Scuola di Agraria-Veterinaria: la parola alle rappresentanze studentesche

“Con il ritorno in aula abbiamo riscoperto la voglia di vivere il Dipartimento. Tutti i corsi sono organizzati bene tanto per la didattica a distanza che per quella in presenza anche se il livello di capienza delle aule non è ancora al cento per cento. Vorremmo proporre di sfruttare qualche posto in più e cercheremo con i professori di capire come fare”, dice Francesco Iovino, rappresentante degli studenti, gruppo UniAgraria, nel Corso di Studi Triennale in Tecnologie Alimentari. L’unica pecca del Dipartimento di Agraria, che ha sede a Portici, dice Francesco, è il parcheggio: “in collaborazione al Direttore di Dipartimento, il prof. Danilo Ercolini, che è stato collaborativo  stiamo stringendo convenzioni con il Comune”. Il punto forte del Dipartimento “è la strutturazione che copre tutta la filiera agro-alimentare, dall’agronomia alla trasformazione dei prodotti. Molti, infatti, sono i ragazzi che hanno voglia di portare avanti realtà agro-alimentari a conduzione familiare, ma alzando il livello e aggiungendo all’esperienza anche la formazione accademica”. E questo è il suo caso: ha scelto il Corso di Studi con l’obiettivo di far crescere l’azienda di famiglia, che tratta la trasformazione di frutta secca da generazioni: “questo Dipartimento cerca di essere un punto di incontro tra università e mondo del lavoro”.
Con soli venti posti a disposizione, il Corso Magistrale in Scienze Enologiche, con sede ad Avellino, ha la propria rappresentante in Filomena Regine, iscritta al secondo anno. Entusiasta di tornare in presenza (“la distanza non è stata semplice né per gli studenti, che dovevano sforzarsi di non prendere sonno davanti allo schermo, né per i professori, che spesso parlavano per ore di fronte ad uno schermo muto”), ritiene, data la disponibilità di spazi di cui gode il Corso a fronte dell’esiguo numero di iscritti, che le lezioni online sarebbero da eliminare del tutto “se non più necessarie, per evitare che qualcuno faccia il furbo. D’altra parte, è sempre stato possibile lavorare e iscriversi contemporaneamente all’università; non per questo qualsiasi motivo è buono per non venire in sede”. Dalla prossima sessione, anche tutti gli esami torneranno ad essere svolti integralmente in presenza, a dispetto di qualche passata eccezione per gli studenti fuori sede, che ancora ad ottobre hanno potuto usufruire della soluzione a distanza: “ogni Corso di Laurea sceglie per sé, ovviamente, avendo esigenze diverse da considerare”. Il percorso di studio ha rispettato le aspettative di Filomena, con un approccio scientifico al mondo, non solo pratico, della viticoltura e dell’enologia: “c’è molto confronto in aula e spesso lavoriamo in autonomia. Quest’anno, ad esempio, per un esame dovremo realizzare il progetto di una cantina, mentre per l’ambito del marketing dovremo svolgere un’indagine di mercato. Credo sia tutto molto stimolante”. Il percorso di Filomena è stato un po’ impervio prima di trovare la strada giusta. Nel 2013 si è laureata in Filosofia e solo dopo alcune esperienze lavorative decide di seguire la sua passione: il mondo del vino. Iscritta alla Triennale in Viticoltura ed Enologia, si è laureata nel 2020 e ha deciso di proseguire con la Magistrale. Dice: “ci sono 9600 cantine in tutta la Campania ma, nonostante ciò, il mio sogno sarebbe quello di lavorare in Toscana, dove ho appena finito di svolgere il tirocinio. È stato un’esperienza pesante, abbiamo lavorato molto, ma ne sono davvero felice. Nella nostra regione, invece, ho avuto qualche difficoltà: un’azienda in cui avevo chiesto di svolgere il tirocinio ha respinto la richiesta motivando che, in quanto donna, sarei stata troppo ‘delicata’. Incredibile sentirsi dire una cosa del genere per un Corso che, per il mio anno almeno, ha raccolto più iscrizioni di ragazze che di ragazzi”.
Da Agraria a Medicina Veterinaria, l’altro Dipartimento (sede a Napoli) che confluisce nella Scuola di Agraria e Veterinaria, presieduta dal prof. Giuseppe Cringoli. “Siamo una Scuola piuttosto grande dal punto di vista degli spazi, ma ristretta nel numero degli studenti”, racconta Tammaro Diana, rappresentante per il Corso di Laurea in Medicina Veterinaria dello stesso gruppo studentesco. E aggiunge: “Abbiamo cercato di creare una rete di ragazzi per ridare quel senso di unione che in una grande università può andare disperso. Attraverso i social, i gruppi su Teams e Whatsapp, cerchiamo di dare una mano soprattutto alle matricole, che si vedono catapultate in questo mondo così diverso dalle superiori”. Sulla ripresa post pandemia: “anche se nei laboratori continua ad esserci una capienza ridotta, si sta cercando di tenerli tutti in presenza, anzi, sono in programma dei laboratori di recupero per integrare la parte pratica mancante dei semestri scorsi”.
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