La laurea rilasciata ai detenuti “non è un titolo di serie B”

Settantasette immatricolati per il primo anno dell’Università Federico II in carcere. Le lezioni sono iniziate il 19 febbraio nel penitenziario di Secondigliano e si stanno svolgendo in due sezioni ricavate all’interno di due padiglioni – Ionio e Mediterraneo – a media ed alta sicurezza. Le frequentano 54 persone. Le altre 23 persone iscritte al primo anno – quattro donne che sono detenute nel penitenziario di Pozzuoli, reclusi a Poggioreale, Santa Maria Capua Vetere, Benevento – non potendo seguire i corsi direttamente o tramite skype, studiano sulle dispense ed attendono, appena sarà possibile, di incontrare personalmente i propri docenti ed i tutor. “Il calendario delle lezioni – racconta la professoressa Marella Santangelo, che insegna ad Architettura ed è la referente di Ateneo per il Polo penitenziario universitario – è piuttosto fitto. Si svolgono il lunedì, il martedì, il venerdì e qualche volta il mercoledì. Abbiamo prestato attenzione, come era naturale che fosse, a non incrociare i giorni dei corsi con quelli dedicati ai colloqui con i familiari”.
Gli studenti reclusi devono “impegnarsi, frequentare, appassionarsi” 
Il primo semestre si concluderà a giugno, poi anche per gli studenti detenuti, proprio come per i loro colleghi che frequentano nelle aule universitarie, comincerà il periodo degli esami. “Le commissioni che valuteranno gli studenti del Polo penitenziario – prosegue la docente – saranno le stesse che terranno al di fuori del carcere le prove della sessione estiva. È un aspetto importante e ci tengo a sottolinearlo perché la laurea che noi rilasciamo ai detenuti deve avere lo stesso valore di quella che si consegue all’esterno. Non è un titolo di serie B o qualcosa che abbiamo organizzato per spirito umanitario. I nostri studenti di Secondigliano, Poggioreale e delle altre carceri coinvolte nella iniziativa devono impegnarsi, frequentare, appassionarsi proprio come quelli al di là delle sbarre. Per metterli in condizione di farlo, sono stati ricavati spazi appositi per la lettura e l’approfondimento sui libri all’interno delle sezioni e sono state previste opportunità di incontrare i tutor”. 
Non sono pochi i Corsi di Laurea che la Federico II ha proposto agli studenti detenuti nel primo anno di attività del Polo penitenziario: Giurisprudenza, Scienze Politiche, Sociologia, Economia, Lettere, Scienze nutraceutiche, Scienze erboristiche, Urbanistica. Venticinque i docenti i quali si sono impegnati ad entrare in carcere per tenere lezione. Non percepiscono compensi o gettoni per la loro attività extra. Collabora alla iniziativa anche il Centro Linguistico di Ateneo e ci si avvale di Federica, la piattaforma di e-learning dell’università. “Giurisprudenza con undici immatricolati – quantifica la prof.ssa Santangelo – Scienze nutraceutiche e Scienze erboristiche, che complessivamente hanno raccolto venti iscrizioni, sono i Corsi di Laurea più gettonati tra i detenuti. Il successo di Giurisprudenza potrebbe derivare dalla circostanza che i reclusi hanno avuto…
 
L'articolo continua sul nuovo numero di Ateneapoli in edicola dal 22 marzo (n. 5/2019)
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