L’archivista non “ha a che fare solo con pezzi di carta, ma con stralci di vita”

Dipartimento di Lettere: lezione della Direttrice dell'Archivio di Stato

Napoli è così piena di tesori da divenire essa stessa un tesoro, preziosa al punto che Stendhal, sul finire dell’Ottocento, la definì la città più bella dell’Universo. E c’è un tesoro, incuneato nel cuore della città, che è del tutto particolare. Racchiude, sin dai primi anni dell’Ottocento, migliaia di storie di vita partenopea. Si tratta dell’Archivio di Stato di Napoli. La Direttrice Candida Carrino si è recata presso il Dipartimento di Lettere e Beni culturali, lo scorso 10 febbraio, per parlarne. Il Dipartimento non si propone solo di formare futuri insegnanti, operatori nei campi del giornalismo e dell’editoria e dell’organizzazione di eventi culturali, ma anche operatori d’archivio. E a occuparsi dell’enorme mole di documenti dell’Archivio di Stato, ben settanta chilometri di carte, sono proprio loro, i funzionari archivisti. L’evento “La Storia. Le Storie. L’Archivio di Stato di Napoli”, erogato sia in presenza che su piattaforma Teams, è stato curato dalla prof.ssa Serena Morelli, docente di Storia medievale, e dal prof. Giulio Sodano, docente di Storia moderna,  esperto di Storia del Mezzogiorno e Direttore di Dipartimento. “Inaugurato in età napoleonica, nel 1808, l’Archivio di Stato fu aperto previo regio decreto di Gioacchino Murat, con l’intento di concentrare in un solo luogo tutti i documenti del Regno – ha spiegato la Direttrice – Esso contiene centinaia di migliaia di documenti amministrativi che fino al 1975 erano sotto la gestione del Ministero dell’Interno. In quell’anno, infatti, ci si è resi conto che i documenti contenuti nell’archivio costituivano un’importante testimonianza storica dei secoli compresi tra il XV e il XIX, e divenne un ufficio periferico del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e per il Turismo”. L’Archivio è oggi oggetto di consultazione da parte dei tribunali di atti amministrativi e rogiti notarili, nonché di documenti storici da parte di privati, e la gestione del patrimonio è affidata agli archivisti, che Carrino definisce gli Sherpa dell’Archivio prendendo in prestito il lemma dall’alpinismo: “Muoversi nei meandri di un luogo simile necessita di un Virgilio, il quale accompagni il vostro viaggio senza che corriate il rischio di smarrirvi – ha detto – Tra di voi ci sono persone che desiderano intraprendere la strada della gestione d’archivio. Ebbene, è importante sapere che quando si svolge questo mestiere non si ha a che fare solo con pezzi di carta, ma con stralci di vita dai quali spesso è possibile ricostruire l’intera esistenza degli esseri umani che ci hanno preceduto”. La dimostrazione sono le visite virtuali che l’Archivio ha deciso proporre online, veri tour narrati che ricostruiscono la biografia delle persone attraverso lo spoglio dei documenti. Sotto la gestione di Carrino, l’Archivio ha messo in piedi una serie di iniziative volte alla promozione del patrimonio archivistico, come appunto la ricostruzione delle vicende biografiche dei molti nomi citati nei documenti. “Iniziative come questa, portate avanti da magnifici operatori d’archivio, hanno lo scopo di estrapolare dalle carte un contenuto emozionale – ha spiegato la Direttrice – Immaginate l’emozione di venire a conoscenza di fatti che riguardano la vostra famiglia, le vostre origini. Quello che siamo, in fondo, lo dobbiamo al passato e, per quanto sia difficile ricostruirlo, le sensazioni che ci pervengono sono un grande incentivo a continuare”. Nell’ottica di una maggiore divulgazione delle attività, poi, è stata fondata la rivista semestrale “Grand’A”, che si propone di pubblicare contributi di esperti del mondo degli archivi, in connessione con le arti e gli studi storici. 
L’incontro ha dato la possibilità a 25 partecipanti, dottorandi in Storia e Trasmissione delle eredità culturali e studenti della Magistrale in Filologia classica e moderna, di conseguire un credito formativo previa frequentazione di altri due seminari nell’ambito del Laboratorio di Storia, memoria e immagine del territorio.  

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