L’incontro con la matematica: “un vero colpo di fulmine”

Lorenzo Baglioni, il 'BAGLIO', cantante, scrittore, divulgatore a Monte Sant'Angelo

Leggendo la sua biografia sorgono tre dubbi. Che forse abbia fatto la scoperta scientifica del secolo, riuscendo nell’impresa di clonare se stesso donando ad ogni copia capacità artistiche fuori da ogni etichetta (difficile credere possano allocare tutte in una sola persona). Che se mai il vicino di casa di Massimo Troisi in Ricomincio da Tre – il bambino senza volto che tutto sapeva fare, ammazzando l’autostima altrui – esistesse per davvero, si chiuderebbe in una stanza perché c’è qualcuno più bravo di lui. Terzo: peggio, forse quel bambino non è un personaggio fittizio e oggi ha 36 anni. Tre dubbi che sembrano diventare assoluta certezza, perché canta (nel 2018 ha partecipato al Festival di Sanremo), recita in teatro (dove spesso ha portato in scena spettacoli sui cambiamenti climatici), conduce programmi, scrive libri (5 in totale), crea podcast. E dulcis in fundo, dietro lo sguardo vispo di chi la sa lunga e il sorriso spensierato, si ‘nasconde’ pure una laurea in Matematica che per alcuni anni l’ha portato ad insegnare nelle scuole.

Lorenzo Baglioni – il ‘Baglio’, come a lui piace chiamarsi, salito alla ribalta nel 2015 con la rivisitazione della canzone ‘Vengo anch’io, no tu no!’ per sostenere la causa contro le barriere architettoniche, raggiungendo 15 milioni di visualizzazioni – è tutto questo. E ‘tutto questo’ non se l’è fatto scappare la Federico II: il prossimo 10 maggio, in occasione dei ‘MendelDays 2022’, l’artista grossetano sarà di scena a Monte Sant’Angelo con il concerto ‘BaglioRi di scienze’. 

Il metodo galileiano

E quale miglior partenza potrebbe esserci, nella lunga intervista rilasciata ad Ateneapoli, se non svelando alcune curiosità sull’evento che lo vedrà protagonista a Napoli? “Proporrò una selezione di brani, adatta alla giornata, al luogo e al pubblico – racconta – tratti dal mio repertorio. Non saranno relativi solo alla scienza, ma comunque si parlerà di leggi di Keplero, del teorema di Ruffini. Mi piace sottolineare il comune denominatore. Ovvero provare a cambiare punto di vista nel raccontare queste cose, perché di sicuro non è originale parlare di leggi scientifiche, ma può diventarlo grazie ad una canzone. Spazieremo dalla scienza alla didattica e alla scuola, con diversi linguaggi. A tratti più ironici, per altri versi più emozionali. Di sicuro per me e mio fratello, che è coautore dei miei lavori, il metodo galileiano è molto importante quando scriviamo. Pensiero logico-razionale che si avvicina alla creatività. E se non fossero così lontani come si pensa?”.

 Da quel che sarà, nel futuro prossimo a Monte Sant’Angelo, a quello che è stato. Andando a ritroso nel tempo, all’adolescenza, c’è un punto di scaturigine dell’eclettismo di Lorenzo: l’incontro con la matematica. Se per molti studenti è quasi un colpo in testa, per lui, invece, “un vero colpo di fulmine, arrivato in modo anche abbastanza buffo. Ero al quinto anno di liceo e un giorno qualunque fui costretto a restare a casa per una banale influenza. Mi ritrovai a studiare i limiti di funzione. Roba complessa, ma quella grammatica mi folgorò e pensai: da grande voglio fare questo. Rifarei quella scelta altre mille volte. La matematica ha fatto parte della mia vita ed è tuttora centrale in ciò che porto avanti. Studiarla mi ha plasmato e ha cambiato il mio modo di vedere le cose”. E nonostante abbia abbandonato i canali ortodossi di questa, lasciando a metà strada un dottorato perché “troppo forte la passione per il teatro e la comunicazione”, di Galilei, Baglioni fa proprio il motto che “la matematica è ovunque, ci circonda”. Ben quattro dei suoi cinque libri sono dedicati a questo. In particolare uno, ‘È tutto calcolato’ di Edison Mondadori, per adulti, in cui spiega che “la troviamo dove non ci aspetteremmo che fosse. Non è tanto importante capire cosa sia un logaritmo, ma far proprio il modo di ragionare. Purtroppo questo tipo di cultura non c’è nel nostro Paese”. 

I social, potenza e rischi

Basta osservare le movenze, l’atteggiamento in qualche video, per capire che ironia e leggerezza nel trasmettere concetti in apparenza noiosi sono risorse molto care al divulgatore. Che, ben piantato nell’era del digitale, ha raggiunto la notorietà con i social, compagni sempre più presenti nella vita dei giovani – soprattutto negli anni della pandemia – che tuttavia possono essere un’arma a doppio taglio: da un lato, mezzo di divulgazione; dall’altro fonte di un brusco allontanamento dalla realtà e strumento di diffusione di fake news. “Beh, sono di sicuro uno strumento molto potente che, ovvio, portano con sé inevitabili rischi. È un mondo che però va conosciuto con curiosità, limitandone gli effetti collaterali. Le fake news ci sono sempre state, forse i social le diffondono solo più velocemente. Detto questo ho pensato spesso a come mi sarei sentito se fossi stato uno studente, negli anni del Covid.

Deve essere stato strano e complicato, penso che da questa situazione si debbano prendere le uniche cose buone per la didattica. Gli strumenti tecnologici possono essere un grande aiuto complementare alla didattica in ciccia e ossa, come si direbbe dalle mie parti. Sfruttiamoli!”. A questo punto non resta altro che chiarire se i tre dubbi amletici posti all’inizio siano realtà oppure no: chi è Lorenzo Baglioni oggi? Il Baglio è uno, e uno soltanto: “Lorenzo è un ragazzo, ormai un po’ brizzolato, che ama la comunicazione. E tra qualche anno spero di essere ancora alle prese con quello che sto facendo ora, divertendomi con serenità, dedizione e impegno, perché costa fatica ma restituisce tante belle cose”. E come direbbe lui stesso, la Federico II lo aspetta in ‘ciccia e ossa’ a maggio. Nel frattempo, saluta la comunità fredericiana così: “Amici, non vedo l’ora di essere da voi e soprattutto con voi. Non vedo l’ora di arrivare a Napoli, dove torno sempre volentieri, per stare insieme dal vivo, soprattutto in questo momento. Chi fa questo lavoro non aspetta altro che condividere, creare scambi e momenti di festa”.


Claudio Tranchino 

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