Si ritorna ai corsi annuali per il primo anno: il commento dei docenti

Dal prossimo anno accademico a Giurisprudenza tutti gli insegnamenti del primo anno da semestrali diventeranno annuali. La sperimentazione, partita con Diritto Costituzionale e Diritto Privato qualche anno fa, si estenderà a Economia Politica, Storia del diritto romano pubblico e privato, Filosofia del diritto e Storia del diritto medievale e moderno. Le lezioni cominceranno fra settembre ed ottobre, gli esami da aprile. “Il corso sarà distribuito su più mesi. Il monte ore a disposizione per le lezioni sarà lo stesso, solo che verrà spalmato in modo diverso. Ci sarà la possibilità di una maggiore interazione con gli studenti, in questo modo riusciremo a conoscerli e seguirli meglio. Ne consegue che dal prossimo anno la frequenza delle lezioni diventa ancora più importante”, commenta il prof. Pasquale Commendatore, docente della prima cattedra di Economia Politica. La buona riuscita dell’annualità “dipenderà molto dai ragazzi, da come sapranno organizzarsi. Se prima dovevano preparare solo tre materie per semestre, ora saranno il doppio in un lasso di tempo più lungo”. Un avvertimento agli studenti: “stare attenti a non perdersi”. Il vantaggio: “più prove intercorso consentiranno di monitorare l’andamento ed eventualmente aggiustare il tiro. Sono favorevole all’annualità, ma tengo conto dei rischi. Preparare un blocco di materie insieme richiede molta più attenzione, gli studenti dovranno essere bravi a non perdere il filo del discorso”. In definitiva: “credo che entrambe le formule, semestralità ed annualità, siano valide. La differenza sta nella gestione del tempo delle matricole”. Anche secondo il prof. Mauro Sodini, docente della II cattedra di Economia Politica, “si richiede ai ragazzi capacità di organizzazione del proprio tempo e maturità nel portare avanti sei programmi di studio in contemporanea. Sarà solo l’esperienza sul campo a farci capire l’annualità come sarà recepita dalle matricole”. Si dice “assolutamente favorevole” del ritorno all’annualità il prof. Cosimo Cascione, titolare della III cattedra di Storia del diritto romano pubblico e privato. “Più che favorevole all’annualità sono favorevole agli studenti”, afferma forte della sua ventennale esperienza di docenza. Occorre restituire loro il tempo necessario di approcciare “discipline che qualitativamente e come quantità di contenuti hanno un loro peso”. Il prof. Cascione ricorda: “Dieci anni fa sono stato uno degli oppositori della semestralizzazione perché rende l’università un esamificio. I ragazzi sono proiettati solo al superamento degli esami. La formazione non si fa a tempo. I contenuti hanno bisogno di tempo perché vengano sedimentati”. Il problema, semmai, è da ricercare altrove: “È impensabile insegnare in un solo blocco Storia e Istituzioni (di recente accorpate) per quanto siano materie affini. Un problema di cui si discute molto fra noi ma che non trova risoluzione, almeno nell’immediato”. Approva i corsi annuali la prof.ssa Fabiana Tuccillo, II cattedra di Storia del diritto romano pubblico e privato: “Riusciremo a spiegare il programma, che è molto vasto, con maggiore tranquillità. Consentirà a noi docenti di dedicarci alle spiegazioni e alle matricole in modo sereno. Al contempo, gli studenti avranno più mesi per assimilare i concetti e chiarire eventuali dubbi”. La docente dal prossimo anno sarà titolare della cattedra on-line della disciplina: “Gli studenti che si iscriveranno al Corso di Laurea in Giurisprudenza, indipendentemente dal loro cognome e quindi dell’appartenenza alle cattedre, potranno decidere di seguire i corsi a distanza o in presenza. Un’opportunità in più per chi deciderà di affrontare questo percorso di studi”. Per la prof.ssa Chiara Corbo, docente della IV cattedra di Storia del diritto romano pubblico e privato, “l’annualità sarà una nuova esperienza che potrà essere valutata solo alla fine del prossimo anno, verificandone gli effetti sul campo. Da studentessa ho frequentato i corsi annuali, da quando insegno, invece, ho svolto solo corsi semestrali ed è stata un’avventura diversa”. Aggiunge: “Il nostro insegnamento, di carattere storico-culturale, con l’accorpamento di Storia ed Istituzioni è stato condensato in pochi mesi. Quando le materie erano scisse, l’organizzazione era migliore. Con l’annualità le spiegazioni potranno essere spalmate su periodi più lunghi, con una maggiore sedimentazione dei concetti da parte degli studenti”.

Susy Lubrano

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