Lezioni in presenza, laboratori e percorsi minor

Rilancio delle lezioni e dei laboratori in presenza, definizione delle prime attività per i minor in Green Technologies e Smart Infrastructures, modifiche nell’offerta formativa al vaglio per i prossimi anni accademici. Al Collegio di Ingegneria, contestualmente alla ripresa delle lezioni del 7 marzo, si programma sul medio e lungo periodo: di qui al termine del semestre, ci sarà tanto da fare per gli studenti, come raccontano i Coordinatori dei Corsi di Laurea.
È un forte sostenitore dello svolgimento della didattica nelle aule il prof. Santolo Meo. “Gli studenti di Ingegneria Elettrica, soprattutto alla Magistrale, seguono molti laboratori in cui sono chiamati ad operare direttamente sui nostri apparati elettrici. Queste attività, da casa, non sono fattibili e non consentono un’adeguata acquisizione delle abilità pratiche fondamentali per imparare la professione”, dice. Questa esigenza, in un secondo semestre ancora dominato dalla modalità blended, “ci sta spingendo a puntare esclusivamente sulla lezione in presenza, almeno per la Magistrale. Quanto alla Triennale, potremmo adottare la stessa strategia per il secondo e terzo anno. Sul primo, invece, è più difficile intervenire poiché è in comune con altri Corsi”. Il secondo semestre si prospetta intenso per i futuri ingegneri elettrici: “Per le matricole sono in partenza nuovi laboratori dedicati all’utilizzo di programmi come MatLab. È la prima volta che li proponiamo, grazie ad un’importante modifica dell’offerta formativa, e favoriranno anche una prima riunione degli elettrici in un’unica classe”. Proseguiranno i seminari organizzati dal Laboratorio 21, “un laboratorio culturale nato in seno al nostro Corso di Laurea e rivolto a tutto l’Ateneo e alle scuole superiori. Vorremmo organizzare almeno tre incontri, dedicati al rapporto tra tecnologia e ambiente, tecnologia e medicina e all’impiego delle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”. Non in ultimo, i minor: “La nostra Magistrale è l’unica su cui sono attivi entrambi i pacchetti e, nell’ambito di questa offerta, stiamo pensando di inserire seminari a carattere trasversale dedicati, ad esempio, alla programmazione dei calcolatori o alla gestione dell’energia a bordo delle auto, che però potranno essere di interesse anche al di fuori di questi percorsi”. Quello dei minor – i pacchetti di 30 crediti formativi da acquisire attraverso insegnamenti innovativi, in lingua inglese, seminari e attività progettuali – è uno strumento che interessa diversi Corsi Magistrali. Tra questi, anche Ingegneria Meccanica per l’Energia e l’Ambiente, per cui è previsto Green Technologies. L’interesse da parte degli studenti, sottolinea il prof. Fabio Bozza, è stato discreto: “Lo hanno selezionato circa dodici persone, il che ci porta ad essere tra i Corsi in cui si sono registrate le maggiori adesioni”. Poi condivide ulteriori informazioni: “Alcuni punti del Regolamento sono ancora in via di definizione. Un nodo interessante, ad esempio, è se considerare i voti conseguiti agli esami previsti dai minor ai fini del voto di laurea. Si propende per il sì qualora facciano salire la media”. Tornando al Corso in sé, il docente segnala una riflessione in merito ad eventuali modifiche di ordinamento che, se approvate entro settembre, “potrebbero essere operative dall’anno 2023/2024. L’obiettivo è rendere l’offerta formativa più interdisciplinare; quindi, ampliare i crediti da acquisire con le materie affini e gli esami a scelta e riformulare alcuni insegnamenti per portarli da nove a sei CFU e facilitare così l’adesione al programma Erasmus”.Edile verso uno snellimento del carico didatticoC’è aria di cambiamenti anche alla Triennale in Ingegneria Edile. Il Coordinatore, il prof. Pierpaolo D’Agostino, però, preferisce non sbilanciarsi troppo su tempistiche e modalità. “Da un costante dialogo tra Coordinatore, corpo docente e studenti sta emergendo l’esigenza di uno snellimento del carico didattico dei vari insegnamenti, nell’ottica di una ottimizzazione e massimizzazione del lavoro”. In particolare, “bisogna trovare il giusto equilibrio tra il tradizionale bagaglio che deve possedere l’ingegnere edile e l’apertura alle novità e penso, ad esempio, al discorso relativo alla transizione digitale ed ecologica e al BIM”. Andrà valorizzata di più “anche la componente pratica che contraddistingue i nostri insegnamenti, in termini di attività progettuali, visite aziendali e uscite sul territorio. Sicuramente calendarizzeremo queste attività nel corso del semestre, sui vari insegnamenti. Ma stiamo riaccendendo il motore di una macchina che è stata ferma per lungo periodo e questo richiederà un po’ di tempo”. Al Dipartimento di Ingegneria Chimica, dei Materiali e della Produzione Industriale si trovano su posizioni comuni i professori Giovanni Ianniruberto e Giovanni Filippone, Coordinatori rispettivamente di Ingegneria Chimica e Scienza e Ingegneria dei Materiali. Entrambi i docenti hanno notato, già a partire da lunedì 7 marzo, una buona presenza in aula, ma ritengono che i tempi non siano ancora maturi per esprimere un giudizio. Una precisazione del prof. Filippone: “Durante il primo semestre le nostre classi sono state piuttosto piene, un dato in controtendenza rispetto agli altri, probabilmente grazie all’incessante opera di sensibilizzazione portata avanti dai nostri docenti e allo spirito di gruppo che ci contraddistingue da sempre”. Per entrambi i Corsi, poi, è disponibile il Minor in Green Technologies. Ancora il prof. Filippone: “Abbiamo registrato scarse adesioni, ma non per mancanza di interesse”. Spiega: “Da Regolamento, chi aderisce al Minor deve acquisire buona parte dei crediti in settori scientifico-disciplinari differenti da quelli del Corso di appartenenza. Ingegneria dei Materiali tratta già molte delle tematiche connesse alle tecnologie green ed evidentemente i nostri studenti devono aver ritenuto sufficienti le conoscenze acquisite nel percorso canonico”. Diversa la situazione ad Ingegneria Chimica: “Abbiamo raccolto una quarantina di adesioni, tra primo e secondo anno, quindi su circa duecento persone. Una buona percentuale. Le lezioni per i Minor si tengono nella sede di Agnano: dovendo incastrare le esigenze di studenti diversi, provenienti da Corsi diversi, non c’è bisogno di spiegare quanto sia stata complessa l’organizzazione degli orari”. E chiosa: “Nell’ambito delle attività seminariali e progettuali previste, per quel riguarda Ingegneria Chimica, sto prendendo contatti con Eni e con l’azienda Tecnique che dovrebbero offrire un mini-corso”. Dal Polo Ovest si passa al Polo Est, a San Giovanni, dove continuano spuntare corone d’alloro per Meccatronica: “I primi studenti si sono laureati lo scorso luglio. Finora hanno concluso il percorso in diciannove su trentaquattro e hanno tutti trovato un impiego, chi con le aziende con cui hanno svolto lo stage, chi altrove”, informa il prof. Andrea Irace. Una percentuale di occupazione, quindi, che si conferma pari al 100%: “C’è chi lavora in Danieli in Friuli, chi in Latt in Lombardia. La maggior parte è rimasta in Campania presso realtà medio-piccole, ma molto innovative. Un paio di ragazzi hanno intrapreso un percorso Magistrale contemporaneamente al lavoro”. Ed è aumentato, intanto, il partenariato di aziende disponibili “all’accoglienza dei tirocinanti sia nel napoletano che nel salernitano. L’interesse per i nostri ragazzi, sul territorio, è alto”.
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