Storia del diritto romano pubblico e privato: un programma molto vasto concentrato in 12 settimane

Sono “224 gli iscritti al corso, 130 studenti seguono in presenza, gli altri da casa”, riporta la prof.ssa Fabiana Tuccillo, che quest’anno sostituisce la prof.ssa Carla Masi nell’insegnamento di Storia del diritto romano pubblico e privato (II cattedra N-R). Il numero dei frequentanti, però, è costantemente in crescita: “molti studenti non hanno formalizzato l’immatricolazione, altri non hanno ricevuto ancora l’indirizzo mail istituzionale, così ci scrivono per essere ammessi alle lezioni alle classi Teams”. Chi ha il green pass, suggerisce la docente, può tentare l’accesso in aula, sempre che ci sia disponibilità di posti, data la capienza massima degli spazi indicata dalle normative antiCOVID. “Ci troviamo di fronte ad una fase di passaggio delicata, la didattica comunque resta mista. Qualora gli studenti avessero problemi di registrazione, possono scrivermi”. La speranza, però, “è di averli tutti in aula perché l’Università è il luogo in cui ognuno, dal proprio angolo orientativo, contribuisce alla realizzazione di un obiettivo”. Si cerca di interagire anche con chi segue in remoto: “i ragazzi possono porre domande e avere risposte”.
Un commento sulla sperimentazione partita lo scorso anno con l’accorpamento degli insegnamenti di Storia e di Istituzioni confluiti nella nuova disciplina che dovrebbe racchiudere la storia del diritto: “C’è stata una sensibile riduzione sia dei crediti formativi, sia del monte ore di lezione. Un esame fondamentale per la formazione del giurista, dal contenuto vastissimo, è concentrato in circa 12 settimane. Abbiamo chiesto al Direttore del Dipartimento Sandro Staiano di ampliare le ore del corso o di rendere la disciplina annuale. Lo storico lavora con le fonti, il giurista interpreta ciò che leggiamo nelle fonti storiche e necessita di tempo”. A lezione: “Proietto delle slide con le fonti che poi traduco. Il diritto romano, per contribuire alla formazione del giurista, deve, nella sua specificità, essere studiato sulla base delle fonti e nella sua dimensione storica. La prima parte del corso è di fatto incentrata sulla storia, poi si passerà agli Istituti del diritto privato romano”. Accanto al Ricevimento sono attesi i seminari pomeridiani che andranno ad incrementare le occasioni di confronto: “a lezione, e non solo, faremo esercizi di interpretazione della norma calandola nella realtà moderna, i nostri sistemi si fondano su quello che c’è stato. L’importante è che si instauri un rapporto con gli studenti e che si cresca insieme confrontandosi”. Un invito agli studenti è quello di cogliere le opportunità offerte dal Dipartimento: “scambi Erasmus, tirocini, Moot Court”. Sono attività “che si devono programmare già da matricola”. Come ottenere buoni risultati: “occorre studiare giorno per giorno, così si arriva all’esame nel mese di gennaio senza affaticarsi,  approfittando del giovedì e del venerdì, quando non c’è lezione, per recuperare e studiare il programma”. Le criticità: “gli studenti hanno difficoltà  a fare collegamenti fra gli argomenti. Inoltre, abituati alle superiori a studiare poche pagine al giorno, di fronte ad un programma vasto entrano in tensione e si soffermano solo su quello che immaginano importante”. Il consiglio:  “seguire il corso, c’è bisogno di andare in aula, conoscere i colleghi e studiare in un luogo di aggregazione e crescita”.
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