Novità: tutti gli insegnamenti del primo anno saranno annuali

Modifiche in corso all'ordinamento didattico. La parola alla prof.ssa Lucia Picardi, Coordinatrice del Corso di Laurea in Giurisprudenza

Nel 2020 il Corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza ha accolto il nuovo ordinamento, che ha cambiato radicalmente l’offerta formativa, mettendola al passo con i tempi. Ben 13 indirizzi di studio, caratterizzati da diversi risvolti professionali; la possibilità, per lo studente, di personalizzare il proprio percorso; un piano di studio a indirizzo economico, in accordo con i due Dipartimenti di Economia della Federico II. Dulcis in fundo, uno dei cambiamenti più interessanti: alcuni insegnamenti semestrali sono diventati annuali, allungando i tempi delle lezioni fino a maggio. Di come stia procedendo quest’ultima modifica, della gestione della pausa per gli esami e delle proiezioni sul prossimo anno accademico, ne ha parlato, ad Ateneapoli, la prof.ssa Lucia Picardi, Coordinatrice del Corso di Laurea, docente di Diritto Commerciale. 
Innanzitutto perché si è resa necessaria questa riforma?
“Ci siamo resi conto, anche in virtù della sollecitazione arrivata dall’Anvur dopo la visita del 2017, che il nostro piano di studio, abbastanza generalista e monolitico, non era più al passo con le esigenze del mondo del lavoro. La nostra base solida, cioè l’attenzione a materie di taglio storico e culturale, resta. Tuttavia abbiamo voluto innescare la possibilità di coltivare e seguire indirizzi specialistici”.
Passando ai corsi annuali. Quali sono, attualmente?
“La misura tocca esami con crediti pari o superiori a 12. Nel caso del primo anno, Istituzioni del diritto privato e Diritto costituzionale. Tutti quanti gli altri, attualmente, sono semestrali. Al secondo, invece, è solo Diritto del lavoro ad essere annuale, mentre per tutti gli altri abbiamo confermato la cadenza semestrale. E aggiungo che, in questo modo, si è voluta assicurare un’adeguata collocazione nei due semestri, per consentire agli studenti di seguire al meglio le lezioni e dare gli esami più agevolmente. Non dimentichiamo poi lo slittamento di alcune discipline. Diritto commerciale, che prima era al secondo anno, è passato al terzo. Diritto dell’Unione europea e Diritto internazionale, invece, al secondo”.
La pausa didattica, in virtù di questo cambiamento, si è allungata molto. Com’è stata gestita?
“Sì, in effetti la pausa al momento è abbastanza lunga, il primo semestre si è sviluppato lungo il periodo settembre-dicembre, mentre il secondo da marzo a maggio. Questo, in generale, permetterebbe agli studenti di preparare adeguatamente gli esami del primo semestre. D’altra parte potrebbe pure segnare una sorta di sospensione degli insegnamenti annuali. Per evitare questa seconda ipotesi, alcuni colleghi del primo anno, con grande spirito di servizio devo dire, hanno deciso di tenere seminari generali o di taglio più monografico, con una cadenza settimanale. Per tenere viva l’attenzione degli studenti ed evitare una caduta di tensione. Tuttavia, questa lunga pausa ci ha un po’ preoccupati”. 
Come verranno affrontate queste preoccupazioni il prossimo anno?
“Metteremo in atto una gestione diversa, accorciando la pausa. Subito dopo le vacanze di Natale le lezioni riprenderanno. E al fine di rendere più compatta l’offerta formativa, a partire dall’anno 2022/23, saranno annuali tutti gli insegnamenti del primo anno. Per i neoiscritti ci sarà una sessione ordinaria a marzo, gli studenti degli precedenti avranno a disposizione la sessione straordinaria di aprile. Detto ciò, mi preme sottolineare che all’interno del Dipartimento sono in atto tutta una serie di riflessioni sui problemi della didattica. Sono in fase di studio una serie di iniziative che ci consentiranno di rivedere le modalità di erogazione della didattica, il carico di lavoro per gli studenti e l’impostazione. Siamo intenzionati a privilegiare una formazione che sia utile a dare loro un metodo di apprendimento invece che nozioni di dettaglio. Ultimo, ci sarà una riflessione anche sulle modalità di svolgimento degli esami di laurea. Ma ripeto, questi, al momento, sono dei propositi”. 


Claudio Tranchino 

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