Lingue: prova scritta congelata nella stessa sessione, gli appelli restano cinque

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Una soluzione tampone, in attesa di novità sul fronte legislativo, “la migliore soluzione che potessimo trovare”, con le linee guida del Cla

“Allo stato attuale le nuove linee guida del CLA sono la migliore soluzione possibile, anche se non quella ideale”. Il prof. Giancarmine Bongo, Coordinatore della Magistrale in Lingue e Letterature moderne europee, si è espresso così in merito alle nuove direttive varate dal Centro Linguistico di Ateneo per le verifiche scritte di Lingua che completano gli insegnamenti cardine tanto del triennio quanto del biennio. Un tema delicatissimo, annoso. Che pare abbia raggiunto un punto d’equilibrio dopo una faticosa concertazione durata mesi tra il CLA stesso – al quale spetta quindi l’organizzazione e la gestione delle modalità di svolgimento degli scritti, pubblicazione dei calendari, degli esiti (espressi in idoneità, non voti) – i Coordinatori Bongo e Flavia Gherardi e i rappresentanti degli studenti Carmen Mattiello e Angelo Pacifico. I temi sul piatto, sui quali era necessario trovare un accordo, erano tanti e tutte le parti in causa si dicono soddisfatte: primo fra tutti – la novità più rilevante, nonché cavallo di battaglia del corpo studentesco – il congelamento della prova scritta all’interno della stessa sessione. Una misura che, in sostanza, permette agli studenti di concentrarsi maggiormente sulla parte orale degli esami di Lingua. In secondo luogo, punto affatto scontato, gli appelli restano cinque per l’intero anno accademico. Ci saranno due date nella sessione invernale, due in quella estiva e una per quella di settembre. Tuttavia, gli studenti in corso potranno prendere parte ad una sola verifica per sessione, scegliendo la data più opportuna in base anche alla propria preparazione, prenotandosi sulla piattaforma Esol; mentre i fuoricorso avranno accesso a tutte le date. Ultimo punto: a discrezione di ogni singolo lettore, ci sarà la possibilità di effettuare prove intercorso. La conferma diretta dell’intero quadro arriva dalla prof.ssa Natasha Leal Rivas, insegnante di Spagnolo e Catalano al CLA e docente a contratto di Linguistica spagnola 3 a Studi Umanistici, nonché membro del gruppo di lavoro che ha partecipato alla redazione delle suddette linee guida. “Il documento è stato costruito assecondando le necessità dell’Ateneo. Abbiamo studiato a lungo, in base alla normativa, come si potessero mettere assieme le esigenze del Dipartimento per coprire la formazione linguistica, i processi di valutazione, tenendo presente pure il profilo degli esperti linguistici, del contratto collettivo nazionale di lavoro che stabilisce la loro mansione. Sono stati mesi di lavoro intenso, ma il CLA è assolutamente soddisfatto di questa mediazione interna con i Coordinatori di Lingue e i rappresentanti dei ragazzi. Ad ogni modo, al di là dell’inquadramento giuridico-amministrativo, gli esperti linguistici hanno sempre svolto il loro lavoro al massimo della professionalità. Tuttavia, siamo speranzosi per una nuova definizione, a livello nazionale, di questa figura, così da poter agire con più ampio respiro”. Rispettate le aspettative anche per il fronte studentesco. “Siamo molto soddisfatti della conferma dei cinque appelli. Così come siamo molto contenti del congelamento dello scritto, per il quale ci siamo battuti molto. Prima era tutto sottoposto a regole arbitrarie, ora è un diritto dello studente. Abbiamo anche ragionato su una possibile estensione della validità dello scritto oltre la singola sessione, tuttavia reputiamo che per ora vada bene così. È una cosa che valuteremo nel tempo. In sostanza, comunque, queste linee guida, considerando anche l’introduzione delle prove intercorso a discrezione dei lettori, ci soddisfano pienamente”, affermano le rappresentanze studentesche. E sull’eventuale estensione del congelamento dello scritto si è espresso anche Bongo, che parla di “considerazioni importanti arrivate dal CLA. Il lavoro dei lettori si sarebbe moltiplicato. Anche perché, da un lato, partecipare a due verifiche a distanza di 20 giorni non solo aumenterebbe il carico per loro, che devono correggere, ma soprattutto non aiuterebbe lo studente. In due settimane non cambia nulla, le lingue richiedono tempo per essere imparate. Anche per questo le prove intercorso, sotto varie forme, saranno utili per far sì che lo studente non si riduca a ridosso dell’esame per approcciare il programma”. Ultimo punto caldo, quello dei fuoricorso ai quali verrà data la possibilità di eseguire gli scritti in tutte le date offerte. A tal proposito i rappresentanti avanzano una critica: “ci fa storcere il naso il numero immane di studenti fuoricorso, soprattutto sullo scritto di spagnolo, e non capiamo appieno le motivazioni. In passato l’abbiamo fatto più volte presente alla Coordinatrice della Triennale Gherardi, ma non si riesce a raggiungere un punto di incontro. A parere di tanti studenti, i criteri di giudizio non sembrano molto chiari”. 

Esplicitate tutte le modifiche che entreranno in vigore da giugno (tolte le prove intercorso, le quali in teoria potrebbero cominciare anche ora), la domanda è perché si siano rese necessarie. Il vero nodo – purtroppo tuttora irrisolto e già affrontato su queste pagine nei mesi precedenti – è il seguente: “le linee guida – ancora Bongo – sono intervenute per cercare di risolvere il problema diincongruenza contrattuale dei lettori, che ormai va avanti da 40 anni e che può essere risolto solo a livello nazionale. Essendo inquadrate come personale tecnico-amministrativo, queste figure non possono prendere parte alle sedute di esame e alle commissioni. Di contro, le verifiche e le esercitazioni scritte sono una parte fondamentale del nostro percorso universitario. Proprio per questo, per risolvere la questione, si è deciso di affidare la gestione delle verifiche e delle esercitazioni interamente al CLA, che ha in organico gli esperti linguistici. Dunque si tratta di una soluzione tampone che non elimina alla radice il problema e che richiede l’intervento di piani ben più alti. “Aspettiamo da tempo novità sul fronte legislativo. In parlamento era pervenuta una proposta della CRUI di creare figure ad hoc, un insegnante universitario di lingue, che darebbe uno statuto alla figura. Di sicuro i lettori non sono semplice personale tecnico, ma d’altra parte non possono essere inquadrati nemmeno come docenti, perché manca tutta una serie di caratteristiche, come l’obbligo di ricerca per esempio. Al momento, quindi, resta l’ambiguità di una figura che si fa fatica a classificare. Ma, ripeto, queste linee guida sono la migliore soluzione che potessimo trovare in attesa di misure più radicali che ci spingerebbero poi a fare riflessioni anche su eventuali riforme”.

Cl. Tr.