“La funzione della storia del diritto non è un orpello decorativo nel percorso di studi”

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Undicesima edizione del seminario ‘Storia e cultura giuridica’ promosso dalla prof.ssa Vano

Il 22 marzo scorso, nell’Aula Pessina, ha preso il via l’undicesima edizione  del seminario di Storia e Cultura giuridica, a tema “Dimensioni giuridiche del soggetto sociale tra premoderno e postmoderno”, curato, fin dalle sue origini, dalla prof.ssa Cristina Vano, docente di Storia del Diritto medievale e moderno e di Storia della Giustizia, nonché Decano dello stesso settore disciplinare. Un appuntamento che, oltre ad imporsi negli anni come tradizione consolidata, tenta con costanza di trasmettere agli studenti un monito ben preciso: La funzione della storia del diritto non è un orpello decorativo nel percorso di studi– spiega Vano – Il suo dominio di appartenenza non è solo culturale, come spesso erroneamente si crede, ma svolge un ruolo tecnico anche nel diritto odierno, ed è questo che vorremmo che arrivasse ai ragazzi durante gli incontri. Chiamando studiosi da tutto il mondo, apriamo una finestra per far capire loro che questi approfondimenti sono importanti per il loro lessico, per una valutazione personale che diventi critica”. L’idea di fondo, che sorregge fin dagli inizi il progetto dei seminari, è realizzare un vecchio sogno, cioè mettere assieme ricerca e didattica, facendo incontrare in un percorso comune i miei due insegnamenti. Il primo, Storia del Diritto medievale e moderno, che tengo al primo anno, ha un programma più istituzionale. Il secondo, invece, lo tengo a stretto contatto con il diritto vigente, più vicino alla formazione del giurista contemporaneo”. 

Il percorso tematico del ciclo appena iniziato in realtà segue la falsa riga dell’edizione dello scorso anno, dato il successo riscontrato. L’elemento distintivo, tuttavia, sta nel tentativo di “non considerare il soggetto soltanto nella dimensione statica degli ordinamenti, ma di prestare attenzione ai luoghi fisici nei quali agisce. Quindi riviste, reti intellettuali, confini geografici. Rodrigo Camargo de Godoi (incontro inaugurale, ndr) per esempio si è concentrato sulla mediatizzazione della giustizia a partire dalle riviste giuridiche dell’Ottocento per arrivare fino a Twitter, mentre nella prossima occasione Eliana Augusti parlerà di Stato e Diritti dello straniero tra Ottocento e Novecento. Ma al di là dei singoli appuntamenti, l’obiettivo è mettere a confronto sistemi giuridici cosiddetti precodificatori e postcodificatori, cioè dare ai ragazzi l’opportunità di guardare al soggetto sociale nella dimensione giuridica, calato sia in epoca moderna che contemporanea”. Un percorso, quindi, che oscillerà costantemente tra “pluralismo normativo e soggettivo. Il che implica una lettura anche in termini di flessibilità, basti pensare alla condizione di tutela del disabile, appunto una singolarità normativa. All’interno di questo pluralismo giuridico, la cosa importante da capire è che non tutti i soggetti godono della stessa condizione indifferentemente”. 

Insomma temi complessi, ma molto stimolanti. Ai quali gli studenti non arrivano impreparati. Anzi: “ogni anno c’è sempre la richiesta di organizzare questi seminari che da qualche anno, tra l’altro, hanno raccolto l’adesione anche di altri insegnamenti. Attraverso letture, introduzioni, testi e piccoli gruppi di lavoro, a lezione anticipiamo i temi da trattare così da poter generare una discussione proficua, che prosegua anche nei giorni successivi, per tirare le fila di quanto si è ascoltato”.