La procreazione assistita secondo il prof. Carlo Alviggi, responsabile scientifico di Fertunina e chitarrista

Il professore di Ginecologia e ostetricia della Federico II parla di dedizione e impegno per superare un percorso a ostacoli verso l’inserimento professionale. Il responsabile scientifico di Fertunina, Centro di Sterilità ed Infertilità di Coppia dell’Ateneo federiciano, si sofferma sul rispetto delle regole anteposto a qualsiasi record. Il chitarrista, nonché fondatore di un’associazione di volontariato, ricorda passione e umanità dietro ogni professione. Tanti spunti, un solo nome. È quello del prof. Carlo Alviggi, classe ’69, laureato in Medicina alla Federico II, dove oggi insegna al Corso di Laurea Magistrale in Scienze Infermieristiche ed ostetriche, alla Triennale in Ostetricia e a Biotecnologie Mediche, che lo vede impegnato con il corso opzionale in Biologia della riproduzione – Laboratorio per la procreazione medicalmente assistita: “indipendentemente dall’insegnamento, credo fermamente che la didattica debba essere personalizzata. Esiste una materia di base che va trasmessa a tutti allo stesso modo, ma è importante trasferire le informazioni in una prospettiva che risponda alle esigenze professionali dei discenti”. Impegnarsi oggi nella procreazione medicalmente assistita “significa affrontare un clima di enorme incertezza di inserimento professionale. In Italia sussiste un vincolo normativo. Ai fini dell’assorbimento con contratto a tempo indeterminato nella pubblica amministrazione di un embriologo, è necessaria la specializzazione. In Italia, però, non ne esiste una in embriologia”. Quindi? “C’è sicuramente possibilità di inserimento professionale nel privato. Il problema è che nel pubblico si può ambire al massimo a contratti a tempo determinato”. Esiste un’alternativa: “chi da grande voglia fare l’embriologo nella pubblica amministrazione deve intraprendere un corso di specializzazione che sia il più affine possibile all’embriologia, come genetica o patologia clinica, ma che, allo stato attuale delle cose, non sarà mai embriologia”. Attenzione alla pratica: “biotecnologi o biologi, al conseguimento della tesi, devono dedicarsi all’attività di ricerca attinente e intraprendere nell’immediato post laurea un percorso formativo tecnico”. Aspetto non proprio semplice: “i laboratori di procreazione medicalmente assistita hanno delle…
 
L'articolo continua sul nuovo numero di Ateneapoli in edicola dal 24 febbraio (n.3/2017)
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