più ordinati. Ma i ragazzi sono liberi di mescolare gli insegnamenti come vogliono. Qualsiasi problema, comunque, va segnalato in modo che si possa intervenire”. Redigere gli orari “è impegnativo. Purtroppo, a monte, non abbiamo possibilità di conoscere le numerosità degli studenti e questo ci mette in difficoltà nella scelta delle aule. Magari ci porta a scartarne una perché troppo piccola e invece ci ritroviamo con una bassa affluenza”. Poi conclude: “A differenza di alcuni colleghi, ritengo la modalità ibrida molto utile. Il computer, ad esempio, ci permette di superare l’uso di tavole da disegno o altri materiali e ci tiene sempre in contatto”. Non è vero “che gli studenti che seguono da casa vogliono risparmiare energie. Alla Magistrale, sono con un piede nella professione e io li ritengo maturi abbastanza da organizzarsi come meglio credono”. Qualche affaticato dalle lunghe giornate di lezione è emerso anche alla Triennale di Ingegneria Gestionale per la Logistica e la Produzione: “Gli orari sono stati rimodulati sulla base di diversi elementi tra cui i vincoli sulle capienze – precisa la Coordinatrice, la prof.ssa Cristina Ponsiglione – Nel nostro caso, dobbiamo anche combinare le esigenze di docenti che insegnano su Corsi diversi e che devono spostarsi su più sedi. Orari molto compatti, però, lasciano anche dei giorni liberi”. A breve, la docente incontrerà tramite Teams le matricole “in modo da assicurarmi che stia andando tutto bene”. Da un confronto preliminare con qualche collega, poi, “è emerso un certo buon umore in merito alla ripartenza e alle nuove attrezzature, soprattutto per le telecamere che permettono di zoomare sulla lavagna”. È soddisfatto anche il prof. Santolo Meo, Coordinatore di Ingegneria Elettrica: “I nostri ragazzi sono prevalentemente in presenza. Al primo anno seguono insieme ad altri Corsi e, in quel caso, immagino siano costretti a ruotare in aula perché i numeri sono più alti”. La prima settimana di ottobre aveva visto la chiusura delle aule C4A e C4B di via Claudio, in cui seguono studenti di diversi Corsi tra cui proprio gli elettrici, a causa di un problema all’impianto di climatizzazione “che è stato risolto in pochi giorni. Approfitto, anzi, per ringraziare il prof. Amedeo Capozzoli, il Vicepresidente della Scuola Politecnica, che ha seguito personalmente tutti i lavori per la ripartenza”.
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